Linee programmatiche dell'ex giunta Vignali

Il programma della Giunta Vignali era stato approvato, come previsto dalla normativa, dal Consiglio Comunale. Con le dimissioni del sindaco e la decadenza del Consiglio, lo stesso programma perde effetto di validità. Ne diamo pubblicazione, in periodo di Commissariamento Straordinario, al solo fine di garantire una completa informazione storica.

Una fiducia a cui bisogna rispondere con i fatti e con una politica amministrativa adeguata ai tempi che viviamo. La sfida che oggi ci troviamo ad affrontare è decisiva. Per la città. Per la sua classe dirigente. Perché il mondo cambia ad una velocità di cui non ci rendiamo nemmeno conto. Ed è una velocità che scardina sistemi di pensiero e ideologie, che allarga i nostri orizzonti, che mette in discussione cose che non erano mai state in discussione. E’ una velocità con cui bisogna fare i conti. Perché fare i conti con i grandi cambiamenti significa essere al passo con la storia, viaggiare al passo con i mutamenti sociali. Perché la competizione tra i territori è sempre più dura ed è sempre più difficile attrarre le risorse necessarie al nostro sviluppo.
Comprendere questo o meno, fa la differenza tra lo sviluppo e il declino di un territorio e tra l’adeguatezza e l’inadeguatezza di una classe dirigente. La nostra sfida sarà principalmente su due fronti: garantire la crescita della qualità della vita ed essere all’altezza della competizione tra i territori. Per questo oggi presentiamo il programma di governo che indica la direzione e le scelte di fondo che l’amministrazione attuerà nei prossimi cinque anni. Un programma scelto e legittimato dai cittadini attraverso il voto e della cui attuazione il sindaco è garante nei confronti di tutta la città. Un programma che per questo motivo non è modificabile nei suoi contenuti sostanziali, ma che siamo chiamati oggi tutti insieme ad arricchire di contributi per renderlo sempre più adeguato alle sfide che Parma deve affrontare.

Il Consiglio
A partire da chi siede in quest’Aula Consiliare che per storia e tradizione è sempre stata il cuore della vita civile oltre che politica di Parma. Qui sta la rappresentanza democratica della città, questo è il luogo della passione civile, del confronto democratico, dello studio e della ricerca. Indipendentemente dal gruppo di appartenenza, dalla collocazione sui banchi della maggioranza o dell’opposizione, dal ruolo che ognuno sarà chiamato a svolgere, chi siede in Consiglio comunale si assume la grande responsabilità di partecipare alla costruzione del bene comune, perché sa di essere elemento necessario al funzionamento della democrazia e al maggior benessere della nostra comunità. La Legge attribuisce al Consiglio Comunale competenze e ruolo importanti, decisivi e strategici. Soprattutto in questi anni in cui saremo chiamati ad affrontare temi complessi, multisciplinari, di grande rilevanza come  la famiglia, la sicurezza, la sburocratizzazione della cosa pubblica è necessaria la massima partecipazione del Consiglio e delle Commissioni.

La Giunta
Anche la mia squadra di governo che merita di essere ringraziata pubblicamente per aver accettato un ruolo che non sarà mai semplice, talvolta, temo, ingrato, ma, spero, sempre entusiasmante. Una squadra fatta di persone che provengono da culture e realtà diverse e che hanno scelto di condividere un programma nell’interesse della città. Una squadra scelta in ogni suo componente, usando come unico criterio quello delle qualità personali e professionali, senza alcuna pregiudiziale di tipo politico o ideologico. Questa squadra è e sarà sempre la squadra di tutta la città, non di una parte o un partito o più partiti politici, non espressione di questo o quel blocco sociale, economico o culturale. Ma di tutta la nostra comunità. E ad essa e solo ad essa risponderà ogni giorno del suo operato.

Una politica nuova
Sarà sempre e solo la dedizione alla propria comunità, a orientare l’azione amministrativa di tutti i giorni della squadra che sono stato chiamato a guidare. Soprattutto oggi che la politica, in particolare quella nazionale, appare in crisi di contenuti, di prospettive, di idealità, generando nei cittadini una sfiducia, nemmeno troppo ingiustificata, nelle sue forme tradizionali di rappresentanza. Una questione che le forze politiche tendono troppo spesso a trascurare, ma che è decisiva per il futuro e che dovrà necessariamente generare una riflessione che va oltre le competenze di questa istituzione, ma al quale questa istituzione guarda con grande attenzione. Noi come istituzione abbiamo anche la responsabilità di dimostrare che un’altra politica è possibile. Una politica che si occupa delle persone rispettandone la libertà, che sa pensare in grande senza perdere di vista i piccoli problemi quotidiani. Una politica, in sostanza, di si può avere fiducia. Insieme, Giunta e Consiglio, siamo chiamati ad affrontare sfide importanti, decisive per il futuro di tutti noi. Temi strategici e trasversali sui quali mi aspetto, nell’interesse della città, un ruolo attivo e propositivo di quest’Aula. Che non sarà luogo di negoziazione delle traiettorie di sviluppo contenute nel programma scelto dai cittadini, ma sicuramente sede di un fondamentale confronto strategico e progettuale.

La cittadinanza attiva
Le diverse istituzioni, le associazioni, le varie rappresentanze civili, culturali, professionali e sindacali della città, che sono fattore essenziale di crescita e sviluppo, saranno chiamate continuamente a confronto per coinvolgerle nelle decisioni. Convinti che nella costruzione del bene comune e nella competizione globale che si è aperta tra sistemi la loro partecipazione attiva è assolutamente determinante. Pur sapendo che la decisione finale resta di competenza di questa istituzione. Decisioni che si prenderanno sempre insieme alla città grazie alle Consulte che intendo costituire sui diversi temi e che saranno strumento di dialogo costante con i cittadini e alla costruzione del “Bilancio partecipato” strumenti importantissimi di coinvolgimento e di trasparenza. Non pensiamo che tutti potranno essere sempre d’accordo con le nostre scelte, sappiamo però che i Comune di Parma
cittadini hanno il diritto di essere coinvolti e consapevoli delle scelte che si compiono. La trasparenza e il coinvolgimento consapevole dei cittadini sono necessari per la qualità della vita della comunità e per l’evoluzione dei diritti individuali e collettivi. Il compito del potere politico in società complesse come la nostra non è tanto quello di esercitare un governo, ma una governance: un ruolo non di semplice imposizione dall’alto, ma di incentivazione e sostegno del protagonismo delle comunità intermedie. E’ questo il principio di sussidiarietà che riconosce alla società civile e alle sue articolazioni la titolarità dei diritti e il ruolo di motore attivo e consapevole del progresso civile e sociale di una comunità. Per questo chiamiamo la città e chi la vive a esprimere tutta la sua carica di innovazione, tutta la sua capacità progettuale. Sappiamo troppo bene che l’unica via per conservare ciò che vale della nostra storia, della nostra tradizione, è innovare continuamente per mantenere vivo il patrimonio che ci portiamo dietro da generazioni e accompagnarlo con noi nel futuro.

La città di domani
Per fare una città esemplare per la vita delle persone. Perché il vero parametro di misura è la qualità della vita delle singole persone ed è al loro benessere, alle loro possibilità di migliorarsi che noi dobbiamo guardare. Per fare una città semplice da vivere in cui sia facile accedere ai diritti, aprire un’attività, costruirsi una casa, vedersi risolvere i piccoli o grandi problemi quotidiani. Per fare una città sicura, non solo dal punto di vista della tutela rispetto al crimine o alla violenza (certo anche di quella ne sentiamo la necessità), ma sicura in tutti i sensi, nel senso che ognuno deve sapere che nei momenti di necessità può contare su un sistema, sia esso pubblico o privato, sia istituzionale o volontaristico che gli garantisce il diritto di stare meglio. Perché quello di stare meglio è un diritto e non una concessione. Per fare una città aperta, al mondo , al nuovo, ai bisogni e alle speranze di chi la abita da sempre come di chi vi arriva attratto dalla nostra qualità della vita. Per fare una città solidale in cui nessuno si senta abbandonato a se stesso. Per fare una città lenta e veloce allo stesso tempo, che investe in accessibilità, funzionalità, ricerca e sviluppo e che ritiene la qualità ambientale e sociale beni imprescindibili. Per fare una città dell’etica e dell’estetica, che cresca e si riconosca in grandi valori e che riconosca la bellezza stessa, l’armonia
della propria convivenza come un valore sociale.

Il modello Parma
Il salto di qualità vero che potrà avere una città ed una comunità come la nostra sarà determinato più da valori immateriali e da risorse civiche che da strutture, infrastrutture o servizi. L’armonia sociale, la dimensione etica, estetica, gli stili di vita legati alla cultura, al gusto e al cibo diventeranno fattori di riconoscibilità sociale di Parma come luogo dove è bello vivere e dove si può investire, perché un’alta qualità sociale garantisce a tutti sicurezza e opportunità. Questo è il “modello Parma” che ci impegniamo ad affermare nel mondo per farne la nostra capacità attrattiva, nella consapevolezza che una città come la nostra deve avere più funzioni su cui articolare le proprie strategie di sviluppo. In questi anni abbiamo posto le premesse per un miglioramento delle condizioni di vita delle persone. Ora è finita una fase. E’ finita la grande rincorsa di Parma a dotarsi di infrastrutture e servizi che altre città avevano ma che a noi mancavano penalizzandoci nella qualità della vita e nella competizione territoriale. E’ come se in questi 9 anni avessimo costruito il contenitore. Ora dobbiamo riempirlo di funzioni nuove. Alcune le abbiamo già individuate e fanno riferimento ai 2 ambiti strategici per tradizioni storiche che sono l’agroalimentare e la cultura. Ambiti dove dobbiamo investire perché esistono vuoti da riempire nel panorama mondiale. In cui c’è spazio per un “marchio Parma” con grandi capacità attrattive.
 
Le nuove funzioni
Queste funzioni riguardano la ricerca, necessaria per migliorare la qualità dei nostri prodotti agroalimentari e per rendere Parma centro di eccellenza internazionale, la logistica, strategica per la risoluzione dei problemi ambientali e per favorire lo sviluppo del sistema economico, la cultura, per rendere Parma una “città evento” che produce cultura ancora prima di consumarla e l’alta formazione valorizzando l’Università e le risorse del territorio e creando sinergie con Atenei di eccellenza mondiale. Altra funzione strategica è l’attività fieristica se saremo in grado di pensarla non più semplicemente come spazio espositivo, ma come agenzia di supporto alla conoscenza e all'interscambio tra produttori e acquirenti. La fiera del futuro sarà un'agenzia specializzata in promozione del territorio e dei suoi prodotti. Ricerca, logistica, alta formazione e attività fieristica possono diventare motore del
nostro sistema economico che dovrà consolidarsi anche grazie ad altri interventi e progetti che intendiamo avviare: una scuola di formazione internazionale per l’agroalimentare, un sistema di incentivi alle imprese che innovano e a quelle che adottano politiche virtuose, e una sempre maggiore semplificazione delle pratiche amministrative attraverso il potenziamento dello sportello unico per le imprese. Una prospettiva di questo tipo può sostenere un nuovo ciclo di vita di Parma per i prossimi 40 anni. Per ospitare queste nuove funzioni serve una città accessibile, funzionale, ricca di opportunità e servizi e semplice nei rapporti tra cittadino e istituzione. Gli interventi prioritari che noi prevediamo per migliorare l’accessibilità sono la realizzazione della via Emilia bis, il potenziamento delle vie d’accesso alla città, una politica di sviluppo per l’aeroporto che preveda il completamento delle
strutture e una strategia di crescita e di alleanze con partner privati che intendano valorizzarne la posizione strategica, la realizzazione di un sistema metropolitano che abbia come cuore pulsante la nuova stazione, con diramazioni e raccordi con tutta la provincia partendo dalla metropolitana cittadina che sarà l’asse portante della città del futuro.

Un programma ambizioso
Per rendere la città più accessibile dal punto di vista amministrativo, vogliamo semplificare l’accesso ai servizi e ai diritti da parte dei cittadini e delle imprese, rivoluzionando completamente il rapporto con la pubblica amministrazione, utilizzando le nuove tecnologie, trasformando le procedure di autorizzazione in procedure di concessione automatica, e quelle di istruttoria in procedure di controllo, estendere l’autocertificazione, introducendo modelli procedimentali semplificati utilizzabili anche via internet. Una rivoluzione che abbiamo chiamato “progetto Comune amico” e per la quale abbiamo previsto una delega ad hoc. Il programma che presentiamo oggi rappresenta un nuovo inizio, che non nasce dal nulla, ma da ciò che abbiamo costruito fino ad oggi. Individua poi alcune priorità: La prima è la Famiglia, che consideriamo come risorsa, luogo di educazione, relazione, vita, aiuto, cura e non solo destinataria di politiche assistenziali. Intendiamo valorizzarne il ruolo e le funzioni, costruendo attorno ad essa l’intero sistema di welfare. Per questo abbiamo creato un’Agenzia con ruolo di indirizzo e coordinamento di tutte le politiche che possono incidere sul suo benessere complessivo. Una politica per la famiglia non può prescindere da politiche sociali, per la casa, di mobilità, educative e urbanistiche. L’idea è quella di uscire dalla logica degli interventi tradizionali di carattere assistenziale e standardizzati, intervenendo sulle tariffe in particolare per famiglie numerose e monogenitoriali e sugli orari della città per consentire equilibrio tra i tempi di cura, di assistenza, di lavoro e quelli del tempo libero. Nelle Politiche sociali, la strada che intendiamo percorrere va sempre di più nella direzione della domiciliarità, della personalizzazione dei servizi, della libertà di scelta e dell’utilizzo del privato sociale secondo il principio di sussidiarietà. Per quanto riguarda la terza età intendiamo proseguire con la politica della domiciliarità (anche grazie alle nuove tecnologie) e riconoscere e valorizzare il ruolo dei “nuovi soggetti di welfare” come le badanti cui vogliamo garantire una formazione adeguata al compito che svolgono. Nelle politiche per l’infanzia ci proponiamo di azzerare le liste di attesa per i nidi anche con l’introduzione di nuovi strumenti quali i nidi aziendali e condominiali, il sostegno alle educatrici famigliari e domiciliari e l’esperienza delle tagesmutter. Per garantire il diritto alla casa oltre a proseguire con progetti quali Casadesso e Parmabitare, intendiamo investire sempre di più sul sistema degli affitti garantiti che riconosce ai cittadini la possibilità di accedere al libero mercato e non solo all’edilizia pubblica. Vogliamo poi che Parma diventi un laboratorio avanzato per le politiche per la disabilità con l’obiettivo di creare una città totalmente accessibile e fruibile da tutti e in particolar modo dalle fasce più deboli. Perchè il disabile non è una categoria a sè (potenzialmente tutti possiamo trovarci in condizioni di disabilità) e soprattutto non è un problema (il problema sono gli ostacoli che impediscono a tutti i cittadini di godere dei propri diritti e della propria città), ma un cittadino che ha gli stessi diritti di tutti gli altri. A tal fine proponiamo la sperimentazione del progetto “Vita indipendente” che prevede un forte protagonismo e partecipazione dei soggetti coinvolti nella progettazione del servizio. Altre due priorità del programma sono i giovani e la sicurezza. Sul fronte della creatività e del benessere giovanile, intendiamo mettere a disposizione sempre più luoghi di incontro (ex scalo merci, centri aggregazione nei quartieri, utilizzo di palestre e scuole al pomeriggio), elaborare progetti di prevenzione del disagio in grado di intercettare le situazioni di sofferenza sul nascere, sostenere le agenzie educative come famiglie, scuola, associazionismo, parrocchie e favorire l’imprenditoria giovanile con la costruzione di incubatori in zona franca per giovani imprenditori. Di sicurezza, problema tipico delle società contemporanee ci vogliamo occupare non solo dal punto di vista del controllo del territorio incrementando la presenza dei corpi di polizia, creando presidi mobili e fissi, stipulando convenzioni con associazioni di Carabinieri, Poliziotti, Guardia di finanza in pensione, favorendo la realizzazione della nuova Questura, estendendo la diffusione delle telecamere, completando la recinzione dei parchi e potenziando l’illuminazione. Ma anche sostenendo chi sul territorio alimenta i legami sociali e previene il disagio, puntando sul valore sociale del bello con la prosecuzione delle riqualificazioni urbanistiche che sottraggono interi quartieri al degrado, sostenendo le attività commerciali e artigianali di vicinato che garantiscono la vitalità nei quartieri, attraverso piani di valorizzazione commerciale e centri commerciali naturali in grado di mantenere un equilibrio tra la grande distribuzione e il commercio tradizionale. Sul fronte urbanistico intendiamo perseguire un modello di città moderna, compatta senza spreco di territorio, in cui si realizzano progetti di alta qualità (per questo abbiamo creato un’agenzia dedicata) e sostenibile con forte attenzione nel campo nella progettazione ambientale e della tutela del paesaggio agricolo. Quattro le linee di intervento principali: la razionalizzazione e accorpamento delle principali funzioni (scienza, infrastruttura e produttivo) in tre poli tematici, il riordino e riqualificazione aree periferiche (proseguendo con gli strumenti delle Stu), la politica di tutela del centro storico e di incentivazione di buone pratiche ambientali come il risparmio energetico e la bioedilizia. Nel campo ambientale l’attenzione si concentrerà sulle politiche energetiche, sulla qualità delle acque con la costruzione dei nuovi campi pozzi e il completamento del sistema fognario e sulle politiche di smaltimento dei rifiuti, con il completamento della raccolta differenziata e la realizzazione del termovalorizzatore per raggiungere autosufficienza e produrre energia e calore. Sempre in materia ambientale vogliamo ampliare ulteriormente le zone pedonali, le isole ambientali per favorire una mobilità sempre più sostenibile e avviare il progetto di razionalizzazione della consegna delle merci. Quello che abbiamo tentato di delineare oggi e che ci impegniamo a realizzare nei prossimi 5 anni è un programma ambizioso. Come è nel nostro stile. Abbiamo Comune di Parma voluto disegnare per la nostra città una prospettiva che fosse all’altezza della sua storia, della sua tradizione, del suo desiderio di futuro. E’ a questa città che ha voglia di futuro che noi guardiamo con fiducia.
Per questo chiediamo a tutte le forze politiche presenti in quest’aula di sostenere questo programma di governo e di contribuire a renderlo sempre più adeguato ai bisogni e alle attese della nostra comunità. 


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