Presso le quattro sedi del Servizio Sociale territoriale (Poli Sociali territoriali) sono costituite micro-equipe che si occupano dell’area Fragilità. Le situazioni in carico possono riguardare l’ambito del disagio psico–sociale, economico, abitativo, ecc., ed interessare le persone in condizioni di povertà estrema o che vivono situazioni a rischio di emarginazione sociale per problematiche psichiatriche, di devianza, di dipendenza, o per problemi con la giustizia, o violenze di genere. 

La Struttura Operativa Fragilità, in sede centrale (DUC), promuove e coordina, in stretto raccordo con i Poli territoriali di Servizio Sociale ed in collaborazione con i soggetti del terzo settore, una rete di interventi orientati a sostenere i singoli e le famiglie con difficoltà relazionali, sociali ed economiche in una logica di affiancamento verso un percorso di autonomia e di tutela delle persone più fragili.

In particolare, la Struttura predispone:

  • le procedure di intervento in emergenza con riferimento a minori in stato di abbandono o a grave rischio sociale, a donne sole o con figli minori vittime di violenza e maltrattamento, a famiglie o singoli in condizioni di estremo disagio e senza reti parentali;
  • una serie di servizi e progetti mirati con presa in carico diretta per target di utenza specifica, prevalentemente afferenti all’area della immigrazione (Servizio Informastranieri, progetti a favore di Minori Stranieri Non Accompagnati, Rifugiati e Richiedenti Asilo, gruppi Rom, donne vittime di tratta e sfruttamento);
  • programmi e progetti  a favore delle dimensioni presenti attorno al carcere e alle misure sostitutive dello stesso;
  • l’interconnessione con i servizi specialistici dell’Azienda Usl (C.S.M. e SER.T.) per l’attivazione di misure di contrasto alla povertà e di reinserimento sociale di persone in carico ai servizi sanitari.