NOTIZIE / 17.12.14 / CULTURA

Laurea ad honorem a Bernardo Bertolucci

Nella splendida cornice del Teatro Regio è stata conferita la laurea honoris causa al Maestro Bernardo Bertolucci. Vai alla gallery

Bertolucci Regio

E’ emozionato e commosso Bernardo Bertolucci nel ricevere il titolo tanto prestigioso (il quarto per il regista, che ha ricevuto riconoscimenti da università italiane e americane) dall’Università di Parma, la sua città, che proprio trent’anni fa, aveva consegnato la laurea honoris causa in Materie letterarie a suo padre, il poeta Attilio Bertolucci.

Con la laurea ad honorem a Bernardo Bertolucci in Storia e critica delle arti e dello spettacolo si è aperto l’anno accademico, nella inusuale cornice del Teatro Regio, fuori dalle mura dell’ateneo.

Alla cerimonia, aperta dalla relazione del rettore Loris Borghi dopo il tradizionale ingresso del Corteo Accademico, accompagnato dal Coro dell’Università, sono intervenuti Patrizio Bianchi, assessore a Scuola, formazione professionale, università e ricerca, lavoro della Regione Emilia Romagna e Mario Alì, Direttore generale per l'internazionalizzazione della ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Tante le autorità presenti in sala, insieme a molti cittadini, che hanno assistito al conferimento del titolo al grande Maestro del cinema, motivato dal direttore del dipartimento di Lettere, Arti, Storia e Società Luigi Allegri e preceduto dalla “laudatio” del docente di Storia del cinema Michele Guerra.

Ad omaggiare Bernardo Bertolucci sono però intervenuti da lontano, attraverso un video proiettato in sala, tante eccellenti personalità del mondo del cinema: Wim Wenders ed Emir Kusturica, Francesco Cosetti e Alberto Barbera, ma anche Ermanno Olmi, Gabriele Salvatores, Marco Tullio Giordana, Alice Rohrwacher, Marco Bellocchio per concludere con Roberto Benigni.

Una partecipata testimonianza, fatta di aneddoti e riconoscenza verso l’arte e verso la persona di Bernardo Bertolucci che, nella sua lectio doctoralis, raccontando dei suoi esordi nel cinema, ha voluto proiettare il film “Casarola”, dedicato al suo paese natio, dove era stato girato “La teleferica”, il suo primissimo lavoro andato perduto.

In “Casarola”, tra frammenti e schegge girate dal Maestro, si ritrova quel mondo da cui sono iniziate la vita e il cinema di Bertolucci, quell’universo dove l’immagine assume un estremo potere emotivo non proposizionale: è con questo potere che, come dice Roberto Benigni nell’omaggiare il regista, Bertolucci “ci ha insegnato a guardare”, come se, attraverso la sua macchina da presa, vedessimo il mondo per la prima volta.

Il “neo laureato” ha poi proposto un excursus di scene tratte dai suoi più celebri film, “Il Piccolo Buddha”, “La Luna”, “L’Ultimo Imperatore”, “Il conformista”, “Novecento”, “Io e te” per terminare con la scena girata proprio all’interno del Teatro Regio in “Prima della rivoluzione”, pellicola uscita cinquant’anni fa che ha lanciato la carriera di Francesco Barilli (presente sul palco a introdurre gli interventi).

La cerimonia si è conclusa con la proiezione dell’ultimo “film” girato da Bernardo Bertolucci per le strade di Trastevere, “Scarpette Rosse”: novanta secondi per far capire quanto il dissesto delle strade possa diventare una barriera faticosa e a volte insormontabile per chi deve muoversi su una sedia a rotelle.

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Luoghi | teatro regio

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