"ANTELAMI A PARMA. Il lavoro dell’uomo, il tempo della terra" è il titolo della mostra la cui inaugurazione era stata prevista a maggio, nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020 e che l’epidemia ha costretto a cancellare.

Nonostante le difficoltà legate alla situazione presente la Diocesi ha ripreso le fila delle iniziative allora programmate e, di concerto con il Comune di Parma, ha deciso di realizzare l’esposizione come segno di speranza costruttiva e come veicolo di valori umani e religiosi a cui ispirare la ripresa delle attività sociali.

In questo particolare momento il dato storico-archeologico dei manufatti sembra quasi passare in secondo piano rispetto al loro messaggio esistenziale. I lavoratori scolpiti da Antelami con volto sereno e abiti composti e le due stagioni piene di grazia e nobiltà dicono, a chi li osserva, che il tempo non è un nemico, nonostante gli eventi siano a volte avversi e faticosi da vivere. Gli otto lati del Battistero ci introducono nel tempo della Salvezza: l’ottavo giorno, quello della Risurrezione, redime e risana i sette giorni della storia, poiché in esso “non c’è morte, né lutto, né lamento, né affanno”. Il lavoro, l’impegno, il percorso esistenziale, fatto di gioie e dolori, di aspettative soddisfatte e di desideri delusi, ritrovano qui la motivazione e l’incentivo per ripensarsi e rimettersi in gioco. Attraverso l’opera dello scultore sapiente la pietra è divenuta espressione dell’idea, della conoscenza e dei valori della fede. Questo ciclo scultoreo, ancorché incompleto, diviene una narrazione materiale del trascendente. In queste statue troviamo sintetizzata la Creazione articolata in spazio e tempo, dimensioni in cui il mistero spontaneo della vita incontra la sapienza dell’agricoltore, e l’opera del lavoratore sapiente apprende ad adeguarsi allo scorrere dei tempi e all’alternarsi delle stagioni. Natura e cultura.

In questa opera è però racchiusa anche la dinamica teologica di peccato e redenzione. Come l’uomo, reo del peccato originale, è condannato a trarre la sua sussistenza con fatica e sudore da una natura che gli è divenuta ostile, così l’uomo redento dal sacrificio di Cristo viene reintegrato nell’equilibrio armonico del progetto divino.«Mi auguro che nell’ammirare i Mesi dell’Antelami si giunga a “riflettere”, a pensare cioè in forma introiettiva, avvertendo che l’opera di Antelami riflette la Luce del Cristonella felice continuità del tempo di Dio e del laborioso tempo dell’uomo»(mons. Enrico Solmi).

Il progetto è nato dall’attenta riflessione della Commissione diocesana per Parma2020+21 presieduta dal Vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, e composta da don Alfredo Bianchi (direttore Ufficio Beni culturali della Diocesi), don Lorenzo Montenz (responsabile Progetto culturale diocesano), arch. Sauro Rossi (Presidente Fabbriceriadella Basilica Cattedrale), dott.ssa Giovanna Savazzini (coordinatrice Museodiocesano), arch. Barbara Zilocchi.

Animata dalla convinzione che “Cultura è carità” la Commissione ha voluto devolvereparte dei proventi della bigliettazione a sostegno della Caritas diocesana.

La realizzazione del progetto è stata resa possibile da un cofinanziamento di Fondazione CariparmaFondazione MonteparmaComitato per Parma 2020 e dalla collaborazione con Confagricoltura. Esposizione a cura dell’arch. Barbara Zilocchi; allestimento: Teknostage, Massimiliano Di Liberto; grafica: Alberto Ghillani.

 

Si segnala che Arturo Carlo Quintavalle sarà protagonista di tre incontri dedicati a Medioevo come Racconto: Città Cattedrali Strade, che si terranno nell’Arena Shakespeare di Teatro Due. Le tre conversazioni, tenute con ampia documentazione di immagini e, alla fine, aperte a una eventuale discussione, intendono riscoprire i segni di una unità delle lingue romanze dell’arte che sono struttura portante di ogni ulteriore, ipotizzata “rinascita”. Forse esse potranno dare spessore storico, e fare riscoprire le radici, delle vicende complesse e notissime del nostro Trecento.

La città e la Cattedrale, 15 settembre 2020, ore 21.00 

Benedictus Antelami Dictus, 17 settembre 2020, ore 21.00

Medioevo: Viaggio, mercato, pellegrinaggio, 24 settembre 2020, ore 21.00

Per maggiori informazioni:www.teatrodue.org/arturo-carlo-quintavalle