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Chiusura il 27.09.13 ore 10.00

Referendum Comunale

Lo strumento del Referendum comunale è uno degli strumenti principali per l’attuazione della Democrazia Diretta. Durante ogni turnata elettorale le diverse forze si confrontano su molte tematiche, ma non tutte vengono affrontate e non tutte sono presenti nei rispettivi programmi elettorali.


II Comune prevede l'uso del referendum come strumento di verifica, orientamento e controllo dell'attività amministrativa e per dare voce alle esigenze dei cittadini.

Possono essere indetti referendum popolari di tipo propositivo, abrogativo, deliberativo e revocativo su materie di esclusiva competenza locale:

I referendum propositivi sono intesi a proporre l'inserimento nell'ordinamento comunale di nuove norme statutarie o regolamentari ovvero l'adozione di atti amministrativi generali.

I referendum abrogativi sono intesi a deliberare l'abrogazione totale o parziale di norme regolamentari o a revocare atti amministrativi a contenuto generale.

I referendum deliberativi mediante i quali i cittadini deliberano atti aventi valore di legge secondo il principio della sovranità popolare.

Attualmente lo Statuto del Comune di Parma prevede questo.

ART. 48 – REFERENDUM

1. L’istituto referendario è volto ad agevolare il rapporto tra i cittadini e gli organi elettivi.

2. Il referendum consultivo o abrogativo di deliberazioni di Consiglio o di Giunta, è indetto su richiesta di almeno 5.000 residenti maggiorenni. Il referendum consultivo, inoltre, è indetto anche su determinazione del Consiglio comunale adottata con il voto favorevole di almeno due terzi dei componenti assegnati.

3. Esercitano il diritto di voto i residenti nel territorio comunale che hanno raggiunto la maggiore età.

4. I referendum possono essere richiesti su tutte le materie sulle quali Consiglio comunale ha competenza deliberativa, fatta eccezione per:

a) Bilanci, finanze, tributi e relative tariffe;

b) Attività vincolata di esecuzione di norme statali, regionali, o statutarie;

c) Atti di elezione, nomina, designazione, revoca;

d) Disciplina del personale del Comune e delle sue Aziende ed Istituzioni;

e) gli atti inerenti la tutela dei diritti delle minoranze.

5. Ciascun referendum deve avere per oggetto una sola questione. Il quesito referendario deve essere formulato con brevità e chiarezza ed in modo univoco.

6. Il referendum su una medesima questione non può essere ripetuto nell’arco della durata in carica del medesimo Consiglio comunale e, comunque, nell’arco di un triennio dallo svolgimento di una precedente consultazione.

7. I referendum non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

 

ART. 49 – RICHIESTA DI REFERENDUM

1. La proposta referendaria deve essere presentata da un comitato promotore, costituito con atto pubblico o scrittura privata autenticata, e composto da almeno 50 cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune. La proposta, prima della raccolta delle firme, che deve avvenire nel tempo massimo di 90 giorni, è sottoposta al giudizio di ammissibilità da parte della Commissione Affari istituzionali di cui al 6° comma , art. 22 dello Statuto, integrata con il Segretario Comunale.

 

ART. 50 - INDIZIONE REFERENDUM

1. Il referendum è indetto dal Sindaco. La data di svolgimento deve svolgersi entro sei mesi dalla data di ammissibilità della proposta, con l’eccezione prevista dal terzo comma successivo.

2. In caso di pluralità di referendum, il Sindaco è tenuto a fissare una unica data di svolgimento.

3. Nessuna tornata referendaria può essere indetta nell’anno di normale scadenza di mandato amministrativo del Consiglio. I referendum che avrebbero dovuto svolgersi in tale anno sono differiti all’anno successivo.

4. Il Sindaco, previo il parere favorevole della Commissioni Affari Istituzionali:

a) Sospende il referendum consultivo già indetto, in caso di scioglimento del Consiglio comunale;

b) Lo revoca, qualora il quesito referendario non sia proponibile per la sopravvenuta promulgazione di una legge che disciplini ex novo la materia, o il Consiglio comunale abbia deliberato, nel senso dei proponenti, sul quesito oggetto del referendum.

 

ART. 51 - EFFETTI DEL REFERENDUM

1. Nel caso di referendum consultivo il Sindaco è tenuto a sottoporre al Consiglio comunale entro 60 giorni dalla proclamazione del risultato, la deliberazione sull’oggetto del quesito sottoposto al referendum. La deliberazione terrà conto della partecipazione alla consultazione e del risultato di merito della stessa. Il Consiglio comunale è comunque tenuto a motivare le ragioni della deliberazione di cui sopra. Quando sullo stesso argomento oggetto del Referendum, esistano proposte di deliberazione, interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno presentati da Consiglieri ovvero istanze e petizioni si fa luogo ad un unico dibattito consiliare.

2. Nel caso di referendum abrogativo gli effetti dell’atto deliberativo si intendono cessati a partire dal giorno successivo alla proclamazione del risultato positivo. L’Organo che ha adottato il provvedimento abrogato provvede, entro quindici giorni, a disciplinare e sanare rapporti e situazioni giuridiche o di fatto, eventualmente sospesi, nel rispetto della volontà popolare espressa.

3. La proposta sottoposta a referendum è valida se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.

 

ART. 52 – REGOLAMENTO

1. Il regolamento determina le norme per la disciplina del referendum ed in particolare i criteri di formulazione del quesito, le modalità per la raccolta e la autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle operazioni di voto e la proclamazione del risultato.

 

Linee guida

Lo studio di altri Statuti comunali ci indica che:

1)      Si possa inserire la possibilità di un Referendum di tipo propositivo;

2)      La commissione che valuta l’ammissibilità di un Referendum è di tipo tecnico e non politico come avviene nel nostro Comune che affida alla commissione Affari Istituzionali (composta dai capigruppo);

3)      E’ possibile ammettere al voto i cittadini residenti (stranieri inclusi) nel Comune e non solo gli iscritti nelle attuali liste elettorali;

4)      E’ possibile ammettere al voto i maggiori di sedici anni;

5)       E’ possibile eliminare un quorum di raggiungimento per dare effettiva validità ai quesiti referendari;

6)      E’ possibile accorpare la turnata referendaria ad altri tipi di elezioni o referendum che non riguardano il proprio comune (Europee, Nazionali, Regionali);



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