NOTIZIE / 27.06.19 / CULTURA

“Abecedario D’Artista 3/3 _ Finale_”

Per l’ultima settimana di apertura della mostra, domenica 30 giugno apertura straordinaria sino alle ore 20.30, con una selezione musicale curata da Dj Gaido.

San Ludovico w

Per l’ultima settimana di apertura della mostra, domenica 30 giugno apertura straordinaria sino alle ore 20.30, con una selezione musicale curata da Dj Gaido.

Inaugura venerdì 14 giugno, alle ore 18, in Galleria San Ludovico la terza e ultima mostra della rassegna “Abecedario D’Artista”, che sarà visitabile, con ingresso libero e gratuito, fino al 30 giugno 2019, da giovedì a domenica, dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.

 

Contatti: associazioneculturaletoro@gmail.com

Il progetto di quest'anno nasce dal successo di pubblico ottenuto dal precedente “Abecedario D’Artista”, in cui l’Associazione Culturale Toro, incaricata dall’assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Parma, aveva creato una mostra collettiva con ventotto giovani artisti parmigiani under 40 sul tema del vecchio “abbecedario”, il libro per l’infanzia per insegnare ai bambini a leggere e a scrivere l’alfabeto: in questa edizione il progetto è stato rinnovato proponendo tre mostre che animassero Galleria San Ludovico nei mesi di aprile, maggio e giugno.

L’obiettivo è stato quello di ospitare artisti internazionali e affiancarli con i giovani più talentuosi della città di Parma, creando workshop, organizzando conferenze e concerti, per rendere Galleria San Ludovico un posto in cui il pubblico potesse entrare a contatto con l’arte contemporanea e gli artisti potessero trovare una “fucina” da cui attingere e in cui poter esporre insieme ai loro punti di riferimento.

La rassegna si è aperta il 25 aprile con Pinocchio, un’esposizione collettiva di illustrazioni realizzate da cinquanta giovani artisti under 35 dedicate alla storia originale di Pinocchio, scritta da Carlo Collodi nel 1883.

A seguire, dall’11 maggio al 7 giugno, la seconda tappa della rassegna ha visto protagonista il popolare artista spagnolo Joan Cornellà, noto per il suo lavoro dominato da un forte black humor, affiancato da due giovani artisti parmigiani affini al suo stile e ai suoi contenuti : Isabella Bersellini e Notawonderboy.

La terza e ultima mostra avrà luogo a partire dal 14 giugno al 30 giugno e consisterà in una esposizione collettiva di artisti. Attorno alla presenza del popolare street artist NemO’s, si articoleranno i lavori di altri sette giovani artisti emiliano romagnoli dai linguaggi e dalle tecniche differenti: dalla street art, alla pittura, all’illustrazione.

Ciò che li accomuna è sicuramente il senso di alienazione e straniamento che pervade le loro opere, declinato ed esibito di volta in volta in maniera del tutto personale. Se dunque il dialogo tra la maggior parte degli artisti ha luogo a partire dalla street art come comune denominatore (NemO’s, James Kalinda, P54, BLUXM, Pasa ha la gola colorata di blu, Gianluca “Tenia” Gambino), Lufo e Francesco Gianelli dialogano sulla base della grafica e dell’illustrazione.

Abecedario 2019 è un’iniziativa realizzata con il patrocinio e il sostegno dell'assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Parma, in collaborazione con l’Associazione GAER (Giovani Artisti Emilia Romagna).

 

Sponsor della rassegna: Chiesi Farmaceutici, BDC (Bonanni Del Rio Catalog) e WAB Sponsor tecnici: Marchesi Colori by Righi e Coloriamo, Vivere di colori

 

Gli artisti:

NemO’s

NemO's ha iniziato a disegnare ancora prima di imparare a scrivere. Dopo la scuola media, si è iscritto al Liceo Artistico della sua città e in quel periodo si è avvicinato al “writing” e alla street art. Nel momento in cui ha iniziato a disegnare sui muri cittadini ha dovuto scegliersi un “Tag” e ha optato per Nemo, come il capitano di Ventimila leghe sotto i mari, il protagonista di uno dei primi fumetti di Winsor McKay e, da ultimo ma non per importanza, come la parola latina per “nessuno”, che rende il suo lavoro ancora più misterioso.

Ha aggiunto il genitivo sassone ’s in modo che il suo nome d’arte significhi “di nessuno”, così da completare il paradosso insito nel proprio modo di identificarsi. Ha iniziato a scrivere il suo nome sui muri per poi abbandonare il writing e l’aspetto calligrafico iniziando a riprodurre i suoi disegni.

È passato così a utilizzare personaggi e disegni per esprimere se stesso e tradurre visivamente le idee che non avrebbe potuto comunicare a parole. Il suo percorso artistico lo ha portato a maturare un particolare interesse per i colori e la carta riciclata e si è messo in cerca di un modo per “dipingere” i suoi disegni. Fino a quel momento aveva usato solo vernice spray e colori acrilici ma la carta aveva qualcosa di speciale, era una materia viva.

Il lavoro di NemO’s si divide in immagini grafiche ed essenziali, veicolando un messaggio sociale attraverso personaggi che compiono azioni poetiche e surreali come quelli di una fiaba non meglio definita. Di recente ha iniziato a combinare la sua “tecnica con la carta” e disegni che affrontano tematiche sociali.

James Kalinda

James Kalinda vive sull’ appennino reggiano. James Kalinda firma i suoi disegni con un fumetto nero. Mette al centro delle sue rappresentazioni gli esseri umani mentre la desolazione dei luoghi abbandonati, come case e fabbricati, sono il paesaggio tipico di cui si nutre la sua creatività. Il suo lavoro ha un forte legame anche con la natura e le sue deformazione. I temi ricorrenti nei suoi lavori sono la vita e la morte e le montagne.

P54

Nasce a Parma nel 1981. Si diploma in Arti Grafiche Applicate presso l’Istituto Statale d’Arte P.Toschi nel 2000. Vive e lavora a Parma, come Grafico-Illustratore.

La sua ricerca artistica si concentra sull’anima, sulla solitudine e il destino spesso avverso di soggetti animali o umani, che lottano contro il tempo che fugge e distrugge. Il simbolismo e la narrazione sono parte fondamentale della sua opera. Chiavi e lucchetti visti come domande e risposte, fiamme che bruciano, bende che imprigionano e chiodi che feriscono. È una lotta continua contro noi stessi e la vita; la cosa importante è vendere cara la pelle. “La vita ci vuole morti”.

Francesco Gianelli

Francesco Gianelli (b. 1984), grafico, nasce e vive a Trecasali.  Dal 2011 si dedica al progetto Lowland, realtà multidisciplinare che si occupa di produzione artistica e comunicazione con sede a Parma. Designer & Company Owner di Flat Socks dal 2014, collabora con Karhu, Volta e Fear of God. Il Po, lo skate e il blues influenzano e guidano la sua ricerca artistica, che lui definisce “Visual Blues”.

Lufo

Luca Longi | Lufo nasce a Sant’Elpidio a Mare (FM) il 25 gennaio del 1995.
Nel 2018, dopo essersi laureato in Scienze politiche e delle relazioni internazionali all’Università di Macerata si è iscritto al corso di Arti Visive all’Università di Bologna, città dove studia e lavora.
Dice di sé: “Mi piacciono l’immaginario gotico, bizzarro e grottesco, il vino rosso e le imprecazioni.”
Di recente ha presentato il proprio lavoro “Il giardino di Belzebù” alla Parma Tattoo Rock Fest 2019.

Pasa ha la gola colorata di blu

Giulia Frascari è un’illustratrice bolognese di 27 anni che si fa chiamare Pasa, disegna tutto ciò che pensa e vede nella sua quotidianità. Il suo tratto deciso e incisivo ruba l’attenzione di chi non si ferma mai al primo sguardo. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti a Bologna per pochi mesi, la Nuova Eloisa a Bologna e la Scuola Internazionale di Comics a Firenze. Disegna la notte, dorme di mattina e beve caffè durante il pomeriggio.

Gianluca “Tenia” Gambino

Nato nel 1986, in Sicilia, esattamente a Catania, il percorso artistico di Gianluca Gambino aka “Tenia” inizia come illustratore all'età di 25 anni. Appassionato d'arte fin dall'infanzia, è un illustratore/serigrafo/xilografo autodidatta che decifra la sua traboccante immaginazione attraverso la pittura digitale, il disegno ad inchiostro e l’incisione a mano.

Il lavoro personale dell'artista parte dal desiderio di concentrarsi sulla condizione mortale dell'essere umano, sulla fragilità e brevità della vita che si lega alla certezza della morte, indagando sul concetto del "Memento Mori". 

Il tema del Memento mori è da sempre legato a una serie di simboli iconografici che l’artista riprende e reinterpreta nelle sue opere per dar vita a un mondo surreale e macabro, immobile e senza tempo, in cui alla figura umana viene assegnato lo stesso ruolo della natura morta. La fine della vita merita di essere catturata e raffigurata, attraverso allegorie serenamente tristi, costellate da una simbologia occulta e intima, in cui è possibile fissare in un istante la Nera Mietitrice. I Memento mori che sono alla base delle opere dell'artista diventano così un mezzo per riflettere sulla transitorietà e la natura provvisoria della condizione umana, costituendo allo stesso tempo una sorta di celebrazione per vivere pienamente nella consapevolezza della propria mortalità. Tenia celebra la fragilità dell'essere umano con l'unica certezza che anche questa fragilità finirà un giorno.

BLUXM

Nasce a Carrara (MS) nel 1989 e successivamente si trasferisce a Parma, dove ottiene l'attestato di "Maestro d'arte", presso il Liceo Statale P. Toschi nel 2010. città dove tuttora vive e realizza le sue opere.  
Inizia il suo percorso come grafico-illustratore ma ama cimentarsi in varie tecniche tra cui la pittura, la street art ed altri lavori manuali.

BLUXM usa il Surrealismo per esprimere il lavorio dell'inconscio attraverso geometrie spesso commiste ai soggetti che sceglie di rappresentare (uomini, animali e altre creature): è il suo marchio stilistico più riconoscibile. Le ispirazioni vengono dall'arte, dalla strada, dalla musica e fluiscono mescolandosi ai propri vissuti personali.

Ogni disegno o dipinto è il prodotto di uno stato d'animo indagato a fondo con minuzia tecnica. BLUXM invita l'osservatore a scorgere nell'immagine un significato nascosto, chiamandolo a interpretarla in modo attivo.

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