27.05.20

L’amministrazione condivisa per ricostruire l’Italia? Parliamone

Molti interventi e proposte a margine della presentazione in webinar del Rapporto Labsus. Un patrimonio di idee e di energie da valorizzare per i mesi che verranno
amministrazione condivisa.jpeg

La presentazione pubblica del Rapporto Labsus 2019, avvenuta il 2 maggio scorso attraverso un webinar dedicato, è stata una interessante occasione di dibattito non solo per commentare le tendenze e i fenomeni sociali rilevati nell’indagine, ma soprattutto per aprire un colloquio con i cittadini sull’argomento amministrazione condivisaanche alla luce di quanto accaduto durante l’emergenza sanitaria.  

Nella chat attivata durante la presentazione in diretta (rivedibile in versione integrale), con la quale si sono realizzati oltre 9.000 contatti e più di 500 commenti e “reazioni”, alle stimolanti  relazioni dei diversi ospiti - tra cui Domenico Chirico, della Fondazione CharlemagneDaniela Ciaffi, di LabsusDonato Di Memmo, del comune di Bologna e Jacopo Sforzi, di Euricse -hanno fatto da contraltare le domande e gli interventi di molti utenti, desiderosi di raccontare le proprie esperienze o le riflessioni scaturite davanti alla grande prova di solidarietà e supporto offerta, nella fase più acuta della pandemiadai molti esempi di cittadinanza attiva.  

Partendo dal commento del Presidente Labsus Gregorio Arena che rilevava come l’emergenza abbia chiaramente dimostrato l’impossibilità della pubblica amministrazione a risolvere i complessi problemi di sistema senza la collaborazione dei cittadini, e da qui la necessità di fondare la ricostruzione su un patto tripolare Stato, privati e cittadini, Vittorio Sammarco ci racconta, gli interventi, le domande e le proposte di Enrico, Barbara, Alessandro, Jenny 

Dal concetto di Democrazia contributiva alla sussidiarietà circolaredai regolamenti per i beni confiscati alla mafia al binomio patti di collaborazione/sviluppo microeconomia locale post virusquesti e molti altri i temi affrontati in una discussione appassionata, che dimostrando come i cittadini abbiano ormai preso consapevolezza del principio di democrazia partecipata e vogliano essere non più non sudditi ma co-protagonisti. 

Vai all’articolo integrale