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Gonfalone dipinto di Michelangelo Anselmi

Gonfalone dipinto con “Incoronazione della Vergine” di Michelangelo Anselmi (metà del XVI secolo), Pinacoteca Stuard.

Descrizione

Dipinto a olio su seta da Michelangelo Anselmi (1491/92-1556), quest’opera conferma la tradizionale devozione dei parmigiani per l'immagine della Madonna.

Quando nel 2 luglio del 1550 Margherita d’Austria, moglie del duca Ottavio Farnese, ha fatto il suo ingresso ufficiale a Parma, nel poggiolo del palazzo vecchio di San Vitale del Comune era «sospeso il grande gonfalone opera di Michelangelo Anselmi con la incoronata sopra l’arme del magnifico comune».

Tale stendardo, che era da tempo dato per disperso, venne ritrovato da Francesco Barocelli nei depositi comunali, incollato a un cartone in condizioni assai precarie e dopo un primo intervento di restauro esposto in una sala della Pinacoteca Stuard.

Nel 1540 Anselmi era stato incaricato dai fabbricieri della Steccata di dipingere la nicchia della cappella principale seguendo i disegni e i cartoni di Giulio Romano: l’opera, terminata nell’estate del 1542, pone al centro della scena la Madonna incoronata dal Figlio con modalità simili a quelle correggesche (si veda l’incoronazione di Maria affrescata nell’abside della chiesa di San Giovanni dell’Allegri).

Lo stesso modello iconografico compare nel Gonfalone dipinto della Stuard (che quindi dovrebbe avere una datazione simile), con la Vergine più di profilo - rispetto a quella della Steccata - nella parte anteriore del vessillo, diversamente dal retro. E questa differenza è dovuta al fatto che mentre la parte posteriore, incollata sul cartone, è rimasta abbastanza aderente alla situazione originale con i visi più incisi e i colori più intensi, la parte anteriore è stata oggetto d’interventi che hanno modificato i lineamenti delle figure e la cromia.

Finalità dell’intervento

L’opera dell’Anselmi si pone come un eccezionale caso di studio sia dal punto di vista storico artistico sia sotto l’aspetto conservativo e di metodologia dell’intervento, connesso al particolare stato di degrado in cui verte l’opera.

Stato di conservazione

L’opera, in pessimo stato di conservazione, richiede una progettazione di restauro particolarmente complessa e delicata date le sue caratteristiche, si presenta infatti dipinta su entrambi i lati su di un supporto tessile estremamente degradato.

Descrizione dell’intervento

L'intervento comporta la pulitura del recto e del verso da depositi di sporco generico, residui di colle, vernici ossidate e ridipinture (per il verso è prevista anche la rimozione da residui di tela e adesivi). Il lavoro proseguirà infine con l'intervento sulla restituzione estetica sia sul recto che sul verso, in base all’entità ed estensione delle lacune, con integrazioni cromatiche necessarie per la lettura della composizione.

Costo indicativo previsto

Costo complessivo compreso di intervento diretto sull’opera; indagini e documentazioni fotografiche.

Totale €. 18.300,00 iva inclusa