Patto dei Sindaci

Analisi settoriale

Nel seguito si forniscono gli elementi che portano ad identificare azioni specifiche in ciascun settore come individuato nel Template dell’UE del PAES e delle Linee Guida per la redazione dei Piani d’azione redatte dal JRC, referente tecnico del gruppo europeo di lavoro del Patto dei Sindaci.

Patrimonio pubblico comunale (edifici,attrezzature/impianti)

A Parma le emissioni imputabili agli edifici di proprietà del Comune (scuole, palestre, municipio…) rappresentano solamente l’1,4% delle emissioni totali del territorio, ma nonostante ciòl’Amministrazione Comunale è da sempre attenta alla loro riduzione come descritto di seguito.

Il patrimonio pubblico comunale è senz’altro il settore su cui l’Amministrazione ha maggior margine di azione e assolve il compito di esempio e di traino per gli ulteriori interventi da realizzare sul territorio.

Proprio sugli edifici pubblici l’Unione Europea richiede peraltro particolare attenzione in termini di obiettivi di riduzione dei consumi, per arrivare, nel caso dinuove realizzazioni, ad edifici ad emissioni nulle (la Direttiva 2010/31/CE richiede che entro il2018 gli edifici pubblici di nuova costruzione siano “ad energia quasi zero”).

Il patrimonio del Comune di Parma nel 2004-2005 è stato oggetto di un progetto co-finanziatodal Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio nell’ambito di un bando per Agenda 21Locale denominato CASTE, Catasto Solare Territoriale.

Il CASTE, inserito nell’ambito del Piano Energetico Comunale, è sostanzialmente un database delle caratteristiche costruttive, degli impianti e dei dati di consumo energetico riferiti all’anno 2004 per 113 edifici di proprietàcomunale, corredati dall’indicazione di possibili interventi di miglioramento energetico.

Gli edifici considerati si compongono di 53 scuole, 26 impianti sportivi e 34 altri edifici tra cui uffici,un auditorium, la sala congressi, un polo sanitario, le sedi delle circoscrizioni .Nell’ambito del contratto Global Service inoltre sono state eseguite alcune diagnosi energetiche e certificazioni energetiche, a seguito di cui sono state installate caldaie a condensazione.

Inoltre tra il 2012 e il 2013 sono stati eseguiti interventi di coibentazione delle coperture di quattro plessi scolastici, anche utilizzando un innovativo sistema di insufflaggio di fiocchi di lana di vetro all’estradosso dell’intercapedine, formata dai muricci e tavelloni di supporto al manto di copertura.

Tali interventi hanno permesso inoltre la rimozione e la bonifica delle coperture di cemento amianto.

Inoltre sono stati sostituiti serramenti obsoleti dell’asilo nido Zucchero Filato e la Materna Zanguidi di Via Torrente Pessola e del’Asilo nido Le Nuvole di vicolo Grossardi .

Nei primi mesi del 2014 inoltre è stato eseguito un intervento di completo rifacimento dell’asilo nido Trilly, che ha previsto la sostituzione dei vecchi serramenti con serramenti adalata efficienza.

La maggior parte degli edifici pubblici sono allacciati alla rete del gas metano; solo una piccola percentuale è allacciata alla rete di teleriscaldamento.

In particolare allacciati alla rete diteleriscaldamento al 2004 erano 14 edifici, al 2010 sono state allacciate altre sette utenze: il Palazzo del Governatore, il nido Mappamondo, il complesso scolastico Albertelli-Newton, la Casa dei Matrimoni, la Biblioteca Pavese, la circoscrizione S. Lazzaro e il museo la Casa del Suono.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili l’Amministrazione Comunale ha installato sui propri edifici comunali 21 impianti solari fotovoltaici per una potenza complessiva di 418,95 kWp e 5 impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria (piscina, centro sportivo e 3scuole materne) per un totale di 291 mq installati.

Sulla base delle diagnosi energetiche eseguite e di valutazioni di tipo economico ed energetico,l’Amministrazione Comunale valuterà ulteriori interventi per riqualificare dal punto di vista energetico i propri edifici al 2020 al fine di ottenere una riduzione pari al 20% dei consumitermici ed elettrici.

In particolare un settore prioritario insieme alle scuole (vedi paragrafosuccessivo) è quello degli impianti sportivi, su cui esistono buoni margini per interventi diefficienza energetica.

Il Comune sta valutando la possibilità di creare una rete delle associazioni sportive che hanno in gestione tali impianti al fine di acquistare energia a prezzi calmierati e, se possibile, da fonti rinnovabili.Ci sono infatti ancora buoni margini di intervento sul patrimonio pubblico, sia in termini diriduzione dei consumi termici ed elettrici e di produzione da fonti rinnovabili, sia in termini dirientro economico degli investimenti.

Edifici Residenziali

Sul territorio comunale di Parma al 2005 il settore residenziale pesa per circa il 32% sul totale in termini di usi energetici e per circa il 28% in termini di emissioni di CO2, valori in linea con lamedia nazionale e regionale, tolte le emissioni da consumi termici relative alle aziende ETS.

In Europa l’incidenza del Settore Civile (Residenziale e Terziario) sugli usi energetici complessiviè stimato pari al 40 e in Italia al 30%.

In Emilia Romagna il settore residenziale costituisce il34,5% dei consumi finali di energia al 20072.

Tra gli usi elettrici vanno ricordati anche quelli condominiali, che costituiscono mediamente l’8% dei consumi elettrici del settore domestico alivello nazionale.

I consumi energetici degli edifici rappresentano comunque un settore prioritario di interventoe gli edifici con destinazione d’uso residenziale costituiscono un ampio bacino (tanto nei grandicentri urbani che nei piccoli Comuni) su cui da diversi anni l’Unione Europea ha postoparticolare attenzione.

Un focus specifico è stato posto sulla riqualificazione dei condomini in quanto elemento prioritario per l’Amministrazione Comunale.

 

Riqualificazione delle abitazioni private

Nella sezione Azioni del Paes è presente una  trattazione generale sugli interventi di riqualificazione energetica considerati nel PAES sia dal punto di vista termico sia dal punto di vista elettrico sulle abitazioni private.

 

Edifici, attrezzature/impianti del Terziario e settore Industria

L’insieme del settore terziario e di quello produttivo costituisce una voce consistente diconsumo nei territori urbanizzati.

In Emilia Romagna al 20073 il settore terziario rappresentava il 12,7% dei consumi finali dienergia, pertanto gli edifici destinati a uffici/commercio/servizi rappresentano in generale un settore ad elevata potenzialità di risparmio, su cui anche l’Unione Europea ha posto particolareattenzione (in particolare gli uffici).

Sul territorio di Parma, al 2005 il settore terziario pesa per circa il 17% sul totale in termini siadi usi energetici e sia di emissioni di CO2.

Le politiche europee e nazionali che hanno coinvolto il settore terziario hanno proceduto di pari passo con quelle che hanno coinvolto il settore residenziale, sebbene alcuni strumenti regolatori e alcune forme di incentivazione hanno avuto minore penetrazione e/o efficacia chenel settore domestico.

Il Terziario si presenta indubbiamente come un settore variegato nelle diverse destinazioni d’uso, per le quali vanno adottati strumenti differenziati di intervento.

Per quanto riguarda il settore produttivo gli usi energetici in Italia sono pari al 28,5% sul totaledei consumi4. In Emilia Romagna l’Industria e l’agricoltura raggiungono il 36,5% dei consumi finali al 2007.

Al 2005, sul territorio di Parma le attività produttive (industria e agricoltura) incidono per un 20% in termini di consumi e un 24% in termini di emissioni (al netto delle emissioni da consumi termici delle aziende ETS che non vengono incluse nel bilancio, come previsto dalla Campagna del Patto dei Sindaci; i consumi elettrici delle aziende ETS sono invece conteggiati nel bilanciodelle emissioni e oggetto di azioni nel PAES). 

Tali valori sono inferiori rispetto alla ripartizione di usi energetici a livello nazionale e regionale; in ogni caso va sottolineato che considerando iconsumi delle utenze ETS le percentuali relative s’innalzano decisamente.

L’Amministrazione Comunale ha deciso non solo di includere il settore produttivo all’interno della baseline e del PAES, ma di sceglierlo insieme al settore terziario come oggetto di una strategia prioritaria da realizzare nel prossimo futuro; infatti l’Amministrazione ritiene che tale settore rappresenti una parte importante della realtà di Parma e che il PAES offra una concreta opportunità di coinvolgimento dei soggetti del mondo produttivo nel contenimento dei consumi energetici del territorio.

 

Illuminazione Pubblica

In Italia, i consumi energetici imputabili direttamente all’illuminazione pubblica sono attestatisul 2%, pari a circa 6 TWh/anno.

Benché in percentuale tali valori siano bassi, il settore presenta sicuri margini di miglioramento, grazie a processi di innovazione tecnologica e di razionalizzazione.

In ogni caso, così come più volte indicato dalla Commissione Europea,l’Amministrazione Comunale gioca un ruolo dimostrativo e trainante sul proprio territorio per favorire l’evoluzione tecnologica a vantaggio dell’efficienza energetica e l’Illuminazione pubblica costituisce uno dei “biglietti da visita” dell’Amministrazione.

Il Comune di Parma ha attualmente un parco lampade di circa 30.000 punti luce di proprietàcomunale e gestione ad Iren Emilia. Ad oggi (2014) circa il 97% delle lampade è ad alta efficienza energetica (fonte Iren Emilia).

Nell’ambito della manutenzione del parco lampade, nel periodo compreso tra il 2007 e la fine del 2013, sono state sostituite la maggior parte delle sorgenti luminose ad incandescenza e a vapori di mercurio con sorgenti ad alta efficienza energetica a vapori di sodio oppure ad alogenuri metallici; sono state installati 35 riduttori di flusso luminoso su impianti di grandi dimensioni e sono stati accorpati alcuni impianti al fine di diminuire il numero di quadri con la conseguente possibilità di ridurre e regolare il flusso emesso.

Il Comune di Parma nel 2015 dovrà rinnovare l’affidamento della gestione della rete di illuminazione pubblica valutando la possibilità di attivare un contratto a garanzia diprestazione (EPC) con i soggetti gestori.

In ogni caso verranno inseriti nel bando precisi requisiti di risparmio energetico a partire dalla sostituzione delle lampade meno efficienti o più datate con lampade a maggiore efficienza(vapori di sodio, led).

Si prevede la realizzazione di infrastrutture cosiddette intelligenti, consistemi punto a punto in grado di attuare una gestione dei guasti da remoto.

Inoltre si intende valutare la possibilità di inserire nei nuovi Piani Urbanistici Attuativi laprogettazione delle nuove reti di IP in modo tale da poter realizzare a futuro Smart Grid locali.

 

Settore Trasporti

Il Settore Trasporti costituisce una voce importante dei consumi energetici dell’Italia,superando il 29% in termini di emissioni complessive di gas serra derivanti da usi energetici.

Sul territorio emiliano i Trasporti costituiscono il 30% dei consumi finali di energia.

L’Italia detiene il primato mondiale di auto private pro-capite (corrispondente a 1,66 persone per vettura nel2009) .

Nel Comune di Parma il numero delle auto immatricolate al 2005 (paragrafo 3.6.1 deldocumento di Baseline) è pari a 106.804 con un valore di auto per abitante pari a 0,61.

Tra il2005 e il 2010 si registra un aumento del parco auto pari al 3% in linea con l’aumento dellapopolazione dello stesso periodo pari al 6%.

Ciò evidenzia come la popolazione di Parma utilizzi prevalentemente il mezzo privato per i propri spostamenti.

Il settore dei trasporti presenta indubbiamente una complessità e una varietà di problematiche, di cui il consumo di energia costituisce uno solo degli elementi, mentre gliaspetti urbanistici e infrastrutturali (tipologie viarie e organizzazione dei percorsi viari),ambientali (traffico, rumore, concentrazioni inquinanti), sanitari (inquinamento urbano,incidentalità), economici e sociali (accesso alla mobilità, forme di mobilità, organizzazione del lavoro, organizzazione del flusso delle merci) costituiscono elementi di rilievo.

In Italia, secondo l’ACI, nel 2011 è continuata la progressiva sostituzione delle autovetture di vecchio tipo con autovetture meno inquinanti, “Euro 4”, “Euro 5” ed “Euro 6”, il cui totale è arrivato a circa 15.924 milioni su circa 37.113 milioni di auto circolanti in Italia (42,91%, controil 38,96% del 2010).

Nel 2013, tale tendenza è in continuo aumento.

E’ da sottolineare che come i veicoli diesel siano responsabili di una quota importante dell’inquinamento atmosferico e come alle varie classi di omologazione dei veicoli non corrisponda direttamente una significativa riduzione dell’impatto ambientale.

Ad esempio la recente comunicazione della Commissione Europea “Un programma aria pulita per l’Europa”evidenzia che le emissioni effettive di NOx dei veicoli Euro 5 omologati dal 2009 superano quelle dei veicoli Euro 1 omologati nel 1992 e sono cinque volte superiori al valore limite.

Pertanto è necessario fare direttamente riferimento alle emissioni di CO2 dichiarate per le singoli modelli di autovetture.

Nel corso del 2013, sono stati erogati incentivi per l’acquisto di autoveicoli a basso impatto ambientale, dopo alcuni anni in cui si era deciso, secondo l’indirizzo dell’Unione Europea, di non intervenire sui meccanismi di mercato.

In particolare, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 12 febbraio 2013, del decreto attuativo del Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanze, è diventata operativa lamisura dedicata agli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (elettrici,ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno) previsto dal c.d. DecretoSviluppo (convertito con legge n. 134/2012).

I contributi disponibili sono divisi secondo il livello di emissioni di CO2, con un livello massimo per i veicoli privati fino a 95 g/km (obiettivoeuropeo per il 2020) ed una quota riservata ai veicoli con emissioni inferiori a 50 g/km,peraltro ancora scarsamente presenti sul mercato.

Per le imprese sono incentivati, seppure in misura minore, anche i mezzi con emissioni inferiori a 120 g/km.

Nel PAES si considerano azioni relative alla sostituzione di autovetture poco efficienti con mezzi ad emissioni non superiori a 100 g/km, in linea con le indicazioni delle politiche europee del settore.

La “Guida 2013 al risparmio di carburanti e alle emissioni di CO2 delle auto”(predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente e della Tuteladel Territorio e del Mare, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), indica la presenza sulmercato di veicoli (sia a benzina che a gasolio) ad emissioni anche inferiori ai 90 gCO2/km.

Si tratta in buona parte di veicoli ibridi, di cilindrate non elevate e di un numero limitato di modelli, ma la tendenza alla riduzione delle emissioni è molto marcata anche come strumento di marketing da parte delle case automobilistiche.

Produzione locale di energia elettrica

L’Unione Europea ha posto molta enfasi sulla delocalizzazione della produzione elettrica e in particolare da fonti rinnovabili, in quanto elemento che garantisce la sicurezza degli approvvigionamenti, la riduzione della dipendenza da combustibili fossili e la riduzione delle emissioni di gas serra.

Pertanto la produzione da fonti rinnovabili (FER) e da piccola cogenerazione da fonti fossili costituiscono per un Comune un elemento importante degliimpegni del Patto dei Sindaci.

Se il territorio comunale di Parma non presentava al 2004 una produzione locale da fonti energetiche rinnovabili, al 2012 la situazione è in forte evoluzione soprattutto grazie all’installazione di impianti fotovoltaici.

La potenza fotovoltaica installata complessiva a metà 2013 è infatti pari 47 MW di potenza la cui produzione totale copre circa il 5% del fabbisogno elettrico locale.

Gli impianti complessivamente installati sono circa 822, di questi circa 550 sono di potenza inferiore a 10 kW (pari a circa 2.350 kW), impianti che si possono attribuire alle utenze domestiche; i restanti 44,6 MW rappresentano invece la quota di impianti di tipo produttivo realizzati a terra o su utenze industriali, artigianali, agricole; in particolare gli impianti più grossi sono 7 con taglia superiore al megawatt (di questi uno ha potenza pari a 6,2 MW, duesono da circa 3,7 MW e uno da 3 MW).

Il ruolo che l’Amministrazione comunale dovrà assumere rispetto alla diffusione di impianti fotovoltaici sarà la regolamentazione e la semplificazione, laddove possibile, delle pratiche dicompetenza locale.

Il Comune, anche attraverso l’Agenzia per l’Energia, intende proseguire la sua azione informativa e di sostegno, sebbene attualmente non si possa prevedere un’eventuale estensione degli strumenti di incentivo economico a sostegno del fotovoltaico dopo il 2013.

Per quanto riguarda la produzione di energia elettrica da biomasse o biogas non si segnala lapresenza di impianti sul territorio comunale.

 

Solare termico, biomasse, aerotermia/geotermia, cogenerazione, teleriscaldamento / teleraffrescamento

Il soddisfacimento dei fabbisogni termici di edifici e di utenze industriali con sistemi di produzione a minor impatto ambientale è un aspetto importante negli obiettivi europei e nazionali di contenimento dei consumi e delle emissioni di gas serra.

Rientrano in tali sistemi la produzione termica da fonti rinnovabili (solare termico, biomassa,geotermia 7 ) e il recupero termico da impianti di cogenerazione, collegati a reti di teleriscaldamento/raffrescamento.

Le tecnologie che possono trovare maggiore applicazione ai fini di una produzione termica abasso impatto ambientale in ambito urbano e ai fini del raggiungimento dell’obiettivo italiano del 17% di produzione da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo risultano oggi essere ilsolare termico, le pompe di calore e l’utilizzo di calore di scarto da processi industriali.

La combustione di biomassa, che se a filiera corta ha un saldo positivo sulla riduzione delleemissioni di CO2, presenta aspetti di criticità correlati alla qualità dell’aria che tuttavia interritori ad alta densità urbanistica non possono essere trascurati: il Comune di Parma infatti non intende promuovere l’installazione d’impianti a combustione di biomasse (legnose, grassi animali e/o vegetali) visti i notevoli impatti emissivi locali in un contesto già fortemente sofferente per le concentrazioni di particolato atmosferico.

Viene invece valutata positivamente la produzione di biogas da scarti prodotti sul territorio e la successiva immissione in rete in sostituzione del gas metano fossile estratto.

Non è considerata sostenibile per il territorio la coltivazione di colture agricole dedicate alla produzione di biogas.

Sul territorio comunale di Parma è presente un’estesa rete di teleriscaldamento gestita da IrenEmilia Spa, in cui il sistema di produzione del calore avviene tramite tre centrali termiche a gas metano.

Al 2004 le due centrali di produzione del calore principali distribuito dalla rete di teleriscaldamento di Parma, il cogeneratore di Via Lazio e l’impianto di strada S.Margherita,sono anche classificate come impianti ETS e pertanto i loro consumi non vengono conteggiati all’interno della baseline.

Nel PAES invece gli allacci successivi al 2004 sono interpretati come eliminazione di centrali termiche a gas naturale a favore di calore fornito da impianti ETS,pertanto ad emissioni nulle, in quanto già contabilizzate nel sistema Emission Trading.

In generale si può affermare però che le reti di teleriscaldamento alimentate da combustibili fossili, anche se in cogenerazione, non contribuiscono in modo sostanziale alla riduzione diconsumo di energia primaria.

La terza centrale di dimensioni inferiori ubicata in Via Delle Scienze, a servizio del quartiere residenziale - commerciale ubicato tra la Tangenziale Sud ed il Campus universitario (nel 2004 serviva le residenze temporanee per studenti e il Conad Campus; attualmente serve anche ilnuovo supermercato Famila) potrà in futuro essere potenziata.

Dal 2013 è in funzione l’inceneritore di Strada Ugozzolo, anch’esso di tipo ETS, che alimenterà completamente la rete di teleriscaldamento cittadina.

Ulteriori espansioni del teleriscaldamento potranno essere oggetto di valutazioni future e quindi delle versioni di aggiornamento del PAES stesso.

Per quanto riguarda il solare termico e le pompe di calore, il PAES considera l’effetto della loro installazione in quote comunque contenute, legate ad interventi ove sussista l’obbligo di copertura della produzione termica da fonti rinnovabili (pertanto in riqualificazioni rilevanti diedifici e impianti).

 

Pianificazione territoriale

L’Amministrazione Comunale in coerenza con la L.R. n.20 del 24.3.2000 può definire glistrumenti propri della pianificazione urbanistica operativa organizzati in tre distinti strumenti tecnico – amministrativi: il Piano Strutturale Comunale (PSC), il Piano Operativo Comunale(POC), il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE).

In essi in modalità differenti è possibile includere direttive e prescrizioni relative ai requisiti prestazionali utili al perseguimento dall’obiettivo di sostenibilità anche in termini di risparmio energetico e adozione di fonti rinnovabili.

Il Comune di Parma:– Con Deliberazione Consiliare n. 46 del 27 marzo 2007, il Comune di Parma haapprovato il Piano Strutturale Comunale (PSC) nel quale ha definito la propria pianificazione di livello strategico del territorio comunale;– con Deliberazione Consiliare n. 57 del 28 maggio 2009, il Comune di Parma haapprovato il Piano Operativo Comunale (POC);– con Deliberazione Consiliare n. 71 del 20 luglio 2010, il Comune di Parma ha approvato il Regolamento Urbanistico Edilizio (RUE);ai quali sono succedute numerose varianti urbanistiche sia cartografiche sia normative.

L’Amministrazione tuttavia ritiene necessario elaborare nei prossimi mesi un nuovo PSC chepossa:

  • contenere il consumo di suolo attivando processi di rigenerazione urbana dei tessuticonsolidati e diffusi grazie a micro interventi di sostituzione ad alta densità edilizia ead elevato mix funzionale;
  • catalizzare il miglioramento dal punto di vista prestazionale del patrimonio edilizioesistente, favorendo interventi di riqualificazione energetica e sismica del patrimonioedilizio esistente (Nuovo Regolamento Energetico e Sismico);
  • rendere Parma una città intelligente e digitale che attivi processi virtuosi e canali difinanziamento in coerenza con gli obiettivi UE;
  • favorire l’individuazione di leve economiche a sostegno del processo rigenerativo (es.fondo rotativo, crediti edilizi energetici - sismici);↘ favorire l’attività di prevenzione e gestione dei rischi connessi al cambiamentoclimatico e ai rischi ambientali.

In oltre il Comune di Parma nel 2006 inoltre si è dotato di un PIANO ENERGETICO COMUNALE organizzato in un bilancio energetico e un bilancio delle emissioni climalteranti ed inquinanti con dati al 2004.

Tali documenti sono stati utilizzati al fine della redazione della baseline.

Il Piano energetico inoltre in conformità all’articolo 5 della L.R. 20/00 ricostruire il Bilancio delle emissioni inquinanti e climateranti in tre scenari temporali (“business-as-usual”, scenariointermedio e scenario “energy saving”) differenziandoli geograficamente attraverso l’individuazione dei Bacini Energetici Urbani (BEU).

I BEU sono aree omogenee da un punto di vista del consumo energetico e delle infrastrutture presenti, individuati sul territorio comunale considerando l’attuale uso del territorio (residenziale, terziario, industriale, servizi pubblici -inparticolare gli edifici di proprietà comunale) e le previsioni e destinazioni d’uso previste neglistrumenti di pianificazione.

Nei diversi BEU individuati dal PEC è possibile fissare “standard energetici” differenti coerentemente con la normativa vigente.

Successivamente il Comune di Parma ha redatto studi per l’aggiornamento del PEC, che però non sono stati approvati formalmente, sulla base dei quali intende valutare la possibilità della redazione di un nuovopiano che si armonizzi con i contenuti del PAES.

 

Appalti pubblici di prodotti e servizi

Uno degli strumenti di cui la Pubblica Amministrazione può dotarsi per conseguire l’attuazione delle misure di risparmio energetico e promozione delle fonti rinnovabili sul proprio patrimonio e nelle proprie attività è di avvalersi delle procedure di Green Public Procurement(GPP), ossia di Acquisti Pubblici Verdi, negli acquisti di prodotti e servizi.

Al momento sono state individuate 11 categorie rientranti nei settori prioritari di interventoper il GPP, selezionate tenendo conto dei seguenti due parametri, impatti ambientali e volumi di spesa pubblica coinvolti:

1. arredi: mobili per ufficio, arredi scolastici; arredi per sale archiviazione e sale lettura

2. edilizia: costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali dacostruzione; costruzione e manutenzione delle strade

3. gestione dei rifiuti

4. servizi urbani e al territorio: gestione del verde pubblico, arredo urbano

5. servizi energetici: illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici,illuminazione pubblica e segnaletica luminosa

6. elettronica: attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali diconsumo; apparati di telecomunicazione

7. prodotti tessili e calzature

8. cancelleria: carta e materiali di consumo

9. ristorazione: servizio mensa e forniture alimenti

10.servizi di gestione degli edifici: servizi di pulizia e materiali per l’igiene

11.trasporti: mezzi e servizi di trasporto; sistemi di mobilità sostenibili

Per quanto riguarda le finalità del GPP nell’ambito del PAES, va osservato che una politica diacquisti pubblici attenta agli aspetti ambientali consente da un lato di raggiungere obiettivi dirisparmio ambiziosi (anche in termini economici), divenendo riferimento per la diffusione dimodelli di consumo e di acquisto sostenibili, dall’altro stimola l’innovazione del sistema produttivo.

Il GPP in questo senso diventa dunque strumento di sensibilizzazione e interazioneverso gli stakeholder (cittadinanza, imprese).

 

Coinvolgimento dei cittadini e degli stakeholder

L’attività di coinvolgimento della cittadinanza e dei portatori di interesse nell’elaborazione del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile è considerato elemento di rilievo secondo le indicazioni delle Linee Guida per la redazione dei PAES.

Tale coinvolgimento è essenziale affinché il Piano possa risultare operativo ed efficace, attraverso la partecipazione diretta de idiversi attori coinvolti nelle varie azioni.

Ai fini di tale azione di coinvolgimento, già a partire dal momento della raccolta dati per lacostruzione del PAES l’Amministrazione Comunale ha organizzato incontri con gli uffici comunali, la cittadinanza e i portatori di interesse del terziario, del settore produttivo e delsettore industriale:

− 30 gennaio 2013 si è svolto a Palazzo del governatore l’incontro “Le opportunitàderivanti dall’adesione al Patto dei Sindaci dell’Unione Europea” in collaborazione con ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Sezione Costruttori Edili dell’Unione Parmense degli Industriali e Ministero per lo Sviluppo Economico, con il patrocinio diANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Emilia Romagna ed Energy Cities.

− Il 2 luglio 2013 si è tenuto presso il Palazzo del Governatore l’“Info Day Conto Termico:energia come strategia di sviluppo del territorio”, al fine di informare sulle modalità di applicazione del nuovo sistema incentivante, il conto termico.

− Il 24 luglio 2013 è stato organizzato un incontro con tutti gli uffici del Comune di Parmache hanno poi partecipato ai lavori per la redazione del PAES, al fine di presentare il progetto e la sua scansione temporale;

− il 12 ottobre 2013 si è tenuta la presentazione della baseline all’interno del convegno“Parma Smart City”;

− il 15 e il 22 novembre 2013 sono stati avviati tavoli di consultazione a caratterepermanente, organizzati in tre momenti specifici per affrontare diverse tematiche:residenziale, mobilità, terziario e industria;

− tra gennaio e febbraio 2014 è stato trasmesso un questionario, indirizzato ai portatoridi interesse del terziario, del settore produttivo (in particolare quello industriale),relativo ai consumi energetici ed alle azioni intraprese o previste finalizzate all’efficientamento energetico;

− da dicembre 2013 a febbraio 2014 si sono svolti incontri specifici con alcuni soggetti dell’industria e del terziario come ad esempio Conad, Esselunga, Barilla, ANACI,ProGes, Iren Emilia,

…Nei prossimi anni il Comune intende continuare in questa direzione e ha individuato comesoggetto facilitatore del PAES l’Agenzia per l’Energia di Parma.

L’Agenzia è nata nel 2006, nelcontesto del Bando comunitario EIE, ed ha promosso iniziative riguardanti il coinvolgimento dei cittadini sui temi energetici e dell’approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili inparticolare il fotovoltaico.

Tale soggetto dovrà, concordemente agli obiettivi del PAES, promuovere:

Numero Unico 0521 40521
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