Ambiente

NOTIZIE / 12.11.20

Progetto Parma Territorio d'Acque

Entrano nel vivo con gli interventi previsti nei sottotterranei di Piazza Garibaldi.

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Il ripristino e la riqualificazione degli ambienti ipogei del Comune di Parma, i cosiddetti sotterranei di piazza Garibaldi, rientra nel progetto “Parma Territorio d’Acque.Percorsi permanenti didattico culturali sul territorio parmense”, ideato da ArcheoVea, impresa culturale, con il coinvolgimento dell’Azienda Agraria Sperimentale Stuard, di IRETI/IREN, sotto il coordinamento del Comune di Parma, ed è ricompreso tra i progetti di Parma Capitale della Cultura Italiana 2020 + 2021.

Esso punta a rendere sicuri e fruibili gli spazi che si trovano al di sotto del palazzo Municipale, di origine medievale, collegati, poi, all’antico acquedotto Farnesiano che corre da piazza Garibaldi verso via Farini. Gli spazi, una volta ristrutturati, saranno così utilizzabili in sicurezza da parte del personale addetto alla manutenzioni dell’acquedotto. La prospettiva più ambiziosa, però, per il futuro, è quella di aprirli alla cittadinanza prevedendo visite turistiche ad hoc. Il percorso sotterraneo, da rendere fruibile al pubblico, corre dal municipio, percorre un tratto di piazza Garibaldi, per proseguire, poi, lungo via Farini, per una lunghezza di circa 200 metri, verso lo stradone.

“Il perserverare nell’ambiente dell’elemento acqua, dargli valore culturale, turistico, storico all’interno dei suoi antichi tracciati cittadini vuol dire offrire una pagina di Parma che non era ancora stata scritta, ma anche concretizzare un’azione culturale che sia in grado di evidenziare come gli elementi fondamentali dell’ambiente sono comuni a tutti e meritino il rispetto dovuto alle cose indispensabili.” Ha sottolineato l’Assessora alle Politiche Ambientali del Comune di Parma Tiziana Benassi “L’acqua che correva sotto Parma è la stessa che la città utilizza oggi. E sarà la stessa delle prossime generazioni. Il suo utilizzo, la sua qualità sono strettamente legati al benessere della nostra comunità, questo progetto ce lo ricorderà con un affascinante viaggio sottorraneo”.

Il progetto “Parma Territorio d’Acque” coinvolge 13 Comuni della Provincia, oltre a Parma, con l’obiettivo di creare un’infrastruttura turistica, culturale e didattica dedicata al tema dell’acqua, intesa come risorsa, e che ne metta in evidenza l’importanza. L’acqua come bene, quindi, non va sprecata ed il suo uso ottimizzato, anche in relazione alle produzioni agroalimentari ad essa connesse.

“Questo lungimirante progetto ideato da Archeovea Impresa Culturale ha preso vita in un tavolo di lavoro incentrato sulle proposte di Fondazione Bizzozero e Azienda Agraria Sperimentale Stuard in occasione delle prime fasi di progettazione delle iniziative di Parma Capitale Italiana della Cultura. Il progetto si interseca in un disegno di più ampio respiro dove il coordinamento di Archeovea Impresa Culturale coinvolge diverse realtà del territorio provinciale. La riscoperta dei sotterranei medioevali di Piazza Garibaldi e dell’acquedotto farnesiano – commenta il consigliere incaricato alle Politiche agricole Sebastiano Pizzigalli - è un passo importante per la valorizzazione del nostro patrimonio storico culturale e sostanzierà un’inedita tappa turistica di notevole valore . L’acqua vista come fattore di sviluppo di ogni civiltà a partire dall’utilizzo potabile, irriguo e religioso. Ricostruire questa storia significherà offrire un percorso attraverso il progresso della nostra civiltà, sia dal punto di vista materiale partendo dallo sviluppo dell’agricoltura, sia dal punto di vista culturale e spirituale.”

Il progetto punta alla valorizzazione dei luoghi connessi alla rete degli interventi previsti, e si fonda su studi storici, filologici e contributi digitali fino ad oggi mai interpretati. “Parma Territorio delle Acque” tocca percorsi turistico-culturali e didattici, fortemente improntati sulle tematiche di sostenibilità, ambientale secondo diversi filoni: “Acqua e culti”, “Acqua, prodotti tipici e innovazione”, “Acqua, gallerie, acquedotti, chiuse e canali medievali”, “Acqua e aree naturalistiche” e si caratterizza per un elevato livello di inclusione, dal momento che coinvolge ogni fascia d’età: dalle scuole al turismo esperienziale, ma anche le organizzazioni e associazioni del territorio.

Il ripristino e riqualificazione degli ambienti ipogei del Comune di Parma rientra nel filone “Acqua, gallerie, acquedotti, chiuse e canali medievali”, e prevede il recupero dei suggestivi spazi sotterranei d’impianto medievale sotto il palazzo comunale, con la ristrutturazione dell’antica pavimentazione, il rifacimento dell’impianto di illuminazione, la pulizia ed il riassetto del cunicolo che immette all’interno della “Galleria della Fontane”, che va da piazza Garibaldi a via Farini, e l’accessibilità, in piena sicurezza, alla Galleria stessa.

 

SCHEDA DESCRITTIVA DEL PROGETTO: La città riscopre uno spazio medievale celato dal fascino della leggenda

Gli spazi sotterranei presenti al di sotto di piazza Garibaldi, e accessibili attraverso lo IAT, rappresentano un’eccezionale finestra sulla storia della nostra città. Il luogo rappresenterà l’hub principale di prima informazione riguardante i percorsi sul territorio e le modalità di visita dei luoghi in rete, che saranno presentati all’interno di un suggestivo allestimento valorizzato da videoproiezione.

I 4 ambienti, particolarmente suggestivi, comunicano, fin dal primo momento della discesa, la sensazione dell’ingresso in un altro mondo, così vicino al clamore della città contemporanea e allo stesso tempo così proiettato lontano nel tempo.

Scorgendo i passaggi che collegano, ad anello, le stanze, e lo stretto corridoio che le mette in comunicazione con la Galleria delle Fontane, è possibile vivere un’esperienza che conduce alla scoperta di una delle più grandi opere che hanno contraddistinto il fervore culturale di una Parma da poco divenuta capitale del Ducato Farnesiano. L’impianto medievale di queste stanze, subisce,

infatti, una significativa modificazione a partire dalla fine del XVI secolo. E’in questo momento, per volontà del duca Ottavio Farnese, che Parma si dota di un’infrastruttura scomparsa in città con l’abbandono delle opere romane nel periodo tardoantico: l’acquedotto. I tubi in ceramica, visibili in loco per circa 1 metro, portavano l’acqua necessaria per alimentare la prima fonte pubblica di Parma, posta nello stesso luogo dove ancora oggi sorge la fontana più amata dai parmigiani detta dei Du Brasé.

Scendendo sotto terra si ha la sensazione di compiere un vero e proprio viaggio nel tempo che lambisce luoghi tanto significativi da essere entrati nell’immaginario tradizionale della città. Diversi parmigiani hanno sentito raccontare della galleria che, correndo sotto via Farini, collegava il palazzo della Pilotta con la Cittadella, permettendo il passaggio di truppe, carrozze, cavalli e fuggiaschi.

Dietro questa leggenda si cela l’intervento, Ottocentesco, che ripristina l’ormai obsoleto acquedotto farnesiano costruendo una galleria ispezionabile con mensoline per la sospensione dei tubi. Grazie al passaggio che si apre nell’ultima stanza sulla sinistra è possibile ammirare, in condizioni di sicurezza, un lungo tratto della galleria che, con la sua struttura a volta e le mensole accuratamente rifinite, si perde nel buio del sottosuolo.

Questo luogo grazie alla suggestione e all’emozione che comunica, e alla posizione centrale e strategica, ha le caratteristiche per diventare, nell’ambito del progetto “Parma territorio d’acque”, il teatro del racconto non solo di quelle vicende storiche nascoste ai più ma soprattutto di una particolarità che caratterizza Parma e il suo territorio rispetto alle altre città emiliane: la peculiare ricchezza idrica rimasta costante nel corso del tempo. Infine, l’occasione del traguardo di Parma 2020, permette di sperimentare e programmare i percorsi di visita previsti dal progetto che mettono in rete i luoghi più significativi, in città e nel territorio, nei quali scoprire il tema sia nelle sue evoluzioni storiche sia nella sua importanza attuale aumentando così la consapevolezza dell’importanza quotidiana della risorsa idrica e delle politiche ad essa collegate.


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