NOTIZIE / 16.09.20 / TURISMO

Nel Segno del Giglio d'autunno

Mostra mercato del giardinaggio di qualità in Cittadella. Appuntamento venerdì 18, sabato 19 e domenica 20, dalle 10 alle 19.

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Per la prima volta a Parma, la manifestazione “Nel Segno del Giglio d’Autunno”, organizzata e promossa da Società Cooperativa Artour e patrocinata dal Comune di Parma, rientra negli eventi previsti dal programma di Parma Capitale della Cultura 2020-2021, e si volgerà nel parco della Cittadella venerdì 18, sabato 19 e domenica 20 settembre.

L'iniziativa è stata illustrata, nel corso di una conferenza stampa, da Christian Stocchi, Sindaco di Colorno; Cristiano Casa, Assessore al Turismo del Comune di Parma; Danilo Biacchi, Presidente cooperativa Artour e Vitaliano Biondi, curatore dell'evento.

L'edizione primaverile a Colorno si è svolta, quest'anno, in aprile, solo in forma virtuale a causa dell'emergenza Covid 19 ma ritornerà il prossimo anno, sempre in aprile, laddove è nata 27 anni fa.

L'Assessore al Turismo Cristiano Casa ha rimarcato come l'edizione autunnale di “Nel Segno del Giglio” in Cittadella rappresenti un bell'esempio di lavoro di squadra per valorizzare il territorio. Si tratta di una novità in continuità con le passate edizioni svoltesi a Colorno e si fonda sulla collaborazione tra Parma ed il territorio, in questo caso Colorno. Ha ricordato come Parma abbia una tradizione importante legata al tema delle piante che risale ai tempi dei Farnese ed a quelli di Maria Luigia e l'evento in Cittadella costituisce un'occasione ulteriore a favore di turisti, visitatori e appassionati.

Christian Stocchi, Sindaco di Colorno, ha ricordato che la presentazione dell'edizione autunnale di “Nel Segno del Giglio” è l'occasione per lanciare quella in programma il prossimo anno a Colorno dal 23 al 25 aprile, in continuità con il passato.

Danilo Biacchi, Presidente cooperativa Artour, ha sottolineato come in Cittadella il prossimo fine settimana ci saranno 80 espositori tra vivaisti e artigiani legati al tema del verde. Per l'occasione verranno applicate le norme anticontagio e per coloro che faranno acquisti in Cittadella sarà possibile utilizzare auto elettriche messe a disposizione dell'organizzazione per trasportare quanto acquistato alla propria auto, anche se distante dalla Cittadella.

Vitaliano Biondi, curatore dell'evento, si è soffermato sugli incontri previsti nel gazebo del verde: “Biofilie, incontri di ecologia affettiva” facendo alcuni riferimenti alla tradizione legata al verde, ai fiori ed alle piante della città di Parma.

Il titolo della manifestazione, richiama immediatamente una mostra primaverile - punto di riferimento di tutti gli appassionati di piante e fiori- molto nota, Nel Segno del Giglio, storicamente collocata nel parco della Reggia di Colorno, il Palazzo Ducale di Maria Luigia d’Austria Duchessa di Parma.

Perché proporre una versione autunnale di Nel Segno del Giglio? Perché l’autunno, con il suo clima mite, l’umidità notturna costante, il terreno più accogliente, è la stagione ideale per mettere a dimora piante perenni o biennali, cespugli e siepi, per rifare i prati sofferenti e riempire antiestetici buchi nelle aiuole o nei vasi derivati da piante seccate o ammalate.

In un anno particolarmente difficile come il 2020, segnato dalla grande emergenza sanitaria, il ritrovarsi di molti dei migliori florovivaisti conferma che il “verde” e la cultura del verde sono assolutamente necessari al benessere delle persone e alla diffusione del “bello”, richiamando più che mai l’interesse del pubblico. Le piante e i fiori, infatti, possono disegnare, arredare, completare ogni angolo di giardino, terrazzo o balcone, contribuendo anche a migliorare la qualità dell’aria.

Protagonisti assoluti della manifestazione sono i vivaisti, una trentina di raffinati espositori – fra i quali, oltre a nomi ormai consolidati, anche giovani promettenti come i piemontesi Gardenesque o gli instancabili Giardini dell’Indaco- che proporranno coloratissime piante che fioriscono in autunno. Scoprirete dunque splendide dalie inglesi dal fogliame quasi nero e dai grandi fiori, piante a bassissime esigenze idriche come il Sedum Matrona, tradescantie in varietà non comuni, cespugli fioriti come abelia grandiflora e lagerstroemia rubra magnifica, intriganti tricyrtis, l’eclettica hakonechloa macra
e le intriganti hoste, succulente particolari dalla fioritura straordinaria come la stapelia variegata, rose variegate in nuove sfumature, aromatiche perenni, erbacee perenni o biennali, bulbi tuberi e rizomi
da piantare ora per poterne godere le prolungate – e spesso profumate - fioriture il prossimo anno.

Chi non ha il giardino ma ama arredare la casa con le piante, troverà originali kokedama e piante da interno insolite, anche da appendere in qualsiasi angolo della casa laddove non ci sia spazio per posarle a terra. Chi invece vorrà entrare nel magico mondo delle zucche, si stupirà delle innumerevoli varietà, sia a scopo alimentare che decorativo.

La manifestazione accoglie anche espositori con arredi da esterno e da giardino, aziende agricole locali e non con specialità alimentari, artigiani selezionati per la qualità delle loro proposte artistiche - dai curiosi segnavento alle ceramiche Raku - e per l’utilizzo di materiali naturali.

I bricoleur del giardinaggio troveranno invece i migliori attrezzi da giardinaggio

Per i bambini

Fra le curiosità che piaceranno ai bambini, l’associazione Rescue Dog porterà in esposizione alcuni esemplari esotici e illustrerà l’importanza della pet-terapy e della relazione con l’animale da compagnia.

Inoltre, Atelier di Cartoline: La Bella Cittadella. Atelier di pittura “en plein air”: per impressionare su cartoncini speciali scorci di vicoli, palazzi, giardini e, perché no, cani e gatti… della Cittadella di Parma.
Con gessetti e matite colorate Mariaestella ColiMaestra d’Arte e Atelierista di scuola d’infanzia - accompagnerà i bambini a raccogliere la bellezza della propria città, disegnandola.

Domenica dalle 10 alle 13 - massimo 8 bambini per sessione di disegno, le sessioni avranno la durata di circa 30/40’

Per info e iscrizioni: 388.9219308
mariaestella.coli@gmail.com
FB: https://www.facebook.com/arteiggi

Contributo € 10 a Bambino, materiale incluso. 

Nel corso delle tre giornate, presso il Gazebo del Verde si svolgeranno brevi chiacchierate su un tema molto sfaccettato “BIOFILIE, incontri di ecologia affettiva” a cura di Vitaliano Biondi

  • venerdi 18 settembre h 16,30

CONTRIBUTI FEMMINILI ALLA CULTURA D’AMBIENTE
Donne giardiniere in Europa in età moderna, Carla Benocci; Nuove pratiche estetiche, Antonella de Nisco;
Un'esperienza di economia circolare a Roma, Pinuccia Montanari;
Alla Ricerca delle Donne Pastore, Anna Kauber; Discriminazione di genere nelle piante, Ugo Pellini

  • sabato 19 settembre h 16,30

IL GIARDINO PIGRO

Presentazione del libro e incontro con l’autore Carlo Baldazzi

  • domenica 20 settembre h 16,30

FACERE CUM HERBIS

Herbarie e il potere delle erbe, con Stefania La Badessa,
che presenterà anche libri di cui è autrice

I relatori

CARLA BENOCCI

Docente Quasar dal 2007 al 2020, ha insegnato “Storia dei Giardini” nel corso di Landscape & Garden Design. Allieva di Giulio Carlo Argan, dal 1980 al 2017 ha operato nella Sovrintendenza dei Beni Culturali di Roma Capitale, svolgendo attività di studio, tutela e gestione delle ville storiche. Ha collaborando ai restauri architettonici e dei giardini finanziati per il Giubileo del 2000 ed il Giubileo della Misericordia del 2016. Dal 1998 al 2017 è stata responsabile del Museo della Villa Doria Pamphili.. Dal 2013 al 2019 è stato membro del comitato scientifico della Reggia di Caserta. Ha pubblicato molti libri e saggi su varie tematiche, in particolare sulle ville romane.

ANTONELLA DE NISCO

Laureata in Storia dell’Arte – Università di Parma. Diplomata in Pittura – Accademia di Belle Arti di Bologna. Alta Formazione Universitaria in Didattica Laboratoriale – Università di Bologna. Artista e docente di storia dell’arte, affianca alle attività espositive collaborazioni in progetti, installazioni, eventi, lezioni e pubblicazioni. È autrice di articoli e ricerche sulla didattica dell’arte. Con l’architetto Giorgio Teggi ha teorizzato “Per un’arte clandestina”, continuando a praticarla nell’ideazione di progetti sperimentali e di ricerca artistica, insieme hanno fondato LAAI (Laboratorio di Arte Ambientale Itinerante) che interviene negli spazi della quotidianità attraverso installazioni territoriali a creare “luoghi di sosta” capaci di segnalare, creare riposo e riparo, indurre fruizioni simboliche.

Da molti anni collabora con scuole, comuni, musei, teatri, intervenendo con mostre e installazioni site-specific nei luoghi naturali, giardini, parchi aree urbane e museali o di margine.

ANNA KAUBER

Architetto, scrittrice, paesaggista e regista, vive a Parma. Da anni documenta e divulga la vita e il lavoro nel mondo rurale, occupandosi in particolare di tematiche sociali e culturali delle comunità. Nel 2014 pubblica il libro “Le vie dei campi” premiato al Premio di letteratura rurale “Parole di Terra”. E’ soprattutto interessata alla relazione fra uomo-terra-cibo. Su queste tematiche realizza il docufilm “Small Food il cibo dei piccoli” e “Ciclone Basmati”. Girato fra Italia e India, il video è il racconto di come, riuniti a tavola in un circo Arci di campagna, il cibo possa essere fra gli individui strumento di conoscenza reciproca, ambasciatore di istanze culturali differenti ma soprattutto possibile veicolo di integrazione sociale. Ha vinto premio speciale Babel Sky TV all’International Migration Art Festival 2012. Nel 2015 conclude la raccolta di video-interviste “Ritratti di donna e di terra” che ricerca e documenta la specificità di genere in agricoltura, nella coltivazione e nella trasformazione dei prodotti della terra.

Nel dicembre del 2015 la raccolta viene proiettata a Minsk - Bielorussia - nell’ambito del seminario internazionale “Strengthening National Capacity in the Promotion of Women's Entrepreneurship in Rural Areas Based on the Foreign Experience Study”, promosso da “The Institute of System Researches in Agroindustrial Complex of the National Academy of Sciences of Belarus” partner UNESCO. Dal 2015 al 2017 intraprende un viaggio di circa di circa 17,000 km percorsi e di 100 interviste rivolte a donne di età compresa tra i 20 e i 102 anni. Le video-interviste descrivono un modo differente di intendere la vita stessa - i suoi ritmi e i suoi valori - così come il territorio e la cura degli animali, restituendo un quadro complesso ma esaustivo vuoi delle nuove esperienze che delle memorie della pastorizia, dei suoi antichi saperi e delle innovazioni in atto.

PINUCCIA MONTANARI

Laureata in filosofia, giurisprudenza e giornalismo; si occupa da anni d’informazione e ambiente., soprattutto con i corsi di Information Literacy presso Unimore e coordinatrice e docente nei corsi elearning dedicati ai rifiuti. Ha partecipato alla Conferenza sull’ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, a Rio+10 nella città di Johannesburg nel 2002, alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici di Parigi del 2015. È presidente del Comitato scientifico dell’Ecoistituto ReGe, coordinatrice del Forum per la democrazia ecologica dell’Icef (International Court of the Environment Foundation), presieduta dal Magistrato di Cassazione Amedeo Postiglione. è stata componente dell’Osservatorio Nazionale Rifiuti, nominata dal Governo Prodi, assessore all’ambiente e città sostenibile dal 2004 al 2009 della città di Reggio Emilia con il Sindaco Graziano Delrio, assessore ai parchi storici e decrescita del Comune di Genova e Assessora alla sostenibilità ambientale di Roma Capitale. Fa parte del Comitato scientifico della Fondazione Alexander Langer.

UGO PELLINI

Laureato in Scienze Naturali all’Università agli Studi di Parma ha insegnato al Liceo Scientifico Aldo Moro di Reggio Emilia per 32 anni. Pubblicista giornalista dal 1988 ha scritto su quotidiani e riviste, di verde, di alberi e della loro storia ed evoluzione, oltre duemila articoli. Membro della Consulta verde del Comune di Reggio Emilia come esperto botanico è nel consiglio direttivo del Club per l'Unesco di Reggio Emilia.

CLAUDIO BALDAZZI

Coautore di “Il giardino pigro”, irriducibile appassionato di giardinaggio, dopo decenni di studio e pratica, ha messo a punto strategie che gli permettono di ottenere dal suo giardino grandi risultati lavorando meno, lasciandogli, così, il tempo di cedere a quella “pigrizia” che non è proprio ozio, ma il tentativo di ottenere ciò che si desidera con il minimo sforzo.

STEFANIA LA BADESSA

Nota sul web con il nome del suo alter-ego Fitogirl, è una farmacista calabrese, scrittrice, pubblicista, esperta di piante medicinali e medicine complementari, meglio note come Medicine Alternative. Pensare che la natura racchiuda la soluzione per la maggior parte dei problemi della salute umana è un tema affascinante. La voglia di comunicare e di fare divulgazione scientifica l’ha portata a pubblicare libri sull’argomento ed a collaborare, negli ultimi 20 anni, con un numero sempre crescente di testate giornalistiche a diffusione nazionale con articoli sul benessere naturale, sulle piante, sull’aromaterapia e sull’etnobotanica.

LA CITTADELLA, UNA FORTEZZA, 

UN PARCO CITTADINO

IL CONTESTO STORICO

Alessandro Farnese, che in gioventù aveva avuto modo di apprendere dal padre Ottavio l’arte della guerra e i segreti delle fortificazioni, decise nel 1589 di realizzarne una a Parma. Fu il Duca stesso a tracciare lo schema della fortezza, ispirandosi a quella realizzata da Francesco Paciotto ad Anversa. Sulla volontà di far seguire alla lettera i suoi progetti il duca fu irremovibile, tanto da impedire al figlio Ranuccio di intervenire sulla realizzazione. La Cittadella in realtà non fu mai utilizzata per scopi difensivi e fu ben presto convertita in prigione.

Per scegliere il luogo in cui realizzare la fortezza furono studiate la conformazione del suolo, cercando un terreno che potesse fornire materiali per costruirla, e la disposizione dei corsi d’acqua circostanti, in modo da facilitare il funzionamento dei fossati. La scelta ricadde così sulla parte meridionale della città, fra Porta Nuova e il baluardo della Stradella. Dopo lunghi dibattiti sulla forma della fortezza, nella seconda metà del secolo verrà scelta la forma pentagonale.

LE PORTE D’ACCESSO

La Cittadella storicamente presentava due soli ingressi, gli stessi di oggi, collocati l’uno nella parte settentrionale del complesso, rivolto verso la città, l’altro in quella meridionale, rivolto verso quella che allora era la campagna. L’accesso verso la città era coronato da una porta di carattere monumentale, quello verso l’esterno era invece denominato “Porta del Soccorso”. Coerentemente con quanto riportato da un atto notarile del 1596, il disegno della porta principale sarebbe stato ideato da Simone Moschino. La porta si presenta oggi senza che il suo aspetto originario sia stato sostanzialmente intaccato. Suddivisa in tre campate comunicanti attraverso una serie di stanze destinate alle unità di guardia e di controllo, al piano superiore era invece collocata l’abitazione del castellano, distanziata dalla facciata per mezzo di un corridoio che conduceva alle postazioni di osservazione. Il progetto originario prevedeva anche l’installazione di quattro cannoniere, mai realmente integrate nella struttura. La “Porta del Soccorso” al contrario ha subito una sostanziale ricostruzione all’indomani della Seconda guerra mondiale, risultando pertanto molto più semplice ed approssimativa se confrontata a quella presente nel progetto originale, che la vedevano arricchita da disegni più rifiniti e complessi, con modanature in granito e i due cannoni monumentali posti lateralmente all’accesso.

LAVORI E IMPLEMENTAZIONI

I lavori per la costruzione della Cittadella cominciarono nel 1591, sotto la supervisione dell’ingegnere ducale Giovanni Antonio Stirpio de’ Brunelli. Il principe Ranuccio si occupò invece personalmente dell’aspetto finanziario. Poiché tuttavia il duca Alessandro si trovava nelle Fiandre all’epoca della costruzione, non si è certi che Ranuccio abbia seguito fedelmente o meno le direttive lasciategli dal padre.

A Smeraldo Smeraldi si devono molti disegni della fortezza, tra i quali la pianta della fortezza, il rilievo del profilo della Cittadella e delle mura cittadine e la sezione dei fossati e degli spalti.

Fin dal principio la costruzione della Cittadella richiese un ingente sforzo finanziario, attirando inevitabilmente diversi interessi su tutta la zona. Alessandro intendeva affidare al suo casato l’onere economico della costruzione della fortezza; inoltre la realizzazione di un progetto così ambizioso dava al contempo lavoro a molti cittadini, e ciò contribuì involontariamente anche a limitare le rivolte che sorgevano nei periodi di maggiore carestia. Diverse furono comunque le frodi verificatesi nel corso dei lavori, riguardanti molto spesso la qualità dei materiali, talvolta davvero pessima, o la manodopera, con lavori approssimativi o addirittura non eseguiti.

Nei secoli la Cittadella subì diverse trasformazioni. Le prime furono disposte dai duchi Odoardo e Ranuccio II Farnese, che decisero il restauro delle mura e il potenziamento degli arsenali, oltre ad aumentare gli armamenti a sua difesa. I loro successori Francesco e Antonio si limitarono invece a perfezionare il sistema difensivo e quello di controllo interno. Il perfezionamento, però, si rivelò vano: dopo la morte di Antonio la Cittadella fu espugnata da diverse potenze straniere, e durante questo periodo sui bastioni vennero installate guardiole piombate, furono organizzati corpi di guardia sotterranei pronti a contrattaccare il nemico da dieci sortite, furono realizzate le strutture per ospitare i militari e fu costruita una casa per il sacerdote. All’interno della Cittadella vennero inoltre realizzati magazzini da utilizzare in caso di assedio e prigioni. Nell’appartamento del castellano, accanto all’ingresso, furono installati i corpi di guardia dotati di cinque batterie di cannoni.

Fra il 1842 e il 1859 nella fortezza furono realizzate due caserme e un magazzino riservato all’artiglieria e ai materiali da traino, trasformando di fatto la Cittadella da struttura difensiva in caserma. Durante il governo di Maria Luigia d’Austria e Adam Neipperg la fortezza ospitò un reggimento di fanteria e le sue parate. Sotto il portico d’accesso, entrando a destra, si può ancora osservare una stele con il ritratto in bassorilievo del conte Neipperg.

A partire dal 1818, inoltre, la Cittadella diventò sede del Collegio Militare, che fu successivamente ribattezzato Scuola Militare e trasferito. Successivamente la fortezza subì rilevanti modifiche: Charles-René de Bombelles vi fece realizzare una caserma più alta delle mura e Carlo III fece costruire un ponte levatoio e alcune trincee, che le valsero il nuovo nome disposto da Carlo III, “Piazza di guerra”. Le ultime modifiche risalgono infine al secondo dopoguerra: prima furono demolite le caserme e poi, per effetto dell’espansione della città, è stato ridotto il fossato.

LA CITTADELLA OGGI

 E’ un parco molto frequentato, inserito nell’omonimo quartiere residenziale a pochi passi dal centro storico di Parma. I servizi presenti all’interno del parco includono campi sportivi, l’area gioco bimbi con giostre, una fontana, i percorsi sport, una pista podistica, un’area riservata ai cani e un chiosco bar.

Inoltre, è stato recentemente inaugurato Lostello, un ex ostello oggi trasformato, grazie ad un importante progetto di riqualificazione firmato dall’architetto Guido Canali, in un luogo dedicato a bambini, ai ragazzi e alle famiglie.

INFO

Nel Segno del Giglio D’AUTUNNO

1a edizione

PARMA PARCO DELLA CITTADELLA

Venerdì 18, Sabato 19 e Domenica 20 Settembre 2020
Apertura ore 10.00 – 19.00

Venerdì 18
• Inaugurazione e apertura al pubblico
Ore 10.00

BIGLIETTI DI INGRESSO:

5,00 tariffa unica

GRATUITO under 12 anni, portatori di handicap e relativo accompagnatore

E’ consentito l’ingresso ai cani

VENDITA ON LINE
https://www.ciaotickets.com/biglietti/nel-segno-del-giglio-dautunno-2020

Nei giorni della manifestazione la Cittadella di Parma rimarrà normalmente aperta a tutti, poiché la mostra-mercato sarà allestita in un'area circoscritta e perimetrata del parco, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid.

I SERVIZI PER IL PUBBLICO

  • INFO POINT con deposito piante per lasciare gli acquisti attesa del ritiro e continuare la visita

  • SERVIZIO DI TRASPORTO degli acquisti grazie all’utilizzo di auto elettriche e personale dedicato

  • SERVIZIO CARRIOLE gestito dallo STAFF del GIGLIO


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