Rischio sismico

Di cosa si tratta?

La l.r. 19/2008, con le modifiche apportate dalla l.r. 6/2009 e dalla l.r. 25/2016, introduce le “Norme per la riduzione del rischio sismico” che, in ambito di vigilanza (così come specificato all’art. 9), si applicano a tutti i lavori di nuova costruzione e agli interventi sul patrimonio esistente, compresi quelli di sopraelevazione, relativi a costruzioni private e a opere pubbliche o di pubblica utilità di interesse regionale, metropolitano, d’area vasta e comunale, comprese le varianti sostanziali ai progetti esecutivi riguardanti le strutture già presentati. La variante al progetto è da considerarsi sostanziale, ai sensi dell’art. 9, co. 2, della l.r. 19/2008 e s.m.i., quando comporta significative variazioni degli effetti dell’azione sismica o delle resistenze delle strutture o della loro duttilità, così come dettagliato nell'Allegato 2 della d.G.R. 2272/2016.

Sono esclusi dall’ambito di applicazione della l.r. 19/2008 e s.m.i.:
a) gli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici, così come elencati nell’All. 1 alla d.G.R. 2272/2016, distinguendo tra A) Nuove costruzioni e B) Interventi relativi a costruzioni o manufatti esistenti;
b) le varianti in corso d’opera riguardanti parti strutturali che non rivestono carattere sostanziale, così come descritte nell’All. 2 alla d.G.R. 2272/2016.

Per le opere e gli interventi riconducibili all’ipotesi di cui al punto a), è necessario produrre una serie di elaborati progettuali da allegare alla domanda di rilascio del Permesso di Costruire (PdC) o alla presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) o della Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA), ovvero da conservare a cura del Committente nel caso di attività edilizia libera, con cui dimostrare la ricorrenza degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici. Tali elaborati sono elencati al Capo 3 dell’All. 1 alla d.G.R. 2272/2016 in funzione del livello di adempimento richiesto (L0, L1 e L2). Diversamente, per le opere e gli interventi di cui al punto b), deve essere presentata, ad integrazione del progetto esecutivo originario riguardante le strutture e PRIMA della comunicazione di fine lavori strutturali, la documentazione indicata nell’All. 2 alla d.G.R. 2272/2016.

La presentazione del progetto esecutivo delle strutture, sia sotto forma di istanza di autorizzazione sismica che di denuncia di deposito del progetto esecutivo riguardante le strutture, con la relativa documentazione definita dall’All. B alla d.G.R. 1373/2011 può essere presentata, a scelta del Committente, in modo precedente, contestuale o successivo alla domanda di rilascio del PdC (o a sua variante essenziale), mentre può avvenire solamente in modo precedente o contestuale nel caso di SCIA ad immediata efficacia (di cui all’art. 19 della Legge n. 241/1990 e s.m.i); è altresì ammesso presentare il progetto esecutivo delle strutture successivamente alla presentazione di SCIA solo se per quest’ultima si dichiara l’inizio lavori differito. Nel caso in cui la presentazione del progetto esecutivo delle strutture sia effettuata in modo successivo a quella del titolo abilitativo edilizio (PdC o SCIA con inizio dei lavori differito), è necessario allegare a quest’ultimo la documentazione descritta nell’All. A alla d.G.R. 1373/2011 che rappresenta, dunque, un elemento necessario per il rilascio/presentazione del titolo abilitativo edilizio stesso.

In ogni caso, i lavori previsti dal titolo abilitativo edilizio non possono essere iniziati fino a quando non sia stata rilasciata l’autorizzazione sismica oppure l’attestazione di avvenuto deposito del progetto esecutivo delle strutture.

Per gli interventi realizzati in assenza e/o in difformità al titolo abilitativo edilizio che non comportano modifiche alle parti strutturali dell’edificio o agli effetti dell’azione sismica (cfr. d.G.R. 2272/2016), il titolo edilizio in sanatoria deve essere accompagnato da un’asseverazione, da rendere mediante il modulo RiS S1, corredata da elaborati grafici e di calcolo volti a dimostrare/giustificare che le opere realizzate abusivamente rispettano la normativa tecnica per le costruzioni vigenti al momento dell’abuso.

Per gli interventi realizzati in assenza e/o in difformità al titolo abilitativo edilizio che hanno rilevanza sismica, ossia le nuove costruzioni e gli interventi su edifici esistenti non ricadenti nelle definizioni di cui alla d.G.R. 2272/2016, è necessario individuare primariamente l’epoca di realizzazione dell’abuso.
Per interventi realizzati abusivamente prima della classificazione sismica del territorio comunale, ossia prima del 23 ottobre 2005, che rispettano le normative tecniche vigenti al momento dell’abuso, il titolo edilizio in sanatoria deve essere accompagnato da un’asseverazione, da rendere mediante il modulo RiS S1, corredata da elaborati grafici e di calcolo volti a dimostrare/giustificare il rispetto delle suddette normative tecniche.
Per interventi realizzati abusivamente prima della classificazione sismica del territorio comunale, ossia prima del 23 ottobre 2005, che NON rispettano le normative tecniche vigenti al momento dell’abuso, il titolo edilizio in sanatoria deve essere accompagnato dall’istanza di autorizzazione sismica a cui dovrà essere allegato il progetto esecutivo delle strutture relativo ai lavori necessari per rendere l’intervento abusivo conforme alla normativa tecnica vigente al momento della presentazione/richiesta del titolo edilizio in sanatoria.
Per interventi realizzati abusivamente dopo il 23 ottobre 2005, il titolo edilizio in sanatoria deve essere accompagnato dall’istanza di autorizzazione sismica a cui dovrà essere allegato il progetto esecutivo delle strutture volto a dimostrare/ giustificare che le opere realizzate abusivamente rispettano la normativa tecnica vigente al momento dell’abuso (autorizzazione sismica in sanatoria), ovvero il progetto esecutivo delle strutture relativo ai lavori necessari per rendere l’intervento abusivo conforme alla normativa tecnica vigente al momento della presentazione/richiesta del titolo edilizio in sanatoria.

Per ulteriori approfondimenti, si vedano il parere n. PG/2011/0113339 del 6 maggio 2011 del Responsabile del Servizio Affari Generali, Giuridici e Programmazione Finanziaria della Regione Emilia-Romagna e il Parere n. 68 del Comitato Tecnico Scientifico della regione Emilia-Romagna – Seduta n. 26 del 17/12/2013.

 

Struttura responsabile

Struttura: S.O. SISMICA-ENERGETICA
Referente: CARCELLI SILVANO

Responsabile del procedimento

Referente: BERTOLOTTI ENZO

Data inizio validità : 29/12/2017
Ultimo aggiornamento : 25/04/2018
Riferimenti normativi
  1. Testo coordinato della Legge Regionale 30 ottobre 2008, n. 19

    “Norme per la riduzione del rischio sismico”, con le modifiche apportate dalla Legge Regionale 6 luglio 2009, n.6 e Legge Regionale 23 dicembre 2016, n.25

  2. Circolare della Regione Emilia-Romagna n. PG/2010/0194001 del 29/07/2010

    “Vademecum sulle procedure di vigilanza e controllo delle costruzioni ai fini della riduzione del rischio sismico (Titolo IV della L.R. n. 19/2008)

  3. Deliberazione di G.R. n. 1661 del 2 novembre 2009

    “Approvazione elenco di categorie di edifici di interesse strategico e opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile ed elenco categorie di edifici e opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso” [Contenuto nel B.U.R. 44 del 12/03/2010]

  4. Deliberazione di G.R n. 2272 del 21 dicembre 2016 “Atto di indirizzo recante l’individuazione degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumità ai fini sismici e delle varianti in corso d’opera riguardanti parti strutturali che non rivestono carattere sostanziale, ai sensi dell’art. 9, comma 4, della LR n. 19/2008” [Contenuto nel B.U.R. 09 del 11/01/2017]
  5. Deliberazione di G.R. n. 2271 del 21 dicembre 2016 “Definizione del rimborso forfettario per le spese istruttorie relative alle autorizzazioni sismiche e ai depositi dei progetti strutturali, ai sensi dell’art. 20 della L.R. n. 19/2008” [Contenuto nel B.U.R. 09 del 11/01/2017]
  6. Deliberazione di G.R. n. 1373 del 26 settembre 2011 “Atto di indirizzo recante l’individuazione della documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico del rischio sismico necessaria per il rilascio del permesso di costruire e per gli altri tioli edilizi, all’individuazione degli elaborati costitutivi e dei contenuti del progetto esecutivo riguardante le strutture e alla definizione delle modalità di controllo degli stessi, ai sensi dell’art. 12, comma 1, e dell’art. 4, comma 1, della L.R. n. 19/2008” [Contenuto nel B.U.R. 153 del 12/10/2011]
  7. Deliberazione di G.R. n. 1878 del 19 dicembre 2011 Approvazione dell'atto di indirizzo recante la modulistica unificatam regionale relativa ai procedimenti in materia sismica (MUR) [Contenuto nel B.U.R. 22 del 02/02/2012]
  8. Deliberazione di G.R. n. 1879 del 19 dicembre 2011 Approvazione dell'atto di indirizzo in merito alla definizione degli interventi di sopraelevazione, ampliamento e delle strutture compenetranti, ai fini dell'applicazione del paragrafo 8.4.1 delle NTC 2008 e della L.R. n. 19/2008 [Contenuto nel B.U.R. 22 del 02/02/2012]
  9. Deliberazione di G.R. n. 49 del 23 gennaio 2012 Ricognizione dei comuni che esercitano autonomamente, in forma singola o associata, le funzioni in materia sismica di cui al Titolo IV della L.R. n. 19/2008 e di quelli che le esercitano avvalendosi delle strutture teniche regionali - Aggiornamento [Contenuto nel B.U.R. 22 del 02/02/2012]
  10. Parere del C.T.S. della Regione Emilia-Romagna n. 68 del 17 dicembre 2013 “Parere in merito all’interpretazione ed all’applicazione dell’art. 11, co. 2, lett. b) della l.r. 19/2008 e del suo coordinamento con l’art. 22 della medesima legge (Rif. Prot. Int. N. 68)”
Numero Unico 0521 40521
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