NOTIZIE / 18.04.14 / SCUOLA

Acqua del rubinetto nelle mense scolastiche comunali a partire da settembre

E’ stato sottoscritto questa mattina il protocollo d’intesa per l’utilizzo dell’acqua di rete nelle mense dei nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie e secondarie di primo grado, a partire dall’anno scolastico 2014-2015.
acqua di rete

Sottoscritto questa mattina il protocollo d’intesa per l’utilizzo dell’acqua di rete nelle mense dei nidi, scuole dell’infanzia e scuole primarie e secondarie di primo grado, a partire dall’anno scolastico 2014-2015. Erano presenti: Nicoletta Paci, vicesindaco Comune di Parma con delega alla scuola e servizi educativi; Gabriele Folli, assessore ambiente e mobilità Comune di Parma;  Loris Borghi, rettore Università Studi di Parma; Francesco Zilioli, direttore Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione – Ausl Parma; Vito Belladonna, direttore Atersir;

Lorenzo Bagnacani, Presidente Iren acqua gas Spa e il professor Renzo Valloni, direttore del Centroacque.eu dell’Università degli studi di Parma.

“Si tratta di un momento importante – ha  precisato l’assessore Folli – per fare in modo che l’acqua di rete sia apprezzata non solo dai ragazzi che frequentano le scuole comunali di Parma, ma anche dalle loro famiglie. Le implicazioni legate al mancato utilizzo di bottiglie di plastica sono molto rilevanti da un punto di vista ambientale”. Una tesi condivisa dal direttore di Atersir Vito Belladonna che ha sottolineato come “l’acqua di rete sia di buona qualità, lo scorso anno in Italia il consumo medio di acqua in bottiglie sia stato di 200 litri pro capite con un’incidenza pari a 1.400.000 tonnellate di CO2”. Un dato che potrebbe essere ridimensionato proprio grazie alle buone pratiche legate all’utilizzo dell’acqua del rubinetto.

Il vicesindaco Nicoletta Paci, con delega alla scuola ed ai servizi educativa, si è soffermata sul valore formativo del progetto. “L’accordo – ha spiegato – è stato inserito nel nuovo bando della ristorazione dove è previsto l’uso dell’acqua di rete nelle mense scolastiche”. Si tratta, ha spiegato, di un tema non nuovo in quanto già trattato nell’ambito del progetto “Crescere in armonia” che ha visto gli alunni coinvolti nella conoscenza della filiera legata all’acqua: dalla sorgente ai centri in cui viene tratta. “Nel mese di maggio – ha aggiunto – il percorso proseguirà con incontri rivolti a insegnanti e genitori per informarli su come l’acqua di rete sia una risorsa per il territorio in quanto sana e controllata, a volte, migliore di quella in bottiglia”. Ha illustrato anche i vantaggi ambientali legati alla sottoscrizione del protocollo in particolare al mancato utilizzo di bottiglie di plastica, circa 20.000 kg in meno di bottiglie di plastica usate nelle mense.

Il rettore, Loris Borghi, ha anticipato che sta per essere predisposto un accordo quadro tra Università e Comune per valorizzare le conoscenza presenti all’interno dell’Ateneo a vantaggio del territorio. “E questo protocollo rappresenta senza dubbio un passo importante anche come strumento per informare la cittadinanza circa l’importanza legata agli effetti positivi di chi beve molta acqua”

Il direttore del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizio dell’Ausl, Francesco Zilioli, si è soffermato sulla sicurezza dell’acqua del rubinetto che viene sottoposta costantemente a controlli

Lorenzo Bagnacani ha paralato del protocollo come di uno strumento che introduce “cambiamenti culturali attraverso un processo virtuoso legato ad un approccio innovativo all’acqua di rete. Ed ha ricordato che l’acquedotto di Parma è di 2.900 Km e che ogni anno vengono effettuate da Iren 640.000 analisi di cui 100mila su territorio di Parma. E’, quindi, giusto informare sulla qualità dell’acqua garantita dai gestori per promuovere comportamenti virtuosi”

La novità si inserisce in un processo legato non solo all’educazione al benessere, ma anche in un’ottica di educazione alla sostenibilità che avrà in un programma di incontri informativi con le famiglie e il personale scolastico nel prossimo mese di maggio, un passaggio di fondamentale importanza. Non usare bottiglie di plastica significa ridurre non solo la quantità di rifiuti, ma anche la quantità di anidride carbonica emessa nell’aria.

Un percorso di tipo educativo – ambientale, quindi, che potrà essere attuato grazie alla sinergia di azione di diversi soggetti a partire dal Comune, che svolge un ruolo di coordinamento, e che vede coinvolti l’Università degli Studi di Parma, Centroacque.eu; l’Azienda Unità Sanitaria Locale attraverso il servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, il Gruppo Iren attuale gestore della rete idrica di Parma e Atersir, soggetto partecipato dalle Amministrazioni locali, quale ente regolatore del servizio idrico integrato e della gestione dei rifiuti urbani.

Cinque soggetti che condividono un percorso comune grazie alla sottoscrizione del protocollo di intesa volto a promuove il consumo dell’acqua della rete idrica di Parma nelle scuole e nei servizi educativi al posto di quella nelle bottiglie. Un percorso condiviso che li impegna, per le parti di competenza, in diverse azioni.

Si tratta di un percorso articolato che prevede la pianificazione e la realizzazione di una campagna informativa a sostegno del passaggio dell’acqua in bottiglia all’acqua di rete in tutte le scuole del Comune di Parma (nidi, scuole infanzia, primarie e secondarie di primo grado); lo svolgimento di incontri formativi e di approfondimento nella scuole; visite guidate alle reti di distribuzione dell’acqua ed alla filiera connessa oltre che ai laboratori di Iren Spa; distribuzione di materiali illustrativi; elaborazione di eventuali cartografie tematiche; pubblicazione e messe in rete dei risultati delle analisi effettuate da Ausl, Iren Spa e gestore della ristorazione scolastica.

La sottoscrizione del protocollo di intesa rappresenta, quindi, per il Comune una priorità per l’impatto ambientale legato al passaggio dall’acqua in bottiglia all’acqua di rete che avverrà nel rispetto delle più strette garanzie legate al controllo dell’acqua stessa da parte dell’Ausl – Servizio di Igiene degli alimenti e nutrizione e di Iren che verificano la qualità dell’acqua potabile lungo tutta la sua filiera: dall’origine, attraverso le reti di distribuzione, alle utenze. A ciò si affianca l’azione svolta dall’Università con specifici gruppi di ricerca sul tema acqua come il Centro Acque ed Atersir che promuove l’utilizzo dell’acqua potabile in vista della riduzione dei rifiuti. 

 


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Vi scrivo per dichiarare il mio rifiuto sul’acqua del rubinetto ai miei figli nei nidi e scuole.
Utilizzando qualunque tipo di filtro ci sono sempre svantaggi e anche dei vantaggi, però gli svantaggi sono dei rischi al benessere dei miei figli, voglio rifiutarmi che l’acqua dei rubinetti sia fornita/obbligo nei nidi e scuole. (Iniziamo a dare le acqua hai adulti, e dopo forse hai nostri piccoli bambini, il quale ancora non possono rifiutarsi e non hanno neanche la consapevolezza per fare e decidere).
Visto che lo svantaggio di bere l’aqua in bottiglia è “insostenibilità ambientale”, facciamo noi adulti come esempio.

In particolare sul nidi e scuole materna, dove i bambini non possono bere l’acqua fornita dai genitore, perché non sanno fare, e quindi bevano qualunque cosa li diano, e non trovo proprio giusto.

Spero avere in breve una vostra risposta.


Vi elenco sotto alcuni datti sul’acqua dei rubinetti, che si trovano facilmente sul internet.

Che cosa bere, davvero, quando beviamo l'acqua del rubinetto?
Cloro e/o clorammine vengono utilizzati come disinfettanti e arrivano sempre nei nostri rubinetti.
Il cloro è altamente dannoso per la salute. Secondo il Consiglio per la Qualità Ambientale degli Stati Uniti il rischio di cancro tra le persone a bere acqua clorata è del 93% più alto.

Altre sostanze che possono essere trovati in acqua di rubinetto
• Metalli pesanti: alluminio, piombo, arsenico, cromo ...
• Il fluoro: non solo non è necessario, come un modo per prevenire la carie, ma è anche molto dannoso per la nostra salute.
• Pesticidi ed erbicidi: il loro uso indiscriminato soffrono non solo nei nostri piatti, ma anche in acqua, quando questi inquinanti sono lavati via dalla pioggia, neve e rischi.
• Resti di farmaci: farmaci in fiumi e bacini che alimentano le nostre case. Sono resistenti a trattamenti con impianti di trattamento finiscono apparire in acqua di rubinetto.
• Isotopi radioattivi: radioattività naturale, di energia e di incidenti nucleari, fuoriuscite "accidentali" nei fiumi (come quella nel Tago) Le conseguenze sono ancora imprevedibili.
• I composti organici volatili, ecc.

Classi di filtri e sistemi di depurazione
Ci sono diversi tipi di filtri per l'acqua, ciascuna con i suoi vantaggi e svantaggi:
• Filtri a carbone attivo granulare: efficace per eliminare il cloro e ridurre i metalli pesanti, pesticidi e altre sostanze tossiche. Svantaggio: elimina la cloramina, fluoro e la maggior parte degli isotopi radioattivi.
• L'osmosi inversa: anche se elimina un sacco di tossine, non senza gravi inconvenienti. Per fare un esempio: L'American Medical Association (American Medical Association), in un comunicato, ha messo in guardia le persone sul loro uso, in quanto hanno scoperto che questi sistemi ad osmosi inversa pericolosamente concentrati livelli di mercurio e alluminio nell'acqua.
• Distillazione: Distillazione non rimuove fluoro dall'acqua né cloramina. Oggi c'è molta polemica per quanto riguarda i suoi benefici. I pionieri della moda e fare uso negli Stati Uniti a metà fine del secolo scorso, ora stanno suggerendo che limitano il loro uso.
• Filtri a gravità: sono filtri in cui l'acqua scorre molto lentamente attraverso un filtro ceramico che elimina gran parte delle sostanze tossiche in acqua. Tuttavia convenzionale gravità filtri carbone recanti solo all'interno permettendo sostanze come fluoro, cloramina e isotopi radioattivi rimanere nell'acqua.
• Filtri di argilla vulcanica: sono molto efficaci finché l'acqua lentamente penetrare. Essi sono utilizzati anche in impianti nucleari per ripulire scorie radioattive.

È l'acqua in bottiglia è meglio?
Senza entrare nel dettaglio circa se la qualità delle acque in bottiglia è superiore, vi è un aspetto di non bere l'acqua in bottiglia: insostenibilità ambientale.
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Mi associo al signore che mi precede per sollecitare un Vs. intervento sulle fontane del Parco Bizzozero che stanno andando in rovina (quella dell'acqua frizzante è addirittura oggetto di rotture e vandalismi vari....)Ricordo i giorni dell'inaugurazione con promesse varie da parte di Iren e degli assessori pro-tempore (erano della giunta Vignali e quindi da prendere con le molle...e totalmente inaffidabili),perchè lasciate andare tutto in malora? Dopo a ricostruire si spende il doppio/triplo ecc.ecc.
Si può avere una risposta da qualcuno?
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Bene, visto il risparmio previsto, adesso diminuirete anche le tariffe per le famiglie o fate solo guadagnare Iren con la maggior acqua erogata?
E poi, filtrerete l'acqua (che cosi' com'e', e' pesantissima) o no?
Ed intanto che ci siete, la fontana di via Bizzozzero, cosa aspettate ad aggiustarla, #lagiuntadelfare(poco)?!
Numero Unico 0521 40521
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