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Mostra "Nel Tempio della Duchessa" per la valorizzazione di Galleria San Ludovico e Complesso di San Paolo

La mostra rientra nell’ambito delle manifestazioni per il bicentenario dell’arrivo a Parma di Maria Luigia d'Asburgo ed è dedicata al mecenatismo della sovrana nell’ambito dell’arte sacra.

Essa permette di valorizzare tanto il luogo espositivo (Galleria San Ludovico, già Cappella Ducale), quanto un ricco e sconosciuto patrimonio di opere d’arte sparso in città (Municipio, Galleria Nazionale, Palazzo Vescovile).

Chiusa al culto in età napoleonica, la cappella venne riaperta dalla duchessa nel 1817 dopo una serie di notevoli modifiche. Negli anni vi lavorarono numerosi artisti: Niccolò Bettoli, Giovanni Riccò, Giovanni Gaibazzi, Giocondo Vignoli, Francesco Pescatori, Bernardino Riccardi, oltre ad artigiani e maestranze che si occuparono degli stucchi, degli arredi e dei paramenti.

Dopo oltre un secolo, torneranno nell’ex chiesa i dipinti e gli arredi commissionati dalla sovrana. Attraverso l’utilizzo di semplici occhiali, con tecnologia ARtGlass, il visitatore sarà protagonista di un “viaggio nel tempo”: un ricostruzione virtuale, curata dal DICATeA dell'Università di Parma, permetterà infatti di visitare la chiesa ai tempi della duchessa.

La mostra, a cura di Alessandro Malinverni, aprirà l’8 ottobre e chiuderà il 15 gennaio 2017.

 

Descrizione della Mostra

Chiusa al culto nel 1806, la Cappella ducale di San Paolo venne riaperta al pubblico e riconsacrata il 28 ottobre 1817, per volere di Maria Luigia, con la nuova intitolazione al santo di cui portava il nome, san Ludovico (san Luigi dei Francesi). La duchessa vi fece trasferire una tela realizzata nel passato e ne commissionò numerose altre.

Numerosi furono gli artisti locali coinvolti in questo cantiere, che implicò anche una ristrutturazione del tempio affidata a Niccolò Bettoli: Giovanni Riccò, Giovanni Gaibazzi, Giocondo Vignoli, Francesco Pescatori, Bernardino Riccardi, oltre ad artigiani e maestranze diverse che si occuparono degli stucchi, degli arredi e dei paramenti.

L’importanza della chiesa e del suo cantiere, tra i primissimi atti mecenatistici di Maria Luigia, è attestata dalle litografie contenute nel volume celebrativo Monumenti e munificenze di Maria Luigia d’Austria... (1845), nonché dalle guide artistiche coeve.

La rassegna è la prima esclusivamente dedicata all’arte sacra parmense in età luigina e permette di valorizzare ulteriormente tanto il luogo espositivo, quanto il patrimonio municipale, servendosi di una tecnologia di grande impatto: la ricostruzione virtuale attraverso la tecnologia ARtGlass.

Chiusa al culto nel 1806, la Cappella ducale di San Paolo venne riaperta al pubblico e riconsacrata il 28 ottobre 1817, per volere di Maria Luigia, con la nuova intitolazione al santo di cui portava il nome, san Ludovico (san Luigi dei Francesi). La duchessa vi fece trasferire una tela realizzata nel passato e ne commissionò numerose altre.
Numerosi furono gli artisti locali coinvolti in questo cantiere, che implicò anche una ristrutturazione del tempio affidata a Niccolò Bettoli: Giovanni Riccò, Giovanni Gaibazzi, Giocondo Vignoli, Francesco Pescatori, Bernardino Riccardi, oltre ad artigiani e maestranze diverse che si occuparono degli stucchi, degli arredi e dei paramenti.
L’importanza della chiesa e del suo cantiere, tra i primissimi atti mecenatistici di Maria Luigia, è attestata dalle litografie contenute nel volume celebrativo Monumenti e munificenze di Maria Luigia d’Austria... (1845), nonché dalle guide artistiche coeve.
La rassegna è la prima esclusivamente dedicata all’arte sacra parmense in età luigina e permette di valorizzare ulteriormente tanto il luogo espositivo, quanto il patrimonio municipale, servendosi di una tecnologia di grande impatto: la ricostruzione virtuale attraverso la tecnologia ARtGlass.Chiusa al culto nel 1806, la Cappella ducale di San Paolo venne riaperta al pubblico e riconsacrata il 28 ottobre 1817, per volere di Maria Luigia, con la nuova intitolazione al santo di cui portava il nome, san Ludovico (san Luigi dei Francesi). La duchessa vi fece trasferire una tela realizzata nel passato e ne commissionò numerose altre.Numerosi furono gli artisti locali coinvolti in questo cantiere, che implicò anche una ristrutturazione del tempio affidata a Niccolò Bettoli: Giovanni Riccò, Giovanni Gaibazzi, Giocondo Vignoli, Francesco Pescatori, Bernardino Riccardi, oltre ad artigiani e maestranze diverse che si occuparono degli stucchi, degli arredi e dei paramenti.L’importanza della chiesa e del suo cantiere, tra i primissimi atti mecenatistici di Maria Luigia, è attestata dalle litografie contenute nel volume celebrativo Monumenti e munificenze di Maria Luigia d’Austria... (1845), nonché dalle guide artistiche coeve.La rassegna è la prima esclusivamente dedicata all’arte sacra parmense in età luigina e permette di valorizzare ulteriormente tanto il luogo espositivo, quanto il patrimonio municipale, servendosi di una tecnologia di grande impatto: la ricostruzione virtuale attraverso la tecnologia ARtGlass.

 

Costo indicativo previsto

Totale €.  40.000  iva inclusa comprensivi di assicurazioni, trasporti, illuminazione, allestimento, grafica, brochure, tecnologia ARtGlass.

Intervento coperto interamente dal Comune di Parma

 €. 40.000,00