NOTIZIE / 07.03.20 / TURISMO

Rapporto Ismea Qualivita 2019

Parma al secondo posto nel Paese per food e wine. Emilia Romagna si conferma al top dell'agroalimentare italiano di qualità.

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"Parma si conferma motore trainante della Regione Emilia Romagna e dell'intero Paese nel campo del food e dell'agoalimentare, punta di diamante dove con le sue imprese rappresenta una quota intorno al 20% del valore nazionale totale. " Con queste parole l'assessore al Progetto Unesco, al Commercio e al Turismo del Comune di Parma, Cristiano Casa, ha commentato con soddisfazione lo studio di settore reso noto in mattinata da Regione Emilia Romagna. "Come diciamo spesso" aggiunge "il territorio di Parma e dell'Emilia sono la vera Food  Valley italiana. Il nostro impegno va nella direzione di un consolidamento di questo concetto e nella diffusione di esperienze turistiche enogastronomiche che solo il nostro territorio può offrire a livello globale".

L’Emilia-Romagna si conferma al top dell’agroalimentare italiano di qualità, con tre province sul podio per impatto economico dei prodotti Dop e Igp. A guidare la classifica italiana è infatti Parma che ancora una volta occupa il primo posto, seguita a ruota da Modena Reggio EmiliaSono questi alcuni dei risultati diffusi dal Rapporto Ismea-Qualivita 2019 sull’analisi dei valori economici e produttivi delle produzioni agroalimentari e vitivinicole.

 Lo studio colloca l’Emilia-Romagna al primo posto tra le regioni italiane per impatto economico delle Dop ed Igp nell’ambito del food, con 3.020 milioni di euro, ai quali vanno sommati circa 394 milioni per il comparto del vino. Unendo poi il fatturato di prodotti alimentari e vino la regione è seconda per valore delle produzioni subito dopo il Veneto. Secondo il rapporto infatti le prime quattro regioni per impatto si trovano nel Nord Italia e concentrano il 65% del valore produttivo complessivo.

“I numeri del rapporto confermano ancora una volta il primato dell’Emilia-Romagna e ribadiscono l’eccellenza del nostro sistema agroalimentare- spiega l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Viene così riconfermato il successo di un modello produttivo che punta sulla qualità di filiere e prodotti, apprezzato e conosciuto in tutto il mondo. Ed è proprio per questo, soprattutto oggi, che le nostre produzioni vanno difese da ingiustificati blocchi o dall’introduzione di richieste di ulteriori controlli collegati al Coronavirus, perché le merci non sono pericolose e devono poter circolare liberamente. Serve una forte campagna di informazione e, come Regione, metteremo in campo tutto il sostegno possibile per garantire alle nostre eccellenze la meritata diffusione nei mercati internazionali”.

Più in dettaglio, venendo alle province emiliano-romagnole, Parma presenta una produzione per il “food” pari a 1.383 milioni, precedendo Modena (681 milioni) e Reggio Emilia (circa 616 milioni). 

Inoltre, Parma e Modena sono tra le prime cinque province del Paese per valore complessivo generato dalle filiere “food” e “wine”, rispettivamente al secondo e quarto posto. Le cinque province insieme superano la metà del valore complessivo generato a livello nazionale. 

E le specialità agroalimentari made in Emilia-Romagna a marchio tutelato (44 tra Dop ed Igp), conquistano le prime tre posizioni anche nella graduatoria dei singoli prodotti, con Parmigiano-Reggiano Dop (1.434 milioni), Grana padano Dop (1.277), Prosciutto di Parma Dop (824).

Nella lista si trovano anche l’Aceto balsamico di Modena Igp (363) e la Mortadella  Bologna Igp (296) che si piazzano rispettivamente al quinto e all’ottavo posto per impatto economico. /Eli.Co.

Partecipano | Casa Cristiano

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