NOTIZIE / 28.09.15 / CULTURA

Il cinema di Orson Welles alla Casa della Musica

Venerdì 2 ottobre si apre alla Casa della Musica l’omaggio a Welles a 100 anni dalla nascita.

Orson Welles

Sarà il capolavoro assoluto di Macbeth, del 1948, ad aprire il calendario delle proiezioni di “Filming Shakespeare, Orson Welles tra Shakespeare e Verdi. Omaggio a cent’anni dalla nascita”, una nuova edizione di “Cinema alla Casa della Musica” che fa parte delle iniziative organizzate dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma collaterali al Festival Verdi: un ciclo di quattro film che, realizzato con la collaborazione della Fondazione Cineteca di Bologna, offre una scelta di opere molto significative della produzione di Welles legate a quel rapporto tra musica e cinema che in questi anni la Casa della Musica ha già affrontato con cicli di proiezioni, convegni, pubblicazioni.

La proiezione avrà luogo alle ore 21 di venerdì 2 ottobre presso la Sala dei Concerti della Casa della Musica e sarà, come le altre che seguiranno, a ingresso gratuito.

La travagliata storia della nascita di questo Macbeth diventerà una costante per il séguito della carriera del grande Orson Welles. Nel 1947 un produttore hollywoodiano minore, Herbert Yates, finanzia con una modestissima somma il progetto di portare il Macbeth di Shakespeare sul grande schermo. In preparazione del film, Welles mette in scena la tragedia a teatro, quasi con lo stesso cast del film. La troupe si trasferisce poi in California e continua a provare per circa due settimane. Welles chiede agli attori di recitare il testo con un accento scozzese. Le riprese, interamente realizzate negli studi della Republic, durano pochissimo, dal 23 giugno al 17 luglio. Poco dopo, Welles parte per l’Europa, dove lavora a distanza al montaggio del film, portandolo a termine soltanto dopo il suo rientro a Hollywood, nell’aprile del 1948. A settembre il film viene iscritto al Festival di Venezia, e subito dopo ritirato. Dopo la prima proiezione negli Stati Uniti, il produttore esecutivo della Republic, Charles K. Feldman, chiede a Welles di eliminare l'accento scozzese del playback, costringendolo a ricorrere al doppiaggio, e di ridurre la lunghezza del film di circa venti minuti, passando dalla durata originale di 102’ a quella di 81’ della versione distribuita. Nonostante la brevità della produzione, fu girato in così breve tempo grazie all'intervento di una produzione specializzata in B movies, Welles riesce a trasformare il testo teatrale in un dramma primordiale, cupo e brutale.

Per ogni ulteriore informazione, www.lacasadellamusica.it, tel. 0521031170.


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