NOTIZIE / 17.09.13 / FAMIGLIA E PERSONA

I tumori in età pediatrica. Prevenzione e diagnosi precoce

Il 21 settembre a Parma un convegno rivolto ai professionisti del settore sanitario.
Tumori in età pediatrica int

Anche se meno diffusi che nell’età adulta, i tumori sono, dopo gli incidenti, la più frequente causa di morte dei bambini. L’oncologia pediatrica si occupa dello studio e della cura delle neoplasie nella fascia d'età 0-15 anni. Nella pratica, l'analisi si estende al limite dei 21 anni e indefinitamente per alcune neoplasie tipiche del bambini che si presentano, sia pure eccezionalmente, in età adulta. I fattori di rischio evidenziati sono numerosi, ma le conclusioni sono ancora molto incerte. In particolare i fattori per i quali è stato dimostrato in modo sicuro un aumento del rischio di tumori pediatrici sono le radiazioni ionizzanti (inclusa la radioterapia) che causano un ampio spettro di tumori ematologici e solidi.

Il convegno "Tumori pediatrici: prevenzione e diagnosi precoce" promosso da LILT Parma con il patrocinio di Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, Azienda Unità Sanitaria Locale, Comune di Parma e Provincia di Parma, Ordine dei Medici e Università degli Studi, in programma per sabato 21 settembre alle ore 8,30 presso la Sala Convegni dell’Ordine dei Medici di Parma in Via Po 134 a Parma, vuole fornire un momento di formazione/informazione rivolto a pediatri, medici chirurghi, medici di medicina generale, radiologi, radioterapisti, infermieri e tecnici di radiologia (ECM richiesti) per approfondire le tematiche della prevenzione e della diagnosi precoce quali strumenti essenziali al fine della riduzione dell'incidenza dei tumori nei bambini.

L'occasione è anche quella di introdurre il futuro dell'Onco-Ematologia pediatrica con particolare attenzione alla genomica e alla epigenetica per la diagnosi e gli approcci terapeutici innovativi.

Laura Rossi, assessore al Welfare del Comune di Parma: “Come Amministrazione Comunale sosteniamo con convinzione questo tipo di iniziative, finalizzate a sensibilizzare alla prevenzione e all’importanza della ricerca: due aspetti fondamentali per affrontare queste delicate tematiche”.

Stefania Pugolotti, presidente LILT Sezione Provinciale di Parma: “Fino ad ora la LILT si è interessata alla prevenzione dei tumori negli adulti. Purtroppo il numero elevato di casi nell'età infantile ed adolescenziale, ci ha convinto a proporre questo incontro agli esperti del settore per fare il punto della situazione sulle problematiche  inerenti all'uso ed abuso di alcuni interventi diagnostici.

Rocco Paolucci, referente scientifico di LILT Parma afferma che “occorre prescrivere un esame radiologico sempre dopo aver valutato il rapporto tra i rischi e i benefici.” E aggiunge  “Troppi esami danneggiano la salute, l’eccessiva esposizione a radiazioni, specie se questo accade in tenera età, aumenta i rischi di tumore. Lo afferma il New York Time ed i radiologi italiani confermano: “in Italia vi è un abuso di Rx, TAC e esami simili. Inoltre, il 30 ed il 50 per cento degli esami sono prescritti o eseguiti in maniera inappropriata (…) Le forme di cancro maggiormente sollecitate dalle radiazioni dei laboratori medici sono leucemia, cancro del polmone, della tiroide, del cervello e della mammella. Con questo convegno ci rivolgiamo a tutti i professionisti del settore sanitario e in particolare ai pediatri chiamandoli ad una maggiore attenzione nella prescrizione di esami radiologici ed in particolare di TAC, valutando preventivamente il rischio radiobiologico indotto nei bambini ed adolescenti. Sul British M.J. ricercatori australiani hanno evidenziato nei bambini e adolescenti sottoposti a TAC un 24% di probabilità in più di sviluppare un tumore rispetto al gruppo di controllo.”

 Giancarlo Izzi, Direttore Dipartimento Materno Infantile U.O. Pediatria e Oncoematologia Ospedale di Parma aggiunge “Ci sono momenti della Società in cui è necessario ritornare al buon senso antico. L'enorme avanzamento della Scienza e della Tecnica negli ultimi anni, in particolare in Medicina, ha fatto pensare che la malattia sia sconfitta e che la guarigione sia facilmente ottenibile grazie anche alle tecniche diagnostiche sempre più sofisticate, incisive e affascinati anche nel modo di presentarsi, per cui solo la “colpa” di qualche medico giustifica la malattia non controllata.

Le indagini radiologiche sono un elemento di grande fascino perché permettono anche al profano di “vedere” la malattia del corpo e la tomografia computerizzata, con le possibilità di ricostruzione dell'immagine e rapidità d'uso, è in gran voga.

Come tutto quanto è legato alla Medicina, i vantaggi spesso non sono confrontati con gli inconvenienti che ogni atto medico comporta e la possibilità di “vedere” un'immagine (che è pur sempre una ricostruzione e non un dato reale) fa dimenticare che cosa comporta l'esecuzione di quell'indagine.

Il Convegno che la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e l'associazione Noi per Loro propongono a noi tutti vuole essere un momento di riflessione e di rivalutazione dei vantaggi e degli inconvenienti che le tecniche diagnostiche per immagine offrono ai medici che si interessano dell'età pediatrica, ai loro genitori e alla Società tutta.

Non vuole essere un allarme contro le radiazioni di per sé - concetto molto in voga di questi tempi - ma un'occasione di informazione fatta da esperti e da medici costantemente impegnati in prima linea nella cura dei pazienti oncologici, a vantaggio di un uso valido ed efficace - e non miracolistico - degli strumenti radiologici.

Nel contempo, si pone l'obiettivo di riportare l'attenzione sui cardine del sapere medico, che si fonda sull'arte antica della semeiotica, dell'anamnesi e sulle conoscenze del medico, il quale riesce a “pensare” alla malattia (nel nostro caso, alla malattia tumorale) rilevando i primi segni sospetti, che permettono così di intervenire in fasi sempre più precoci (quanto minore è la dimensione della malattia tumorale, tanto maggiori sono le possibilità di guarigione).

La diagnosi precoce è quindi importante, anche se non decisiva, nella cura dei bambini malati di tumore e questo percorso virtuoso è nelle mani dei pediatri e dei medici di medicina generale.

L'intervento sempre più precoce e le terapie antitumorale odierne hanno portato agli attuali risultati, indicando che, in Italia, tutti i bambini colpiti da una forma di tumore hanno una sopravvivenza di oltre il 75%. Ad esempio, il tumore di Wilms al primo stadio ha una possibilità di guarigione che supera il 95% dei casi come pure l'epatoblastoma.

Siamo quindi certi che il Convegno sarà una buona occasione di confronto tra i professionisti che curano i giovani, per ripensare alle modalità di approccio, all'uso dei mezzi diagnostici da un lato e alla malattia tumorale pediatrica – con le prospettive di prevenzione e di diagnosi precoce oggi disponibili - dall'altro”.

Partecipano | Rossi Laura

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