Inaugurazione Stagione 2018 | 2019 di eUROPA tEATRI

DispensaBarzotti
VICTOR
LIBERAMENTE ISPIRATO A “FRANKENSTEIN” DI MARY SHELLEY
regia Alessandra Ventrella
collaborazione al progetto Consuelo Ghiretti e Riccardo Calabrò 
Con Consuelo Ghiretti, Riccardo Calabrò Rocco Manfredi
luci e suono scene Alessandra Ventrella
consulenza tecnica Rocco Manfredi
residenze artistiche Teatro alla Corte di Giarola Santa Caterina Performing Arts Teatro Europa
Spazio ZUT! Casa del Teatro Ragazzi e Giovani
premio delle Giurie | Direction Under 30 2017 premio Strabismi 2017
premio casa con vista Fringe 2017 | Torino Fringe Festival Nomination Miglior Spettacolo | Small Season Festival 2018, Sofia – Bulgaria

“Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi” D.F.Wallace
Due gambe spezzate tentano di alzarsi, i piedi cercano di sollevarsi da terra ma affondano nel pavimento. Gli occhi annebbiati stanno per cedere, mentre la luce continua ad entrare da una finestra che cola, goccia dopo goccia. Tutto piange intorno a questo corpo, inondando una stanza.
Eppure Victor è ancora vivo, immerso in un acquario, come un pesce sul punto di morire in preda alle convulsioni. C’è una creatura fradicia, di notte, che lo viene a trovare, riportandolo a galla. Meravigliosa evoca ricordi lontani o futuri mai realizzati, illudendolo di trovare riparo.
Le cose che lo tengono in vita sono le stesse che lo fanno sprofondare. 
Victor osserva immobile il congelarsi del tempo da sotto lo strato di ghiaccio
che lo imprigiona.
Qualcuno vada e appicchi il fuoco.
In Frankenstein esistevano naturalmente immagini, atmosfere ed emozioni che stavano dentro di noi prima del teatro, come persone, e che avevamo l’urgenza di provare a raccontare. Raccontare non tanto un romantico intreccio, quanto piuttosto i suoi protagonisti. Gli incubi, la paura che diventa malattia. La solitudine di cui ci si libererà, forse, in un’altra vita.
In noi e tra di noi si creano dei “mostri”, qualcosa d’ingovernabile che non avremmo mai desiderato creare.
Abbiamo pensato tanto all’abbandono, che fa piangere tutto. Non accettare la fine.
Voler ridare vita e anima a tutto, continuamente, ad ogni costo. Abbiamo guardato al rapporto tra Victor Frankenstein e la sua creatura come ad una metafora dai molteplici significati. Ci siamo soffermati sulla relazione tra Victor ed il suo amore Elizabeth.
“Victor” è il tentativo di dipingere il ritratto di un’ interiorità.
Un oceano interiore dove galleggiano rovine, dove emergono tutte le cose che sono morte ma che non hanno fine, tutte le cose che cerchiamo di tenere legate a noi, tutto ciò contro cui lottiamo per non divenire spettri di noi stessi.
Il presente di Victor è fatto di memorie lontane o di futuri mai realizzati; poi, tutto scompare e non rimane che un sacro altare fatto di fiammelle instabili che durano per poco, fuochi fatui di cui le braci non riprenderanno a fiammeggiare.
Solo per un attimo sembra che una grande fiammata stia per accendersi, una fiamma vera, calda, abbagliante, leggera e forte. Forse è solo un sogno, ma un sogno tanto vagheggiato da precipitarci in un altro mondo…


PER INFO E PRENOTAZIONI
eUROPA tEATRI Via Oradour, 14 Parma -
0521.243377
europateatri.pr@gmail.com
www.europateatri.it