Esercizio dell'attività di tintolavanderia

Di cosa si tratta?

Per "esercizio dell’attività professionale di tintolavanderia" si intende l’attività dell’impresa costituita e operante ai sensi della legislazione vigente, che esegue i trattamenti di lavanderia, di pulitura chimica a secco e ad umido, di tintoria, di smacchiatura, di stireria, di follatura e affini, di indumenti, capi e accessori per l’abbigliamento, di capi in pelle e pelliccia, naturale e sintetica, di biancheria e tessuti per la casa, ad uso industriale e commerciale, nonché di oggetti d’uso, articoli e prodotti tessili di ogni tipo di fibra.

Ai sensi dell’articolo 4 comma 1 della legge 22 febbraio 2006, n. 84 presso ogni sede dell’impresa dove viene esercitata l’attività di tintolavanderia deve essere designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un collaboratore familiare, di un dipendente o di un addetto all’impresa, almeno un responsabile tecnico in possesso dell’idoneità professionale di cui all’art. 2 delle legge medesima, che svolga prevalentemente e professionalmente la propria attività nella sede indicata.

Presso le lavanderie self-service non è necessaria la presenza di un responsabile tecnico dotato di particolari competenze professionali.

Ai sensi dell’art. 2 della L. n.84/2006 e s.m.i. , l’idoneità professionale deve essere comprovata dal possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
1) aver frequentato corsi di qualificazione tecnico-professionale della durata di almeno 450 ore complessive da svolgersi nell'arco di un anno;
2) essere in possesso di un attestato di qualifica in materia attinente l'attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, integrato da un periodo di inserimento della durata di almeno un anno presso imprese del settore, da effettuare nell'arco di tre anni dal conseguimento dell'attestato;
3) essere in possesso di un diploma di maturità tecnica o professionale o di livello post-secondario superiore o universitario, in materie inerenti l'attività;
4) aver svolto un periodo di inserimento presso imprese del settore non inferiore a:
a) un anno, se preceduto dallo svolgimento di un rapporto di apprendistato della durata prevista dalla contrattazione collettiva;
b) due anni in qualità di titolare, di socio partecipante al lavoro o di collaboratore familiare degli stessi;
c) tre anni, anche non consecutivi ma comunque nell'arco di cinque anni, nei casi di attività lavorativa subordinata.
Il periodo di inserimento lavorativo consiste nello svolgimento di attività qualificata di collaborazione tecnica continuativa nell’ambito di imprese abilitate del settore.
Non costituiscono titolo valido per l’esercizio dell’attività professionale gli attestati e i diplomi rilasciati a seguito della frequenza di corsi professionali che non sono stati autorizzati o riconosciuti dagli organi pubblici competenti.

Non è ammesso lo svolgimento dell’attività professionale di tintolavanderia in forma ambulante o di posteggio.
Le attività di lavanderia, tintoria, pulitura a secco possono offrire come servizio accessorio la raccolta e il recapito dei capi presso il domicilio del cliente. Ai sensi dell’art. 4 comma 3 della L. 84/2006 e s.m.i. tali servizi sono gestiti dal titolare, da un socio partecipante al lavoro, da un collaboratore familiare, da un dipendente o da un addetto delle medesime imprese, oppure, qualora siano svolti in forma itinerante, sono affidati ad altra impresa, anche di trasporto, in base a contratti di appalto.
Lavanderia a secco
L'attività di lavanderia a secco è un attivita classificata insalubre di 2^ classe al punto C/9 ai sensi del D.M. 5 settembre 1994 (Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie).
sono soggette all’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.

Gli impianti per la pulizia a secco di tessuti e pellami , escluse pellicce, pulitintolavanderie, a condizione di essere a ciclo chiuso, rientrano nella parte II allegato IV parte QUINTA del D.Lgs 152/2006.
Il soggetto che intende installare, trasferire o modificare impianti a ciclo chiuso di pulizia a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e pulitintolavanderie a ciclo chiuso (attività 4.33 riportata nella Determinazione del Dirigente della Provincia di Parma N.570 del 22/02/2010 con cui è stata adottata l’autorizzazione di carattere generale per gli impianti e le attività di cui alla parte II dell’Allegato IV alla Parte Quinta del D.Lgs.152/06 e per ulteriori attività descritte nella determinazione stessa), deve presentare allo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP), la domanda di adesione all’autorizzazione di carattere generale
L’adesione all’autorizzazione di carattere generale comporta, tra l’altro:
a) La tenuta del Registro Annuale di attività, aggiornato per ciascuna macchina con periodicità mensile, con i quantitativi di tessuti o pellami lavati ed i quantitativi di solvente integrato, firmato dal gestore dell’impianto o dell’attività, da tenere a disposizione delle Autorità di controllo;l
b) La presentazione, entro il 28 febbraio di ogni anno, della “Comunicazione Annuale di attività”
c) Il rispetto del valore limite di emissione totale di 20 g/kg, espresso in massa di solvente emesso per chilogrammo di prodotto pulito ed asciugato.
L’autorizzazione di carattere generale non si applica:
• in caso di emissione di sostanze cancerogene, tossiche per la riproduzione o mutagene o di sostanze di tossicità e cumulabilità particolarmente elevate, come individuate dalla parte II dell’Allegato I alla Parte Quinta del D.Lgs.152/06;
• nel caso in cui siano utilizzate, nell’impianto o nell’attività, le sostanze o i preparati classificati dal decreto legislativo 3 febbraio 1997, n.52, come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione, a causa del loro tenore di COV, e ai quali sono state assegnate etichette con le frasi di rischio R45, R46, R49, R60, R61;
• nel caso di attività soggette all’art.275 del D.Lgs.152/06, ovvero con consumo di COV (composti organici volatili) superiore alle soglie di cui alla Parte II dell’Allegato III alla Parte Quinta del D.Lgs.152/06.
L’autorizzazione di carattere generale non si applica alle attività di “pulizia a secco di tessuti e di pellami con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo giornaliero massimo complessivo di solventi non superiore a 20 Kg”. Tali attività devono presentare domanda di autorizzazione con procedura ordinaria ai sensi dell’art.269 del D.Lgs.152/06.
Lavanderia a self-service
Una lavanderia ad acqua self-service è uno spazio allestito con lavatrici professionali ed essiccatoi che possono essere utilizzati dalla clientela, acquistando gli appositi gettoni. Le lavanderie a gettone sono attività iscrivibili al Registro delle Imprese.

Struttura responsabile

Struttura: S.O. ISTRUTTORIA SUI SERVIZI ALLE IMPRESE E ATTIVITA' ECONOMICHE
Referente: DI BERNARDO TIZIANO

Responsabile del procedimento

Referente: ILLARI STEFANIA

Data inizio validità : 06/12/2017
Ultimo aggiornamento : 07/12/2017
Riferimenti normativi
  1. Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza - Capo VI Delle industrie pericolose e dei mestieri rumorosi e incomodi
  2. Legge 22 febbraio 2006, n. 84 e s.m.i. Disciplina dell'attività professionale di tintolavanderia
  3. Legge 7 agosto 1990 n. 241 e s.m.i.

    Norme sul procedimento amministrativo

  4. Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152

    Norme in materia ambientale.

  5. Decreto del Ministero della Sanità del 5 settembre 1994 Elenco delle industrie insalubri di cui all'art. 216 del Testo Unico Leggi Sanitarie
  6. Decreto Legislativo 26 marzo 2010, n. 59 e s.m.i. Attuazione della direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno
  7. Circolare Ministero Sviluppo Economico n. 3635/C del 6/5/2010 Circolare esplicativa D.Lgs 59/2010 e s.m.i.
  8. Deliberazione Giunta Regione Emilia-Romagna n. 2236/2009 Autorizzazioni alle emissioni in atmosfera: interventi di semplificazione ed omogeneizzazione delle procedure e determinazioni delle prescrizioni delle autorizzazioni di carattere generale per le attività in deroga ai sensi dell'art. 272 commi 1, 2 e 3 del D.Lgs 152/2006 Norme in materia ambientale
  9. Determinazione del Dirigente Provincia di Parma n. 570 del 22/02/2010

    D.Lgs 152/06 - Parte Quinta - art. 272 comma 2 - Autorizzazione di carattere generale per le emissioni in atmosfera provenienti dagli impianti e dalle attività di cui alla parte II dell'allegato IV alla parte quinta così come modificati dalla D.G.R. n. 2236/2009.

  10. Decreto Presidente Repubblica 19 ottobre 2011, n. 227 Semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese
  11. Deliberazione Giunta Regione Emilia Romagna n. 969 del 15 luglio 2013 Disposizioni regionali attuative in materia di attività professionale di tintolavanderia, ai sensi della Legge n. 84/2006 e s.m.i..
  12. Deliberazione Giunta Regione Emilia Romagna n. 780 del 01 luglio 2015 Modifiche e integrazioni alla deliberazione n. 969/2013 Disposizioni regionali attuative in materia di attività professionale di tintolavanderia, ai sensi della Legge n. 84/2006 e s.m.i..
  13. Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e s.m.i.

    Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.

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