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Lo spazio del Teatro del Tempo, amato dagli artisti anche per il rapporto ravvicinato con il pubblico, esige piccoli numeri, con l’esigenza della qualità, nel rispetto della tradizione, delle drammaturgie contemporanee e nell’impegno di nuove produzioni.

Anche la stagione 2022-2023, realizzata con il sostegno di Comune di Parma, Fondazione Monteparma, e con il supporto di Egidio e Giulia Amoretti e Fondazione Prof. Roberto Massini, è caratterizzata da un’identità forte, basata su una comunità di artisti che collaborano da più di vent’anni (il M. Luca Savazzi e Stefania Rava, il M. Davide Carmarino, Fabrizio Croci) e ancora su stabili presenze come Carlo Ferrari, Franca Tragni e Savino Paparella, e con novità come Didi Bozzini. Nell’ultimo decennio i lavori di Matteo Bacchini, autore molto apprezzato e guida dei laboratori con Luca Savazzi, hanno dato preziosa linfa e arricchito l’attività del teatro. Emerge una grande attenzione per la musica, alla quale, nelle sue forme molteplici, viene dato grande spazio. Una linea costante è inoltre il rapporto con testi letterari come “Venere e Adone” di e con il grande Roberto Latini, “Grappoli di rabbia”, lettura scenica di Fabrizio Croci da Steinbeck, la ripresa dell’apprezzato Omaggio a Joyce. Lo spettacolo d’inizio, Otello Remix, non è solamente il saggio degli allievi dei laboratori, ma ancor più il ricordo di uno storico amico del Teatro del Tempo, Toni Buccarello.

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Ultimo aggiornamento: 06-04-2023, 10:22