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Adotta un animale

Come funziona il sistema adozioni del canile municipale “lilli e il vagabondo” 

Il Canile Municipale di Parma “Lilli e il Vagabondo” ha deciso di adottare una politica di adozione mirata, al fine primo di massimizzare le possibilità di integrazione dei nostri ospiti nel nuovo ambiente in cui dovranno vivere e convivere il più a lungo possibile.

Se si pensa che tale scelta possa impattare negativamente sul numero di concessioni di adozioni, in realtà crediamo possa condurre a minimizzare il numero di rientri, dovuti in grande misura all’effettuazione in maniera affrettata o, talvolta, superficiale di una scelta non di acquisto, ma di CONVIVENZA, RELAZIONE ed IMPEGNO con un compagno di vita senziente.

Ad ogni adozione “sbagliata” segue sempre un evento traumatico tanto per l’animale quanto per l’adottante. A questi eventi a loro volta spesso conseguono, oltre al rientro in canile dell’animale, una riduzione dell’indice di adottabilità del soggetto (maggiore e perdurante instabilità caratteriale post-traumatica, attribuzione di stato di morsicature, etc.) ed una perdita di volontà degli adottanti a procedere a nuove adozioni.

 

Cosa significa adottare un compagno animale

Se oggi è chiaro a tutti cosa vuole dire scegliere di adottare un compagno animale con un difetto od una malattia fisica crediamo debba necessitare di ancora tanto lavoro l’accettazione della più recente evidenza che gli Animali possano essere assoggettati a disagi o malattie anche della psyche (ricordiamo che fino a non molti anni fa si credeva che gli animali non potessero provare neppure dolore fisico come l’uomo).

Grandi o piccoli, giovani o anziani, pacati o agitati che siano, in un’adozione tutti i nostri ospiti potrebbero subire una prima destabilizzazione alla quale dovranno reagire ritrovando un nuovo stato di benessere ed una migliore qualità di vita nel loro nuovo NUCLEO FAMIGLIARE.

Loro entrano nelle nostre dinamiche famigliari e DEVONO abituarsi a noi,

noi li inseriamo coscientemente nel nostro nucleo e VOGLIAMO abituarci a loro!

 

Cosa bisogna fare per rendere l’adozione piu’ serena 

La ricerca di un nuovo equilibrio psico-fisico non deve essere immaginata come una situazione sicuramente negativa, ma semplicemente come un passaggio ad abitudini drasticamente diverse da quelle conosciute in canile, alle quali l’animale deve riadattarsi con i corretti adeguamenti comportamentali.

Certo, tale cambiamento può essere più o meno traumatico e stressante in dipendenza dalla forza caratteriale del cane, dall’adeguatezza degli ambienti e del nucleo famigliare e, in misura preponderante, dal rapporto interattivo tra queste variabili, che inizia a crearsi il giorno stesso dell’arrivo nella nuova casa. 

 

Come viene valutato e gestito il cane al canile 

Durante la permanenza in Canile il cane viene valutato nei suoi diversi aspetti comportamentali da un Medico Veterinario e dalle tante persone operative o volontarie che si rapportano quotidianamente con i nostri ospiti, per delineare indici di adottabilità ed affidabilità quanto più possibile attendibili. E’ importante precisare che queste valutazioni sono sicuramente indicative, ma non esaustive nel predire cosa succederà all’interno di dinamiche famigliari non riproducibili in struttura. Tuttavia permettono di presumere ad esempio se il soggetto valutato sarà più propenso a vivere con nuclei famigliari numerosi, con una coppia, con una singola persona e/o con altri animali, se potrà essere affidabile nella convivenza con bambini piccoli, se avrà bisogno di un ambiente strettamente domestico, della libertà di accesso ad un giardino o di una vita prevalentemente in esterno, ed altre indicazioni simili.

 

Come viene valutato l’adottante

 Ai cittadini che manifestano la volontà di adottare un cane viene richiesto quanto necessario per capire quali ospiti della nostra struttura siano più idonei ad integrarsi nello specifico nucleo famigliare. Crediamo che porre e porsi delle domande specifiche, con la serenità di potersi confrontare con persone che si dedicano da diversi anni alle procedure di adozione da cittadini volontari, non possa che aumentare la coscienza e la completezza della scelta che si sta andando a fare. Non spaventi quindi se, avendo valutato l’animale, chiediamo la vostra collaborazione per conoscere meglio anche voi attraverso un semplice questionario. Ci consentirà di indicarvi tra i più di 100 ospiti presenti quali potrebbero essere i più indicati per il vostro nuovo percorso di vita. La scelta finale resta vostra.

 

Come deve essere gestito il rapporto tra adottanti e cane

domande semplici per un rapporto semplice:

  1. Sappiamo perché stiamo per fare un’adozione?
  2. Siamo coscienti che il cane non è né un bambino né un umano?
  3. Sappiamo cosa vogliamo e cosa possiamo avere dal nostro nuovo compagno?

Considerando che i cuccioli in canile sono sempre meno numerosi e spesso vengono adottati animali di 1-2 anni, è necessario tenere presente che questi soggetti sono esseri in pieno sviluppo caratteriale e stanno vivendo quello che per noi potrebbe essere il periodo dell’adolescenza! Molti sono animali con un buon equilibrio psicologico, collaborativi, curiosi ed intelligenti. La nuova famiglia umana è portata istintivamente da subito a compatirli, dar loro molte attenzioni e altrettante concessioni (vizi) perché verosimilmente usciti da una situazione difficile. Ciò si rivela spesso un’arma a doppio taglio in quanto l’animale può percepire alcuni di questi comportamenti umani come segnali di sottomissione ed iniziare a tentare di ottenere sempre più attenzioni/concessioni (gestione delle risorse), fino talvolta a pretenderli. Inoltre, perdendo il senso del limite (tutto è concesso, poverino!) si negano al nuovo entrato i punti di riferimento che tanto servono per ricreare una stabilità gerarchica corretta e trovare il proprio spazio in società. Il nuovo compagno, per vivere in armonia nella nostra società, non potrà fare tutto, anzi dovrà imparare l’importanza di cedere il passo…di rinunciare senza offendersi o arrabbiarsi.

In canile non poteva imparare perché non aveva quasi nulla da perdere,

a casa potrebbe non imparare perché viene lui concesso quasi tutto e non resta molto da guadagnarsi.

Ed ecco le ultime parole chiave per una buona convivenza: COERENZA e COMPLICITA’

Voi dovete trovare il vostro animale interessante e lui troverà voi interessanti. Ogni nuova concessione dovrà essere gestita con PAZIENZA, COSTANZA e GRADUALITA’ perché il vostro compagno possa attentamente comprenderne il valore, fino a farla divenire una nuova piacevole abitudine. Poi ve ne saranno altre. Un animale a cui è stato inizialmente concesso tutto farà molta fatica a comprendere perché ad un tratto gli venga negato qualcosa o non sia più al centro di tutte le attenzioni; rischierà così di perdere la fiducia per un comportamento a suo giudizio incoerente.

Attenzione, tutta la famiglia deve impegnarsi a garantire la coerenza ed è quindi importante che già prima dell’adozione vi sia all’interno del nucleo un perfetto accordo su quante e quali possibilità si intende concedere al cane.

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