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Le carte di “Don Giuseppe Cavalli”
Il fondo dell’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea di Parma
Le carte di don Giuseppe Cavalli sono depositate presso l’archivio dell’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea di Parma (Isrec), nella sezione dei Fondi personali.
Dopo la sua scomparsa, avvenuta il 23 luglio 1973, i documenti furono conservati dalla famiglia fino al 1985, quando li prese in custodia il Circolo culturale “Il Borgo” di Parma. Quest’ultimo iniziò una prima elencazione del cospicuo materiale, fino a quando, nel 1998, in occasione dell’anniversario del centenario della nascita del sacerdote, il fondo fu affidato all’Isrec che vide proprio don Cavalli tra i suoi fondatori e primo presidente.
Nel corso del 2005, il fondo è stato oggetto di un lavoro di riordino e di inventariazione che è terminato nell’aprile 2006. Complessivamente si tratta di circa 76 fascicoli tematici e di sei volumi rilegati composti dallo stesso don Cavalli, quattro intitolati La mia notte, uno Documenti Lettere Ricordi ed uno Elenco dei libri.
Il fondo conserva diverse tipologie di documenti (ma soprattutto manoscritti e dattiloscritti di don Cavalli, articoli di periodici, lettere personali e di associazioni da lui conservate, relazioni di istituti, eccetera), con un arco temporale di circa oltre cinquant’anni, dal 1920 ai primi anni Settanta. La parte di documentazione più consistente comunque è quella degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta.
Il fondo è estremamente variegato, anche per le moltissime tematiche trattate: si trovano lettere scritte da importanti personalità del mondo cattolico e culturale parmense (come quelle di Evasio Colli, Renzo Pezzani o Renzo Ildebrando Bocchi), scritti che si occupano della guerra, dell’antifascismo e della lotta partigiana, saggi per le lezioni al Circolo di cultura religiosa, appunti per gli incontri a scuola, omelie e riflessioni teologiche. Numerosi sono i documenti che vogliono far riflettere sul rapporto tra la Chiesa cattolica e la società contemporanea, guardata da molteplici punti di vista (politico, storico, sociologico e letterario).
Altrettanto importanti sono le pagine dedicate agli ammiragli Igino Campioni e Luigi Maschera, conosciuti nel carcere cittadino di San Francesco, nella primavera del 1944, quando lo stesso don Cavalli fu imprigionato per la sua attività antifascista. Questi appunti servirono poi alla stesura del suo libro Il calvario di due ammiragli (Apc, Parma 1954).
Per il periodo dell’Italia repubblicana, i documenti più numerosi riguardano il confronto tra il pensiero cattolico e quello comunista, rintracciabili su pagine manoscritte e dattiloscritte, ma soprattutto su articoli di giornale. Di questo periodo sono anche i discorsi in memoria di amici e giovani morti durante la lotta partigiana.
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