Sport

Tavolo territoriale dello sport

L’accordo di collaborazione siglato fra la Regione Emilia-Romagna e i Comitati regionali dell’Emilia-Romagna del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), e del Comitato Italiano Paralimpico (CIP), e degli Enti di Promozione sportiva dell’Emilia-Romagna, per promuovere lo sport per la salute e l’attività fisica nella comunità locale, prevede una serie di obiettivi volti a favorire la crescita di una cultura che rafforzi gli aspetti positivi e di salute connessi alla pratica regolare dell’attività motoria e sportiva, fin dalla scuola primaria, rifuggendo l’esasperazione dello spirito agonistico.

- Sensibilizzare le persone che rivestono ruoli tecnici o decisionali all’interno delle società e organizzazioni sportive sul contributo che queste strutture sociali possono dare, nella logica del welfare di comunità, all’obiettivo generale di migliorare la salute collettiva, attraverso l’allargamento dei tradizionali interventi di promozione del talento sportivo e di educazione ai valori della lealtà e del rispetto, ad ulteriori attività di sostegno nei confronti dei ragazzi meno portati allo sport agonistico, per motivi fisici o caratteriali, allo scopo di evitare l’abbandono precoce dell’ambiente sportivo e di favorire l’acquisizione dell’abitudine al movimento e a uno stile di vita attivo. Inoltre le società sportive potrebbero “aprirsi” maggiormente anche a bambini con disagio o disabilità o a persone fragili, sviluppando le necessarie competenze per promuovere l’inserimento sociale e migliorare la salute di queste persone;

- Portare a conoscenza delle stesse persone: o i dati epidemiologici riguardanti le relazioni fra attività motoria e sportiva, salute e gli aspetti sanitari legati alla sedentarietà ed agli effetti prodotti dalla mancanza di movimento; o le basi teoriche riguardanti gli effetti benefici del movimento sulla salute e il valore dell’acquisizione da parte dei bambini delle capacità motorie dibase (correre, saltare, arrampicarsi, fare le capriole, ecc.) e il coordinamento neuro-muscolare, non sempre possibili nella società dioggi; o gli elementi di psico-pedagogia per promuovere lo sport per la salute tra i giovani e per assicurare una efficace collaborazione con gli altri attori del territorio coinvolti nello sviluppo degli interventi proposti; o le esperienze pratiche già realizzate in Emilia-Romagna, per realizzare gliobiettivi di cui al punto precedente;

- Favorire lo sviluppo, a livello delle comunità locali, di relazioni fra il mondo dello Sport, il Servizio sanitario regionale, la scuola, le famiglie e le Istituzioni,per favorire la messa in atto di programmi secondo i principi sopra descritti.

A tal fine viene richiesta la costituzione, in ogni provincia, di un gruppo locale, che gestirà le successive fasio perative, composta da un rappresentante di:
a. CONI,
b. CIP,
c. Enti di promozione sportiva,
d. Azienda Usl,
e. Scuola,
f. Enti locali.

La costituzione di tali gruppi avverrà per iniziativa dei Dipartimenti di Sanità Pubblicadelle Aziende Unità sanitarie locali, che si avvarranno della collaborazione dellearticolazioni periferiche del CONI, opportunamente sensibilizzate dal livello regionale.

Italiano Paralimpico (CIP), e degli Enti di Promozione sportiva dell’Emilia-Romagna, per
promuovere lo sport per la salute e l’attività fisica nella comunità locale, prevede una serie
di obiettivi volti a favorire la crescita di una cultura che rafforzi gli aspetti positivi e di salute
connessi alla pratica regolare dell’attività motoria e sportiva, fin dalla scuola primaria,
rifuggendo l’esasperazione dello spirito agonistico.
Tali obiettivi vengono perseguiti anche attraverso un programma integrato di interventi
formativi rivolti a dirigenti e istruttori delle società sportive, per fare in modo che costoro
sappiano valorizzare correttamente il ruolo fondamentale di un’attività motoria e sportiva
sana, fin dal primo approccio dei giovani allo sport, sottolineando i valori di solidarietà,
impegno e gioco, e al contempo rimarcando i rischi di una specializzazione sportiva
precoce per i ragazzi; inoltre si è stabilito di avviare programmi di formazione per gli
istruttori ed educatori che vorranno occuparsi delle persone svantaggiate, che di solito
vengono poste ai margini delle attività sportive-ricreative, in modo da prevenire il
decadimento delle abilità residue e di migliorare lo stato di salute.
La Regione Emilia-Romagna si è impegnata a sostenere l’attività di formazione
mettendo a disposizione le risorse economiche necessarie a sostenere il programma,
fornendo docenti esperti sulle tematiche riguardanti le relazioni tra sport e salute, e
favorendo il coinvolgimento della Scuola, in particolare degli insegnanti di educazione
fisica, e delle famiglie. La Regione si è anche impegnata a mettere a disposizione sul
territorio regionale le competenze del Centro Regionale Antidoping sia per la formazione
dei formatori sul tema sia per la realizzazione, in collaborazione con la rete territoriale, di
eventi finalizzati alla valorizzazione di comportamenti sani e leali nella ricerca del risultato
sportivo.
L’accordo prevede, infine, che le modalità di attuazione dei percorsi formativi e i loro
contenuti vengano condivisi fra i sottoscrittori dell’accordo stesso, attraverso un apposito
gruppo di lavoro; costituito da:
1. Per la Regione Emilia-Romagna: Alba Carola Finarelli e Ferdinando Tripi -
coadiuvati da Alberto Arlotti e Pierluigi Macini - e Claudia Serra
2. per il CONI: Luigi Trotta; Sara Bove
3. per il CIP: Gianni Scotti, Maria Teresa Grilli
4. per gli Enti di Promozione Sportiva: Paola Bottoni, Giacomo Abate
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Allegato parte integrante - 2
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Il progetto presentato in questa sede rappresenta il risultato del lavoro del gruppo sopra
descritto.
Obiettivo generale
Realizzare un percorso di formazione rivolto ai tecnici e ai dirigenti delle Società e delle
Organizzazioni sportive presenti sul territorio della regione Emilia-Romagna, finalizzato a:
- Sensibilizzare le persone che rivestono ruoli tecnici o decisionali all’interno
delle società e organizzazioni sportive sul contributo che queste strutture
sociali possono dare, nella logica del welfare di comunità, all’obiettivo
generale di migliorare la salute collettiva, attraverso l’allargamento dei
tradizionali interventi di promozione del talento sportivo e di educazione ai
valori della lealtà e del rispetto, ad ulteriori attività di sostegno nei confronti dei
ragazzi meno portati allo sport agonistico, per motivi fisici o caratteriali, allo
scopo di evitare l’abbandono precoce dell’ambiente sportivo e di favorire
l’acquisizione dell’abitudine al movimento e a uno stile di vita attivo. Inoltre le
società sportive potrebbero “aprirsi” maggiormente anche a bambini con
disagio o disabilità o a persone fragili, sviluppando le necessarie competenze
per promuovere l’inserimento sociale migliorare la salute di queste persone;
- Portare a conoscenza delle stesse persone:
o i dati epidemiologici riguardanti le relazioni fra attività motoria e sportiva,
salute e gli aspetti sanitari legati alla sedentarietà ed agli effetti prodotti
dalla mancanza di movimento;
o le basi teoriche riguardanti gli effetti benefici del movimento sulla salute e il
valore dell’acquisizione da parte dei bambini delle capacità motorie di
base (correre, saltare, arrampicarsi, fare le capriole, ecc.) e il
coordinamento neuro-muscolare, non sempre possibili nella società di
oggi;
o gli elementi di psico-pedagogia per promuovere lo sport per la salute tra i
giovani e per assicurare una efficace collaborazione con gli altri attori del
territorio coinvolti nello sviluppo degli interventi proposti;
o le esperienze pratiche già realizzate in Emilia-Romagna, per realizzare gli
obiettivi di cui al punto precedente;
- Favorire lo sviluppo, a livello delle comunità locali, di relazioni fra il mondo
dello Sport, il Servizio sanitario regionale, la scuola, le famiglie e le Istituzioni,
per favorire la messa in atto di programmi secondo i principi sopra descritti.
Modalità operative
Il percorso operativo necessario per realizzare il programma di formazione con i
contenuti illustrati sopra è articolato nelle seguenti fasi:
1. Approvazione del progetto e trasformazione dell’attuale gruppo di lavoro in
Gruppo regionale di coordinamento del progetto stesso;
2. Costituzione, in ogni provincia, di un gruppo locale, che gestirà le successive fasi
operative, composta da un rappresentante di:
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a. CONI,
b. CIP,
c. Enti di promozione sportiva,
d. Azienda Usl,
e. Scuola,
f. Enti locali.
La costituzione di tali gruppi avverrà per iniziativa dei Dipartimenti di Sanità Pubblica
delle Aziende Unità sanitarie locali, che si avvarranno della collaborazione delle
articolazioni periferiche del CONI, opportunamente sensibilizzate dal livello regio
Numero Unico 0521 40521