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I volontari dicono...

“Pensare che sia già trascorso un anno mi lascia un senso di tristezza ,ma anche un senso di vittoria perché sono arrivata in cima alla vetta. L’esperienza del Servizio Civile Nazionale è stata importante per la mia crescita personale e professionale. E’ stato un anno ricco di responsabilità, impegno e fatica che mi ha dato molte soddisfazioni, poiché la mia presenza non era considerata come figura di passaggio, ma si è ben inserita all’interno dei singoli percorsi svolti. Il servizio prestato è stata un’ottima opportunità per mettermi alla prova nel mio campo. Tale progetto è stato per me quello che mi ha regalato più soddisfazioni. Notando in alcuni bambini all’inizio dell’anno numerose difficoltà rispetto ad altri, e osservare da vicino i progressi ottenuti mese dopo mese, è stato per me motivo di grande gioia. Devo ammettere che mi sono affezionata ai “miei” piccoli compagni di viaggio ed è stata dura lasciarli.Inoltre, grazie al lavoro svolto dalla mia OLP sono riuscita ad inserirmi non solo nel contesto scuola, ma anche in un centro educativo ed in un centro estivo. All’ interno dei centri le mie attività si sono alternate tra spazi compiti, laboratori artistici e attività ludiche rivolte a bambini e ragazzi di scuole elementari e medie. Ho avuto la possibilità di lavorare liberamente e questo mi ha dato la possibilità di comprendere meglio le dinamiche e le relazioni sia nei confronti degli utenti e sia nei confronti degli educatori e psicologi anche grazie alla fiducia in me riposta.Consiglio questa esperienza di volontariato ai giovani poiché è un modo per entrare in contatto con le fasce più deboli, conoscere diverse figure professionali e capire il loro ruolo all’interno del sistema, entrando in relazione con diverse realtà. Un anno quello del servizio civile pieno di soddisfazioni e di novità che mi lascio alle spalle, sperando che sia un filo conduttore verso nuovi progetti e percorsi lavorativi.”
C.D.C. – Progetto Volontariamente in rete. Per un sostegno condiviso delle famiglie vulnerabili

“Parlare del servizio civile non è facile, soprattutto per descrivere le emozioni provate in questo anno passato. E’ un’esperienza che aiuta a crescere, un’esperienza che cambia la vita, cambia la quotidianità. Forse adesso ci sarà un vuoto, una sensazione di “nulla” che riempirà le giornate che verranno, ma il cuore e la mente rimarranno pieni, colmi di tutte le emozioni, le esperienze, lo stress, lo sforzo e l’impegno messo in questo lavoro. Ma soprattutto rimarranno i legami creati, le amicizie che sono nate, gli sguardi complici, le risate, i sorrisi dei colleghi ma anche quelli degli utenti, la gratitudine e la gentilezza delle persone incontrate in questo percorso. Non sono mancati i momenti di sconforto, la tristezza, la rabbia e le piccole cose che portano in ogni momento a dubitare della propria strada e della propria coscienza. Un anno di servizio civile sembra in parte non finire mai e in parte finire in un battito di ciglia e adesso che è finito sento di avere trascorso un anno davvero utile, una parentesi della mia vita che non potrò dimenticare. Spero solo di portare con me i ricordi di questa esperienza e l’affetto delle persone conosciute.‘Un anno che cambia la vita’ dice lo slogan e adesso so che è vero.”
S.M. – Progetto Biblioteca digitale, biblioteca tra le dita. Lettori tra risorse vecchie e nuove”

Quando sentivo parlare del “servizio civile”, il pensiero che si formulava nella mia mente era totalmente diverso da quello di adesso. Esattamente un anno fa le mie emozioni, sempre contrastanti tra loro, erano molte; da un lato provavo curiosità, voglia di scoprire questa nuova esperienza  e voglia di dare il massimo del mio contributo, di contro provavo dubbi se la scelta fatta era quella giusta (subito dopo la laurea), perplessità su ciò che mi aspettava e se sarei riuscita ad essere in grado di affrontare “quel fatidico anno”. Non è stato facile, ma oggi, 11 settembre 2017, la seconda parte delle mie emozioni provate un anno fa è stata soppiantata da un forte senso di appagamento e di riuscita senza precedenti. Il SCN, settore cultura, non è privo di emozioni date da dei rapporti umani con gli esterni….anzi ne possiede tante quante il settore sociale; dall’anziano che ti ringrazia e ti cerca la volta successiva per avere nuovamente il tuo servizio, al giovane che si rivolge a te per la scelta del libro o la compilazione del suo curriculum, mettendo così parte del suo futuro nelle tue mani. Ringrazio tutti, anche coloro che mi hanno fatto “impazzire”.Un particolare pensiero va a tutti i bibliotecari e non che, chi più chi meno, sono riusciti a farmi sentire parte integrante di questo grande gruppo di lavoro che forma la biblioteca civica di Parma… Insegnandomi giorno dopo giorno come affrontare la vita lavorativa e non. Mi auguro che nel mio piccolo sia riuscita a trasmettere a tutti qualcosa di buono. Grazie alle mie colleghe che mi hanno fatto crescere, personalmente e lavorativamente parlando, vivendo giorno per giorno esperienze nuove e bellissime….dalle quali sono nate anche delle amicizie. Grazie a tutti coloro che ancora portano avanti il SC. Quando si sente dire che quell’anno cambia la vita….beh credeteci. Il brutto viene soltanto quando finisce.”
P.P. – Progetto Biblioteca digitale, biblioteca tra le dita. Lettori tra risorse vecchie e nuove”

La mia esperienza nel servizio civile è stata unica. Ho avuto modo di capire e far parte di una struttura museale, capirne i sistemi organizzativi, conoscere persone nuove anche in ambito professionale. E’ stato un anno davvero intenso! Pieno di emozioni, e ho potuto constatare di persona la complessità del lavoro che si deve svolgere dietro ad una organizzazione che esternamente non sembra complessa, ma lo è! Questo anno per me, ha significato molto. Mi ha fatta crescere a livello lavorativo, nel senso che mi ha aperto gli occhi su come si lavora in gruppo, sulla gestione degli imprevisti, sulla gestione del personale, e logicamente ho imparato nozioni nuove a livello architettonico, venendo a contatto con architetti, restauratori e altre figure professionali. Di questo anno ho apprezzato molto la compagnia dei colleghi, la gentilezza con cui mi hanno accolta, il bellissimo rapporto che si è creato con la coordinatrice del museo, e soprattutto con la mia OLP! Lei mi è stata sempre di aiuto e sempre disponibile nei miei confronti. Consiglio a tutti i ragazzi e le ragazze di proporsi per svolgere il servizio civile.
B.S.| MUSEI CIVICI DI PARMA. PROMOZIONE, VALORIZZAZIONE E COMUNICAZIONE

 Sono felice di aver partecipato al Servizio Civile in quanto mi ha dato la possibilità di mettere in pratica le conoscenze e le competenze acquisite durante il mio percorso di studi. Il Servizio Civile è sicuramente stata un'esperienza che mi ha aiutato ad acquisire nuove abilità oltre che a  crescere professionalmente, è un'esperienza che aiuta a crescere e conoscere nuove realtà e per questo motivo mi sento di consigliarla a tutti ragazzi.
F.P.| FACCIAMO RETE. UN PROGETTO A SOSTEGNO DELLE NUOVE FRAGILITA’

Il Castello dei Burattini è per me un posto speciale, un vero e proprio endemismo. Mi sono resa conto di quanto le piccole realtà siano preziose ed indispensabili per la grande macchina della società, eppur rimangono in ombra.  Orietta, Marina, Cesare, Luisa, Valentina, Paolo sono nuovi nomi che compaiono nella rubrica del mio telefono. Durante gli undici mesi trascorsi con loro e con gli altri volontari, ho avuto la possibilità di vivere numerose esperienze che hanno prodotto una valigia colma di nuovi oggetti che ho già iniziato ad usare e che mi hanno permesso di delineare ancor di più i contorni della mia personalità.  Credo che questo piccolo museo con i suoi burattini di legno e i suoi pupazzi viventi possa essere il Servizio Civile: belle relazioni, crescita culturale e personale, nuove capacità e soprattutto nuovi punti di vista.
A.M.| MUSEI CIVICI DI PARMA. PROMOZIONE, VALORIZZAZIONE E COMUNICAZIONE

La mia esperienza col SCN è iniziata per puro caso, spulciando negli inserti nel Comune di Parma. Ammetto che in un primo momento non avevo idea di cosa si trattasse e allora, grazie alla grande macchina di sapere cui disponiamo, mi sono informata. Beh mi sono anche resa conto che era l'ultimo giorno disponibile prima della chiusura del bando e quindi mi sono data da fare. Superando con esito positivo il colloquio, la mia esperienza è iniziata in quel di settembre. Sono sempre stata una persona disponibile, aperta al dialogo e pronta ad aiutare gli altri e in quest’anno ho capito quanto sia vero. No, non sto peccando di presunzione. È solo che quando vedi come le persone si legano a te e imparano a volerti bene, o riesci a strapparli un sorriso o una parola ti rendi conto. Ti rendi conto che alla fine è un qualcosa che serve anche a te, o forse più . Chi lo sa . Ergo, sono soddisfatta di quest'anno, delle persone che ho conosciuto, delle esperienze che ho fatto, delle cose che ho imparato e di quanto mi abbia fatto crescere. L'unica pecca? Che è possibile svolgerlo per un solo anno. Il vantaggio? Che te lo porti dentro sempre
V.D.I.| CittadinanzAttiva. Sviluppo di comunità e promozione della partecipazione sociale a sostegno delle famiglie vulnerabili Servizio Civile Nazionale anno 2015- 2016.

Gli 11 mesi trascorsi mi hanno aiutata a: migliorare nel rapporto con gli altri;  avere maggiore fiducia nelle mie capacità; lavorare in gruppo e per progetti.a soddisfazione più grande, però, è stata l'essere contattata, dopo quattro mesi dalla fine del SC, dalla Cooperativa che gestisce parte del personale di "Casa della Musica", su consiglio di una collega che ha fatto il mio nome, per una collaborazione di due mesi.Tornare, ed essere accolta con gioia e sorrisi da parte di tutti, è stato davvero emozionante! E ancora di più l'aver portato a termine il lavoro che mi è stato affidato.
F.R.| I MUSEI DELLA CASA DELLA MUSICA: CONOSCENZA, VALORIZZAZIONE, PROMOZIONE anno 2015- 2016.

Sicuramente mi sento di dire che è stata una bellissima esperienza, che continuerò a seguire alcune famiglie e che continuerò come volontaria, a partecipare al progetto aiuto compiti della parrocchia San Luca. 
V.D.| UNA CASA PER RICOMINCIARE. BUONE PRASSI DI CONVIVENZA CIVILE E DI INTEGRAZIONE SOCIALE IN CONTESTI ABITATIVI ALLARGATI

Insegnare che per ogni cosa o situazione c’è il cinquanta per cento di possibilità che possa andare bene e poi ancora narrare dell’esistenza del rovescio di quella medaglia, dove le cose vanno male è un bel precetto da portare avanti… ma quando in prima persona si è consapevoli del fatto che quel rovescio di medaglia porta alla fine dei giochi, beh, tirare le somme diventa inevitabile. Un anno trascorso in mezzo a persone nuove, come se il carattere introverso non fosse mai esistito. Un anno trascorso a tendere le labbra in un sorriso o in smorfie di rabbia perché nulla sembrava andare per il verso giusto: un anno trascorso a costringere il capo a non voltarsi indietro, senza contare i giorni che si avvicinavano alla fine. Quando un inizio prende piede, c’è sempre una fine pronta ad afferrarti, quando un percorso ha la strada spianata, presto o tardi il suo stesso traguardo si raggiuge e lì, la parola FINE è scritta sull’asfalto. Una base d’appoggio calda, rovente, fatta di bambini e ragazzi ognuno diverso dall’altro, pronti a far ridere e arrabbiare. Pronti a tendere silenziosamente la mano, senza domandare aiuto. Non per loro. Per te, per me che non avevo capito nulla di cosa fosse la vita se non un fiammifero acceso pronto a spegnersi in qualunque momento perché da soli non si può camminare lungo sentieri sterrati: prima o poi si inciampa. Lo avete insegnato voi: in compagnia tutto è possibile; anche il cambio di rotta su due piedi … senza pensarci. Osservare insieme un cartello e dire  «Sì! Andiamo.» E si va. Verso una nuova destinazione, scoprendo posti della nostra Terra che nessuno aveva mai visto, e lo stupore. Oh sì, la piacevolezza dello stupore che apprezza ciò che il panorama comune ha da offrire. Inebriante emozione. Ecco, questo il sentiero: lungo un anno, dodici mesi di brezza autunnale, quando tutto è cominciato, in conoscenza reciproca e simpatia che man mano andava solidificandosi, e mano nella mano abbiamo superato il confine dell’inverno tra auguri di buone feste e prelibatezze succulente scherzando su quanto, nelle vacanze, si ingrassi con consapevolezza e fierezza. Poi è arrivata la primavera, a piccoli passi è tornato il sole, e con esso anche la voglia di proseguire la strada per raggiungere la nostra destinazione: una estate insieme, sviando per luoghi già visti e altri tutti da scoprire, fino al fatidico traguardo, dove le mani strette tra loro si allentano e gli abbracci prendono il sopravvento. Dove l’«addio» dovrebbe essere soltanto un «arrivederci.»
C.O., M.D.M., D.C.V., F.B.| CondiVivendo. Un progetto a sostegno dell’inclusione sociale e dell’organizzazione del tempo libero dei giovani con bisogni speciali Servizio Civile Nazionale anno 2015- 2016.

La famiglia di F.X. (Progetto Condivivendo. un progetto a sostegno dell’inclusione sociale e dell’organizzazione del tempo libero dei giovani con bisogni speciali Servizio Civile Nazionale anno 2015- 2016) ci ha scritto: Siamo i genitori di F.X.. Abbiamo appena finito di salutare le ragazze del progetto Condividendo. E di questo siamo molto dispiaciuti. Abbiamo trovato giovani competenti,  disponibili e con quella voglia di fare che è tipica della gioventù.  Ai nostri ragazzi questo serve! Proposte giovani fatte da giovani condivise con altri giovani. F. ha gradito molto la condivisione di questi appuntamenti. Li aspettava ed è sempre tornato soddisfatto. Un grazie speciale a Cinzia. Con F. ha instaurato un rapporto speciale. E anche con noi genitori. Abbiamo sempre affidato F. a Cinzia in totale tranquillità. È un peccato che questo gruppo non possa proseguire anche in futuro i suoi incontri. Sarebbe bello poter mantenere unito questo bel gruppo. Non si può fare nulla in questo senso?  Se noi genitori possiamo essere utili in questo, noi ci offriamo già disponibili. Ancora grazie e buona estate. A & A.

BANDO DI SERVIZIO CIVILE NAZIONALE 2019

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