IL SISTEMA STRADALE

La testata occidentale del ponte antico sul torrente Parma coincidevacon lo snodo di svariate strade, che, muovendo dalla via Emilia,mettevano in comunicazione la città con l’entroterra appenninico econ il Po.Siccome, dopo la fine dell’antichità, il sistema stradale di servizioalla Parma romana non sembra aver subito particolari modifiche,è, a volte, possibile seguirne il percorso nella maglia della cittàcontemporanea.La maggior parte dell’insediamento urbano era catalizzato, alloracome oggi, dalle grandi arterie di comunicazione, ovvero:

la via Emilia,

la Parma - Luni;

la Parma - Lucca;

la Parma - Cremona;

la Parma - Brescello.

Sul ponte correva la via Emilia, odierne strade Repubblica,Mazzini e d’Azeglio, e dalla sua testata ovest partivano le vie perCremona, per Luni - attuale strada Bixio - per Vicofertile, oggi stradaImbriani.Dal corpo dell’abitato si irraggiavano anche altri percorsi, i qualierano rivolti al comprensorio.

LA COSTRUZIONE DELLE STRADE

Dal punto di vista della tecnica stradale, le vie cittadine dovevanoessere lastricate con ciottoli del torrente, come i tratti messi in lucein via Cavour, vicolo S. Marcellino, palazzo Sanvitale e in piazzaledella Pace, mentre proseguivano all’esterno del centro urbanosemplicemente inghiaiate.Al porto fluviale di Brescello conduceva una strada con lo stessoandamento dell’odierno borgo del Parmigianino, che superavaterreni anche paludosi grazie alla loro bonifica con banchi d’anfore.L’area all’incrocio delle odierne Strada della Repubblica e viaPetrarca vede nascere la via per la valle dell’Enza.Gli attuali borgo Santafiora e vicolo dei Mulini segnano, infine, ilprimo tratto del percorso per la val Parma.

LE NECROPOLI

Al di fuori della città, lungo le strade, si sviluppavano le necropoli,dove accanto a tombe monumentali o recinti familiari, sepolcricontrassegnati da epigrafi ricordavano ai passanti il nome dei defuntie lo status sociale e professionale goduto in vita.È possibile che proprio ad una di queste tombe monumentali,piuttosto che alla decorazione dell’arco onorario che doveva elevarsisulla via Emilia all’altezza della chiesa di S. Michele, siano da riferireanche i blocchi con fregio d’armi qui esposti, recuperati nell’Ottocentoin vari punti della città(parapetto del ponte Caprazucca, palazzo delGovernatore e strada Santa Croce, oggi D’Azeglio).