NOTIZIE / 06.11.17 / CULTURA

"Padroni delle nostre vite"

Uno spettacolo e una mostra dedicati alla legalità in Galleria San Ludovico, sabato 11 la performance e fino al 26 novembre l'esposizione.

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Uno spettacolo e una mostra dedicati alla legalità ad opera dei ragazzi del Toschi e del Conservatorio: in Galleria San Ludovico, sabato 11 la performance e fino al 26 novembre l'esposizione.

Padroni delle nostre vite” è l’esito finale di un laboratorio artistico sul tema della legalità, realizzato da docenti e studenti del Liceo Artistico P.Toschi in collaborazione con il conservatorio Arrigo Boito, con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma, oltre alla collaborazione dell’istituto Cervi e il sostegno di Conad, che si articola in due momenti: uno spettacolo teatrale e una mostra.

“E' una soddisfazione sostenere questo progetto – ha esordito l'assessore alla Cultura Michele Guerra – frutto di una azione sinergica tra il liceo Toschi e il Conservatorio e che si avvale della prestigiosa collaborazione dell'istituto Cervi per affrontare il tema della legalità, basilare per la nostra democrazia e coscienza civile, attraverso l'impegno e la sensibilità dei giovani che lo hanno realizzato”.

“Abbiamo ospitato la “rappresentazione 0” di questo spettacolo nei nostri spazi – ha detto la senatrice Albertina Soliani in qualità di presidentessa dell'Istituto Cervi – ed è stato molto emozionante vedere con quanta responsabilità, profondità e freschezza i ragazzi abbiano affrontato la tematica del rispetto del diritto, della legalità e della giustizia”.

La performance teatrale e musicale si terrà sabato 11 novembre nella Galleria San Ludovico, sia alle ore 17 che alle 19, e sarà aperta ad un numero massimo di 40 spettatori per ciascun spettacolo (è consigliata la prenotazione al numero 0521 282270).

La mostra, che ripropone lo spettacolo nel suo allestimento originale ma con l’apporto di un video in sostituzione della presenza di attori e musicisti, sarà ospitata sempre in Galleria San Ludovico, e rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre, nelle giornate di giovedì e venerdì, dalle 13 alle 17, e sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30.

Si tratta della fase finale di un progetto del MIUR - Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - che ha visto all’opera docenti e studenti allo scopo di recuperare la centralità della scuola in funzione delle dinamiche evolutive dei ragazzi, partendo dal tema della legalità approdando a quello di cittadinanza attiva.

Come hanno spiegato Roberto Pettenati, dirigente scolastico del Liceo Artistico Paolo Toschi, e Sonia Menichelli, per il coordinamento generale, l’obiettivo del progetto è stato quello di promuovere la conoscenza e l’esercizio dei diritti e delle responsabilità civiche finalizzate all’acquisizione di capacità critiche che consentano una partecipazione attiva e responsabile fondamentale per il progresso della società civile.

La necessità di individuare un elemento tridimensionale che potesse diventare l’espressione del concetto di legalità ha portato gli studenti della “4B - arti figurative” a individuare nel vaso il soggetto da cui partire.

E’ stata considerata la necessità di contenere la società in un insieme di abitudini e regole volte a preservare i diritti e i doveri dei cittadini: in questo senso il vaso è stato scelto come simbolo rappresentativo della legalità, un contenitore funzionale al contenuto che lo caratterizza.

I “Vasi sonori” sono i tre vasi in terracotta che hanno origine da un’unica grande sfera dalla quale vengono a crearsi forme diverse. Dovendo contenere e trasmettere il suono, le casse di risonanza sono state realizzate in modo da ottenere modulazioni sonore differenti.

C’è poi un grande vaso, sezionato seguendo il movimento di una linea serpentina che allude a una proiezione tridimensionale dello yin e dello yang, elementi opposti nell'equilibrio perfetto, che rappresenta il movimento della vita come compresenza e avvicendamento di forze negative e positive in equilibrio tra loro. Da questo vaso nascono il vaso di Pandora, che allude alla città attuale, e il vaso di luce, che allude alla città ideale.

Anche i materiali coi quali sono state foderate le griglie in ferro sottolineano il loro carattere: resina epossidica, ottenuta dagli scarti di lavorazione del petrolio per il vaso di Pandora, e PLA, che si ottiene dalla fermentazione del mais, per il vaso di luce.

L’installazione di bottiglie di plastica invece è il simbolo dell’inquinamento, nei confronti del quale si vuole richiamare l’attenzione, mediante il linguaggio artistico, sottolineando la gravità del problema.

Infine, ci sarà un vaso che viene costruito “in scena”: rappresentazione della volontà di dare sempre una forma al contenitore necessario alla nostra vita.

In “Padroni delle nostre vite” (produzione che può essere definita come “Teatro/Musica/Scultura/Video”) la componente musicale si propone di agire in dialettica stretta con le altre espressioni in gioco: i vasi sonori, la drammaturgia, oltre alla diffusione di frammenti video realizzati sempre dagli studenti del Liceo Toschi.

“L'aspetto musicale del progetto - ha sottolineato Luigi Abbate, coordinamento musicale generale – ha dato modo ai nostri allievi di concretizzare, attraverso la loro performance, un impegno e una riflessione nei confronti della significativa tematica della legalità”.

“E' importante sottolineare – ha aggiunto Mariangela Dosi, regia teatrale – che la forma teatrale scelta e voluta dai ragazzi non è ludica ma impegnata: un segnale basilare che ci fa capire con quale impegno e responsabilità si siano approcciati a questa tematica e a questo lavoro”.

Agli strumenti “acustici” (sassofono contralto e contrabbasso) sono destinati lavori originali scritti da due studenti di composizione ed eseguiti da due allievi di strumento del Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma, mentre i brani elettronici saranno “acusmatici”, cioè non affidati a esecutori in carne e ossa, ma “suonati” da altoparlanti collocati all’interno dei vasi che fanno risuonare dalle loro cavità le voci trasfigurate dei giovani attori, ma che si possono anche toccare (e il pubblico è invitato a vivere anche questa esperienza tattile, interagendo in modo diretto con le sculture stesse).

Gli autori “acusmatici” (sempre allievi del corso di composizione elettronica del “Boito”) hanno studiato le curve di risonanza dei vasi e hanno poi realizzato una trama di suoni che s’intreccia al tessuto narrativo, fornendo un contributo di verità e di sapienza che può evocare le sentenze degli antichi oracoli.

Partecipano | Guerra Michele

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