NOTIZIE / 12.06.14 / CULTURA

Un libro Double Face per Il Teatro Regio e una sala dedicata a “Francesco Barocelli” alla Pincaoteca Stuard

E l’aula didattica è ora intestata a Francesco Barocelli alla presenza dei familiari e del sindaco di Noceto.
Ferraris

Presentato oggi, presso la Pinacoteca Stuard,  il volume che ricorda le due mostre realizzate dall’Assessorato alla Cultura in occasione del bicentenario verdiano - E l’aula didattica è ora intestata a Francesco Barocelli alla presenza dei familiari e del sindaco di Noceto.

Una veste grafica accattivante e originale firmata Alberto Nodolini, i disegni inediti di Nicolò Bettoli e le splendide fotografie del Teatro Regio scattate da grandi fotografi internazionali: così le due mostre allestite presso la Pinacoteca Stuard e Palazzo Pigorini all’interno del progetto espositivo Obiettivo Teatro (realizzato dal Comune di Parma in collaborazione con Parma Urban Center per onorare la ricorrenza verdiana del 2013) si fissano sulla carta a poche settimane dalla chiusura della rassegna Il progetto dell’illusione, ancora aperta fino al 30 settembre presso la Pinacoteca Stuard.

Qui è stato presentato, alla presenza dell’Assessore Laura maria Ferraris, degli Autori, dei Prestatori e dei numerosi sponsor, il volume double face che racchiude l’omaggio al massimo teatro cittadino nei primi due secoli della sua storia.

Il ricordo di Francesco Barocelli

Nell’occasione è stata dedicata a Francesco Barocelli (dirigente comunale, docente, studioso di arte) l’aula didattica della Pinacoteca Stuard di cui egli stesso fu apprezzato direttore. Alla cerimonia sono intervenuti anche il sindaco di Noceto Fabio Fecci (in cui Barocelli rivestì la carica di primo cittadino), la moglie e i figli.

Gli interventi

“Oggi presentiamo il catalogo di due delle mostre della rassegna “Obiettivo Teatro”, dedicate al bicentenario verdiano – ha esordito l’assessore alla cultura Laura Maria Ferraris – ma questo è in realtà molto più di un catalogo, è un prodotto che  dà ulteriore valore ad un progetto di valorizzazione del materiale documentario a disposizione della città. E non a caso – ha aggiunto l’assessore – intitoliamo a Francesco Barocelli  l’aula nel luogo che lui ha voluto, curato e valorizzato. Lo facciamo oggi perché a lui si deve buona parte del merito della donazione dei disegni inediti del Bettoli, che compongono una delle mostre riprodotte nel volume, nato dalla mente creativa di Alberto Nodolini, che è stato l’anima di questa iniziativa espositiva e della sua traduzione su carta”.

Il critico musicale Gian Paolo Minardi, autore del saggio nel volume “Teatro per scelta” ha quindi ripercorso con gustosi aneddoti e un po’ di nostalgia la vita del Teatro Regio, dai loggionisti alla trippa che fece arrabbiare il sindaco Enzo Baldassi: “La testimonianza fotografica offerta da Nodolini – ha detto Minardi – ha aperto in me un capitolo di memoria e di nostalgia che è bello rivivere”.

Infine Carlo Mambriani, curatore de “Il progetto dell’illusione – ha sottolineato 2l’identità fra cantiere storiografico, cantiere teatrale, cantiere espositivo e cantiere editoriale”, il tutto costruito con una pluralità di soggetit, che hanno alvorato ad un unico obiettivo, regalandoci la visione di due secoli di vita del Teatro Regio, vista da prospettive diverse.

Le mostre e il volume “Teatro per scelta – Il progetto dell’illusione”

All’interno di un filone di ricerca sulla storia urbana e di uno dei suoi più illustri protagonisti, quel Nicolò Bettoli che ridisegnò per Maria Luigia il cuore della città, l’attenzione si era soffermata dal 2008 su una straordinaria e inedita raccolta documentaria: il fondo dei suoi disegni, donato pochi anni or sono dai suoi discendenti alla Pinacoteca Stuard per opera di Francesco Barocelli. Questa importante raccolta da un lato integra la nostra conoscenza della città ottocentesca, attraverso le vicende di uno dei suoi principali monumenti, dall’altro conferma Parma come nodo centrale per la cultura architettonica neoclassica italiana ed europea. Da tempo Alberto Nodolini e Parma Urban Center pensavano a una doppia mostra dedicata al Teatro Regio nell’Otto e nel Novecento, sulla base di questo nucleo documentario e di una straordinaria collezione di scatti eseguiti da grandi fotografi italiani e stranieri tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, ideata e raccolta dallo stesso Nodolini. Due facce della stessa medaglia, due periodi cruciali per il massimo teatro cittadino, il Regio, tempio del melodramma e simbolo identitario. Il progetto è andato in porto grazie al sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma, che insieme alle sue Istituzioni ha voluto tributare a Giuseppe Verdi, nel bicentenario della nascita, le due rassegne la cui memoria è affidata a questo unico volume double face, testimonianza di un impegno corale.

In tempi difficili, il risultato sarebbe rimasto infatti irraggiungibile, se non fosse scattata la generosa disponibilità di un gruppo di imprenditori e artigiani parmensi a sostenere l’iniziativa con materiali, manodopera e competenze. Insieme al concorso disinteressato dei soci di Parma Urban Center, questo supporto ha contenuto notevolmente i costi: Jove spa, un’azienda leader nel settore delle costruzioni in legno, in collaborazione con l’architetto Patrizia Alberini, ha donato preziosi rivestimenti e bacheche in pioppo naturale; la Vetreria La Sorbolese snc ha fornito i vetri e i cristalli per quadri, bacheche e vetrine; la Casoli Gioielli di Parma ha offerto consulenza storica e restauro dell’antico orologio del Teatro. W.M. Oggetti di Valter Montali, Macrocoop scrl, La Correggio Cornici, La Stamperia scrl, Cartantica, i fotografi Carlo Gardini e Marco Zanella hanno rinunciato alle tariffe di mercato, offrendo a prezzi di costo materiali e prestazioni d’opera, insieme a schedatori, redattori e impaginatori.

Resteranno inoltre nella disponibilità del Comune mobili e parti di allestimenti prodotti appositamente per le due sedi museali che hanno ospitato le mostre, la Pinacoteca Stuard e il Palazzo Pigorini – arredi che potranno essere utilizzati anche per ulteriori iniziative.  

Un progetto che sottolinea ancora una volta come occasioni di celebrazione possano divenire preziose occasioni di valorizzazione del patrimonio artistico e documentario cittadino, che attraverso lo studio e l’unione di intenti costituisce elemento fondamentale di identità e appartenenza di una comunità.

Partecipano | Ferraris Laura Maria

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