Unione civile

Di cosa si tratta?

La legge 76/2016 introduce il concetto di unione civile, termine con cui nell'ordinamento italiano si indica l'istituto giuridico di diritto pubblico comportante il riconoscimento giuridico della coppia formata da persone dello stesso sesso, definite parti,  finalizzato a stabilirne diritti e doveri reciproci.

L’unione civile non deve essere confusa con la convivenza di fatto che si riferisce  a persone maggiorenni conviventi, dello stesso o di diverso sesso, unite da un legame affettivo di coppia al fine di tutelare i loro rapporti di carattere patrimoniale e alcuni aspetti di carattere personale.

REQUISITI

• essere maggiorenni
• essere dello stesso sesso
• non essere coniugati né uniti civilmente tra di loro o con altre persone
• non essere parenti né affini o adottati tra di loro nei limiti previsti dall’art. 87 primo comma del Codice civile
• non essere stati condannati per omicidio tentato o consumato nei confronti del coniuge dell’altra parte ai sensi dell’art. 88 del Codice civile
• essere capaci di intendere e volere

DIRITTI E DOVERI

Con la costituzione dell'unione civile tra persone dello stesso sesso, le parti acquistano gli stessi diritti e assumono gli stessi doveri; dall'unione civile deriva l'obbligo reciproco all'assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni.

Le parti concordano tra loro l'indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l'indirizzo concordato.

Diritto agli alimenti: all'unione civile si applicano le disposizioni di cui al titolo XIII del libro primo del codice civile relative agli obblighi alimentari.

Diritti successori: il comma 21, estende alle parti dell'unione civile parte della disciplina sulle successioni riguardante la famiglia contenuta nel libro secondo del codice civile. In caso di decesso di una delle parti prestatore di lavoro, andranno corrisposte al partner sia l'indennità dovuta dal datore di lavoro che quella relativa al trattamento di fine rapporto.

REGIME PATRIMONIALE

L’unione civile è soggetta alla scelta del regime patrimoniale. Se una o entrambe le parti sono cittadini stranieri,  questi potranno scegliere anche di applicare la legge del loro paese di cittadinanza.

La normativa italiana prevede due regimi patrimoniali.

La comunione dei beni è il regime patrimoniale che automaticamente viene adottato laddove non ci sia una diversa manifestazione di volontà da parte dei contraenti. Il regime della comunione dei beni prevede conseguentemente che tutti gli acquisti fatti dalle parti dopo il matrimonio, costituiscono patrimonio comune a prescindere dall’apporto economico di ciascun componente.

Sono esclusi dalla comunione dei beni.

- i beni che ciascuna parte aveva prima del matrimonio
- i beni avuti dopo l’unione civile per eredità o donazione
- i beni di uso strettamente personale ed i loro accessori
- i beni che servono all’esercizio della professione
- i beni ottenuti come risarcimento di un danno patito

La separazione dei beni deve essere invece espressamente richiesta dalle parti e prevede che ciascuno conservi la titolarità esclusiva dei beni acquistati durante l'unione.

La separazione dei beni viene annotata sull’atto di unione civile e riportata negli estratti.

La scelta del regime patrimoniale deve essere dichiarata al momento della redazione del verbale di costituzione.

Se trattasi di coppia già unita civilmente, la modifica del regime patrimoniale dovrà essere dichiarata presso un Notaio il quale provvederà successivamente ad inviare la comunicazione ai fini dell’annotazione sull’atto di unione civile.

COGNOME

Nella dichiarazione di unione civile, le parti possono indicare il cognome comune che hanno stabilito di assumere per l'intera durata dell'unione, scegliendolo tra i loro cognomi. La parte, con dichiarazione all'Ufficiale dello Stato Civile, può anteporre o posporre al cognome comune il proprio cognome, se diverso.

Dopo l'approvazione del D.Lgs. 5/2017 la scelta ha solo valore simbolico e nei documenti ufficiali ciascuno continuerà ad utilizzare solo il proprio cognome originario.

La scelta del cognome comune non comporta una modifica delle generalità ne che i figli minorenni degli uniiti civilmente debbano cambiare il proprio cognome.

Per maggiori informazioni rivolgersi a statocivile@comune.parma.it

Struttura responsabile

Struttura: DIRETTORE GENERALE
Referente: SIGNIFREDI DONATELLA

Responsabile del procedimento

Referente: FANTONI FRANCESCA

Data inizio validità : 14/09/2021
Ultimo aggiornamento : 14/09/2021
Numero Unico 0521 40521
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