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28.02.18 / CULTURA

Fabio Pasini, viaggi russi e dolomitici

L'autore delle immagini della mostra Zhdat', sabato 3 marzo a Palazzo Pigorini, incontra il pubblico per raccontare l'ispirazione e la realizzazione delle sue fotografie.


Sabato 3 marzo, alle ore 17, a Palazzo Pigorini, si terrà la presentazione dell'inedito backstage della mostra di Fabio Pasini "ZHDAT' dalle Alpi alla Siberia, paesaggi di oggi storie di ieri (1914 - 1920)".

Un percorso tra parole e immagini in cui Fabio Pasini racconterà l'esperienza Russa, la steppa siberiana, l'infinito di ghiaccio e neve, la fatica fisica ed emotiva, e le Dolomiti, i sentieri della prima guerra mondiale, il rapporto tra uomo e natura tradotto in narrazione fotografica, in un rapporto emotivo con lo spazio estremo, una compenetrazione iconografica totale, al limite della sopravvivenza.

“Ho iniziato questo progetto grazie all'incarico per un giornale, un servizio sui trekking lungo il fronte della Prima Guerra Mondiale. Una volta inviato il pezzo ho avuto la netta sensazione che mancasse qualcosa: mi sembrava di aver proposto buoni sentieri, ma di non aver rappresentato realmente cosa fossero state, un secolo fa, quelle montagne. Ho iniziato così a viaggiare nel tempo e man mano aumentava la conoscenza e la consapevolezza di ciò che era accaduto. Ho sentito la necessità di rappresentare la drammaticità nascosta in quelle icone di bellezza. Spesso, tornando da quelle escursioni mi ritrovavo con i miei amici trentini e alla fine si arrivava sempre a parlare della Russia. Gli italiani d’Austria, ossia i trentini e i giuliani che erano sotto l’Impero Austro-ungarico, iniziarono la guerra nel 1914 e vennero chiamati sul Fronte Orientale per fare guerra alla Russia. Molti morirono in quel primo anno di conflitto e molti furono fatti prigionieri nella grande Siberia”.

L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili.

Zhdat' dalle Alpi alla Siberia, paesaggi di oggi storie di ieri (1914 - 1920)

L’esposizione a Palazzo Pigorini (strada Repubblica 29/a ) è aperta sino all’11 marzo dal giovedì al lunedì dalle 9.00 alle 18.00. Ingresso libero.

Fabio Pasini - Nato a San Secondo Parmense nel 1968, unisce la lunga esperienza in campo sportivo ed esplorativo, alla professione di fotografo, concentrandosi su impegnative spedizioni in Artico (Groenlandia, Terra di Baffin, Islanda, Svalbard, Norvegia) e in altre terre remote come l’Isola di Capo Horn e l’inlandsis patagonico cileno, solo per citare alcune importanti tappe. Percorsi che hanno maturato ricerche fotografiche di lunga durata, “Into The Poem”, “Attesa”, “Sky Tower” “Zhdat’” e progetti editoriali che guardano al reportage come “Norvegia: Lofoten ski&kayak” (2006), “Lezioni di Kayak” (2008), “Dal Garda alla Marmolada Trekking e pensieri sul fronte della Prima Guerra Mondiale” (2017). Collabora da più di dieci anni con SportWeek e, sempre come fotografo, per aziende di moda e abbigliamento sportivo tra cui Napapijri. Negli ultimi anni l’esperienza fotografica unita allo stretto rapporto con la montagna ha permesso di maturare una riflessione sulla storia dei luoghi, soprattutto sui percorsi legati alla Prima Guerra Mondiale, un esempio evidente di tale progettualità è il lavoro “Zhdat’: dalle Alpi alla Siberia. Paesaggi di oggi, storie di ieri”.

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