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Monumento alla Vittoria

dedicato alla vittoria italiana nella Grande Guerra.

Descrizione

Il progetto venne ideato su iniziativa della Scuola di Applicazione di Fanteria, sostenuta dal Ministero della Guerra: nel 1919 cominciarono le trattative tra il comando della scuola e l’amministrazione comunale e l’elaborazione dei bozzetti fu affidata all’architetto Cusani. Le parti di scultura in bronzo, fuse dall’Arsenale militare di Torino, furono affidate a Ettore Ximenes, che in città aveva già progettato sia il monumento a Bottego sia quello a Giuseppe Verdi. I lavori iniziarono nel 1930 e si conclusero nel 1931. L’inaugurazione della colonna marmorea sormontata dalla Vittoria (il 27 settembre 1931) venne fatta in presenza del Re Vittorio Emanuele III, con cerimonie solenni. Nel 1941, in piena seconda guerra mondiale, la statua della Vittoria rischiò di essere smontata e fusa per scopi bellici, ma si salvò principalmente grazie all’intervento di Mussolini, che ordinò la sospensione dei lavori di smantellamento. Nel 1989 invece la colonna con la Vittoria venne spostata di alcuni metri per permettere la costruzione del parcheggio sotterraneo. Per quanto riguarda la figura della Vittoria, Ettore Ximenes, già esecutore di vari monumenti in Italia e all’estero, fece riferimento sia a modelli antichi e classicheggianti, sia a schemi decorativi che molto si avvicinano al Liberty, conosciuto durante un suo periodo di lavoro a Parigi.

Finalità dell'intervento

Questo monumento è per Parma forse la più importante testimonianza dedicata alla commemorazione dei martiri di guerra e alla vittoria nel conflitto, restaurare quest'opera significa in primis ridonare valore ad un monumento che si impone nello spazio visivo e simbolico della città.

Stato di conservazione

Il monumento è stato rimontato con malta cementizia e cemento armato come struttura interna, quindi il degrado maggiore è la presenza di sali che migrano verso l’esterno passando dal rivestimento lapideo.
Il rivestimento lapideo, a parte le quattro aquile e il capitello sommitale che sono in marmo Veronese, è costituito di biancone del Grappa, un marmo poco resistente e pieno di inclusioni argillose. Si nota un esteso attacco biodeteriogeno, vegetale (alghe e licheni) e probabilmente biologico (ciano batteri che creano delle macchie rosse).

Inoltre si presentano ulteriori problemi:
- Perdita della malta di allettamento e malta di rintegrazione lapidea.
- Piccole porzioni in distacco.
- Percolazioni di verderame sulle superfici del fusto
- Presenza di efflorescenze saline e percolazioni a spessore di calcare (zona cornice alta)
provenienti dalla struttura interna eseguita in cemento armato.
- Modesta perdita di coesione superficiale.


Descrizione dell’intervento

Il progetto di restauro prevede:

- Trattamento biocida (benzalconio cloruro 4%)

- Rimozione dei biodeteriogeni con acqua nebulizzata a bassa pressione.

- Consolidamento della matrice calcarea, dove necessario, tramite applicazione a rifiuto di consolidante inorganico.

- Estrazione dei sali solubili tramite impacchi estrattivi di seppiolite e acqua distillata.

- Rimozione delle percolazioni di verderame tramite impacchi estrattivi diidonee soluzioni complessanti.

- Ripresa delle malte di rifacimento lapideo e di allettamento mancanti.

- Riadesione degli elementi in distacco con resina epossidica a basso modulo elastico.

- Trattamento protettivo superficiale a bassa concentrazione non filmogeno.

Costo indicativo previsto

Totale €. 91.500,00 iva inclusa