CULTURA / 31.05.18

I 400 anni del Teatro Farnese

Tutte le iniziative per festeggiare il prezioso compleanno del Teatro Farnese con un progetto corale che rappresenta un’importante tappa di avvicinamento all’appuntamento di Parma 2020.

 

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Il Teatro Farnese, ospitato all’interno del Palazzo della Pilotta, è uno dei più importanti teatri barocchi d’Europa. Costruito nel 1618 e inaugurato dieci anni dopo, in occasione delle nozze tra Margherita de’ Medici e il duca Odoardo, con uno spettacolo allegorico-mitologico dal titolo “Mercurio e Marte” con testo di Claudio Achillini e musiche di Claudio Monteverdi, è ancora oggi il monumento più visitato di Parma. Ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il Farnese nel 2018, all’appuntamento con il quarto centenario, è parte fondante del nuovo progetto museale del Complesso monumentale della Pilotta.

Per festeggiare degnamente i 400 anni del Teatro il Complesso monumentale della Pilotta ha elaborato un articolato calendario di iniziative, frutto della collaborazione con gli enti e alcune delle più importanti istituzioni culturali della città, che a partire da giugno intende rilanciare il ruolo di questo grandioso monumento quale luogo di elaborazione culturale e di spettacolo.

Questo progetto rientra nel calendario dell’Anno europeo del Patrimonio Culturale, iniziativa promossa dalla Commissione europea allo scopo di rafforzare il senso di appartenenza a un comune spazio europeo, e costituisce un’importante tappa di avvicinamento all’appuntamento di Parma 2020.

Tutte le attività in programma saranno contraddistinte dal logo appositamente creato per i 400 anni da Franco Maria Ricci che ha saputo trasformare gli elementi decorativi dell’architettura in legno del Teatro Farnese in un segno grafico distintivo.

La Nuova Pilotta. Prosegue la rinascita del Complesso monumentale

Le manifestazioni per i 400 anni del Farnese rientrano nel più ampio progetto di rilancio del Complesso attuato dal direttore Simone Verde anche attraverso la progressiva riqualificazione degli spazi monumentali della Pilotta, che ha condotto nell’aprile scorso all’inaugurazione della Sala del Trionfo.

Nel mese di giugno, all’interno del Complesso, è prevista l’inaugurazione di tre nuovi spazi espositivi variamente collegati al Teatro e alla sua storia. L’8 giugno verranno presentati al pubblico la Passerella farnesiana e la Sala della Collezione Farnese, a sottolineare l’indissolubile legame tra la città e la dinastia dei primi duchi. Il 20 giugno, all’interno del Teatro nelle sottogradinate, verrà inoltre inaugurato il nuovo allestimento dedicato all’affascinante storia di questa prodigiosa macchina teatrale. L’apertura al pubblico e la riqualificazione museale di diverse aree del Complesso, compresi gli spazi connettivi, contribuisce a restituire la percezione della originaria unitarietà del Palazzo di cui il Teatro costituisce il perno fondamentale.

Il Grande Teatro del Mondo - Lenz Fondazione

Sempre in giugno prende avvio la programmazione delle numerose iniziative messe in campo per celebrare questa importante ricorrenza a partire da Il Grande Teatro del Mondo, progetto scenico di Lenz Fondazione commissionato dal Complesso Monumentale della Pilotta, prima parte del progetto triennale - Il Passato imminente - che arriverà fino al 2020 per Parma Capitale della Cultura. Ne “El Gran Teatro del Mundo" di Pedro Calderón de la Barca si mostrano - “teatro nel teatro”, nell’accezione più contemporanea - figure che da retoriche diventano reali, in un unico abbraccio tra spazi mnemotecnici di un Mondo nel quale agiranno nuovi soggetti della complessità umana, allegorie del passato, nell’imminenza di un presente che si pone di nuovo a rappresentare la modernità di questo testo senza tempo. I luoghi di questo Mondo saranno lo Scalone imperiale, il Salone di Maria Luigia e i suoi Colossi, il teatro più bello del Mondo: il Teatro Farnese di Parma.

"Un complesso di più parti, collegate tra loro e tra loro dipendenti, un insieme come in un abbraccio: così possiamo pensare e vedere il Complesso Monumentale della Pilotta, un abbraccio. In linea con il modello di Museo Partecipato che sta rivoluzionando la fruizione collettiva di questo Grande Teatro della Memoria e della Sapienza. Se poi lo intendiamo come il Mondo sul/nel quale si rappresenta una commedia o tragedia della vita, dove il regista è Dio in quanto Autore, e gli attori le allegorie della condizione umana, come indicato ne “El Gran Teatro del Mundo" di Pedro Calderón de la Barca, ecco che l’idea di questo teatro si sovrappone all’Idea del Theatro di Giulio Camillo Delminio che aveva l’ambizione di mostrare in un unico luogo tutta la sapienza umana." Francesco Pititto e Maria Federica Maestri, Lenz Fondazione.

La lira di Orfeo e Raffaele Pe -  Fondazione Prometeo

Il programma prosegue nel periodo estivo con alcuni concerti di musica barocca, il primo dei quali, martedì 26 giugno, organizzato dal Complesso della Pilotta in collaborazione con Fondazione Prometeo prevede il coinvolgimento dell’ensembleLa lira di Orfeo”, diretto da Raffaele Pe che eseguirà un programma di musiche di Claudio Monteverdi.

L'allusione di Monteverdi al modo "concertato" come strumento di variazione della recitazione cantata rimanda in particolare alle sue pubblicazioni appena precedenti e appena successive alla data dell'opera-torneo Mercurio e Marte, composta da Monteverdi per l'inaugurazione del Teatro Farnese di Parma nel 1628, e mai rinvenuta, ovvero il VII e l'VIII libro dei madrigali, rispettivamente dati alle stampe nel 1614 e nel 1638.

L'intervallo temporale è grande, tuttavia nei frontespizi di entrambi compaiono alcune parole chiave che sembrano particolarmente in sintonia con le istanze compositive di Monteverdi a Parma: il VII libro porta come titolo principale la parola "concerto" e presenta principalmente una collezione di duetti accompagnati dal basso continuo e più raramente da intermezzi a due violini. L'VIII libro si intitola invece Madrigali Guerrieri, et Amorosi con alcuni opuscoli in genere rappresentativo che saranno per brevi Episodi fra canti senza gesto. Sia il termine “concerto”, che “stile rappresentativo” sembrano riferirsi all'esperienza artistica di Monteverdi a Parma e ci offrono una via possibile di ricostruzione di ciò che accadde al Teatro Farnese nel 1628.

Fondazione Arturo Toscanini

Seguono poi tre concerti della Fondazione Arturo Toscanini, il primo dei quali, previsto per il 27 giugno, è una trascrizione e revisione a cura di Francesco Baroni della Serenata a tre voci di Bernardo SabadiniPo, Imeneo e Citerea”, composizione di carattere celebrativo creata ed eseguita molto probabilmente in occasione di nozze ducali a Parma, visto l’argomento “nuziale” del testo. Si tratta, ma non ci è dato saperlo con esattezza, delle celebri nozze del 1690 fra Odoardo II Farnese e Dorotea Sofia di Neuburg, per le quali Sabadini in qualità di maestro di cappella presso la corte dei Farnese scrisse le opere La gloria d’Amore e Il favore degli dei. La vicenda vede protagonisti il fiume Po, intento a calmare la contesa fra Imeneo (protettore del rito del matrimonio) e Citerea (Afrodite) per la supremazia su quale sia il “vero amore”, appunto tra quello espresso nella profondità dell’amore coniugale o nella superficialità dell’amore della bellezza. Al termine Imeneo e Citerea giungono a un felice accordo.

Il 26 luglio si terrà il concerto dedicato ad Alessandro Besozzi e Girolamo Sertori, due autorevoli musicisti parmigiani nel panorama della musica da camera europea del Settecento. Un programma di musiche di rara esecuzione nel quale si potranno ascoltare due compositori parmigiani ovvero Alessandro Besozzi, celebre virtuoso di oboe ammirato anche da Mozart, e Girolamo Sertori, nativo di Parma, ma Maestro di Cappella in Portogallo e Spagna. A loro si affiancano composizioni del celebre virtuoso di violino Francesco Maria Veracini e dei più noti A. Vivaldi, G. Ph. Telemann e J. S. Bach.

Lunedì 30 luglio il Trigono Armonico composto da Maurizio Cadossi (violino), Chiara Arlati (cembalo) e Pietro Trevisiol (violoncello) propone un programma dedicato a vari interpreti barocchi scelti per attinenza con la città di Parma e il centenario del Teatro Farnese a partire da Claudio Monteverdi e Andrea Falconieri, che fu liutista presso la corte di Ranuccio I e quasi certamente partecipò alle musiche monteverdiane dell'inaugurazione. Anche Marco Uccellini, di scuola modenese, nel corso del Seicento fu attivo a Parma dove scrisse diversi melodrammi ora perduti, come pure Biagio Marini che nella nostra città pubblicò alcune musiche. Mauro D'Alay, di origini parmensi, suonò, alle celebrazioni del matrimonio di Elisabetta Farnese mentre Besozzi, anche lui nato a Parma fu attivo nel Granducato durante il regno dei Borbone. Infine Le sonate Op. IV di Morigi sono dedicate a Don Filippo di Borbone e in esse può esserci attinenza con i quadri di Baldrighi che raffigurano la famiglia reale.

Piccole guide poetiche e Genius Loci. Gli archeologi delle meraviglie - Teatro delle Briciole

Il mese di luglio è dedicato anche ai più piccoli, coinvolti con modalità diverse in due spettacoli appositamente realizzati dal Teatro delle Briciole per i 400 anni del Farnese: uno è infatti rivolto ad un pubblico di adulti e bambini insieme, l’altro è pensato e interpretato dai bambini ma si rivolge agli adulti.

Cosa guardano i bambini? Come guardano? E, soprattutto, il loro sguardo può farci vedere cose che non avevamo visto? Un gruppo di bambini guida gli adulti a visitare un Teatro Farnese nuovo perché visto con i loro occhi. L’idea che ispira Piccole guide poetiche, il progetto di Beatrice Baruffini che mira a una esplorazione e a un racconto dei luoghi simbolo della città realizzati con un percorso teatrale da gruppi di bambini, ma rivolti agli adulti, è che gli occhi, i pensieri, il non-sapere spiazzante dell’infanzia possano aiutare gli adulti a ritrovare l’incanto del mondo guardandolo con occhi nuovi.

In Genius Loci. Gli archeologi delle meraviglie, due bizzarri archeologi interpretati da Chiara Renzi e Daniele Bonaiuti, svelano ad adulti e bambini le tracce di una storia del Teatro Farnese mai raccontata prima, che dalle origini nel 1600 attraversa i secoli arrivando alla seconda guerra mondiale e ai nostri giorni. Ispirandosi alla poetica barocca della meraviglia, i due eccentrici studiosi indagano e scoprono i segni di una vita sconosciuta nella monumentale opera lignea, una vita fatta di suoni, voci e immagini, e guidano il pubblico in una sorta di «camera delle meraviglie», il luogo in cui i collezionisti dei secoli passati raccoglievano oggetti curiosi e stravaganti.

Il Farnese va in scena - Comune di Parma

Dopo la sosta del mese di agosto il programma riprende nel mese di settembre con un ciclo di conferenza divulgative promosse dal Comune di Parma. Sabato 22 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio una conferenza a due voci di Bruno Adorni e Carlo Mambriani, Il Teatro Farnese e il Gran Teatro del Mondo, ci consentirà di ripercorrere le tappe più significative dell’architettura a Parma durante il ducato farnesiano. Mercoledì 9 ottobre una interessante conversazione dello storico Roberto Zapperi ci introdurrà alle vicende più salienti che hanno caratterizzato la storia di Casa Farnese, cui si deve la realizzazione del Teatro.

Concerto per Amleto - Fondazione Teatro Due

Sempre ad ottobre, in collaborazione con Fondazione Teatro Due, andrà in scena al Farnese una suggestiva interpretazione di Elisabetta Pozzi. Sul filo di una partitura musicale, l’attrice conduce un viaggio a ritroso verso Amleto, lo storico spettacolo diretto da Walter Le Moli e messo in scena nel 2002 al Teatro Farnese. Tra le tante attrici che si sono cimentate con il personaggio di Shakespeare (celebri le interpretazioni di Sarah Bernhardt e quella di Asta Nielsen, che ne vestì i panni in un film muto del 1920), con l’interpretazione del Farnese Elisabetta Pozzi scrisse una pagina indimenticabile del teatro italiano. Il pubblico potrà rivivere l’intensità di Amleto nella sua nuova veste di monologo e assistere alla performance di una delle più grandi attrici italiane.

Lucenia - Artemis Danza

Nel mese di novembre un appuntamento speciale, in occasione della Giornata contro la violenza alle donne, è dedicato alla danza. La compagnia Artemis Danza di Monica Casadei mette in scena la figura di Margherita Farnese, sorella del grande Ranuccio I, ha vissuto la sua vita a cavallo tra i fasti della capitale farnesiana e l’oblio di una condizione imposta dall’alto, dal potere dominante che l’ha voluta, contro la sua volontà, sposa di Dio.

Proprio negli anni del gran fasto ducale che ha visto la costruzione del Teatro Farnese, lei veniva prima costretta al matrimonio con Vincenzo Gonzaga, da questo ripudiata e schernita pubblicamente, e infine obbligata a vestire l’abito monacale nel Convento di San Paolo e Sant’Alessandro con il nome di Suor Maura Lucenia. Di lei non restano che poche e incerte tracce nella memoria della città, ma ancora oggi la sua vicenda di passione e abuso, ma anche di forza morale che porta la donna all’accettazione del proprio destino all’interno della Storia, porta a riflettere sulla condizione femminile.

La danza diventa quindi il canale per indagare la psicologia della donna, al centro di un’azione coreografica minimale ma intensa, che si astrae dalla memoria storica indagando le tensioni emotive, interiorizzate e sublimate nel gesto inafferrabile del corpo danzante.

Giornata di studi sul Teatro Farnese – Complesso Monumentale della Pilotta

La giornata di studi sul Teatro Farnese, organizzata dal Complesso Monumentale della Pilotta si svolge a chiusura degli eventi programmati per le celebrazioni dei 400 anni dall’apertura dell’edificio. Obiettivo della giornata è quello di indagare i vari aspetti legati alla storia del Farnese, attraverso interventi che intendono fare il punto sullo stato degli studi.

A questo scopo sono stati coinvolti studiosi di chiara fama e giovani ricercatori che si occuperanno dell’analisi, ciascuno nel proprio specifico ambito di competenza, delle fasi e logiche costruttive, delle scelte iconografiche, delle maestranze coinvolte in ambito pittorico e scultoreo, dell’uso del teatro nel corso dei secoli e della sua immagine attraverso la lettura di fonti letterarie.

Per info

COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA

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