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Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello presentato da Inwit spa contro il Comune di Parma in materia di Canone Unico Patrimoniale (CUP) applicato agli impianti di telecomunicazione sul territorio comunale. Una vittoria che conferma la correttezza dell'operato dell'Amministrazione nella tutela delle entrate fiscali del Comune.
La controversia riguardava l'ammontare del canone richiesto a Inwit per l'occupazione del suolo pubblico con le proprie infrastrutture di rete. L'azienda aveva contestato sia la legittimità del regolamento comunale sia la proporzionalità degli importi richiesti. Il Consiglio di Stato ha respinto ogni profilo di censura, confermando integralmente la sentenza del TAR e l'impostazione del Comune.
I giudici hanno in particolare chiarito che il principio dell'invarianza del gettito tutela l'equilibrio di bilancio dell'ente locale e non gli occupanti del suolo pubblico, e che il Comune di Parma ha svolto un'istruttoria rigorosa e documentata nella determinazione delle tariffe CUP. Il Consiglio di Stato ha inoltre stabilito che la normativa speciale sulle telecomunicazioni non esclude l'applicazione del canone nei termini determinati dal regolamento comunale.
"Questa sentenza dimostra che l'Amministrazione comunale non arretra di un passo nella difesa dei diritti dei cittadini e delle entrate del Comune. Non siamo morbidi con chi occupa il suolo pubblico: pretendiamo il giusto corrispettivo, lo facciamo nel pieno rispetto della legge e, quando necessario, lo facciamo valere nelle sedi giudiziarie. Ringrazio gli uffici e l'Avvocatura civica per il lavoro svolto: un risultato come questo non è scontato e rappresenta un precedente importante anche per altri Comuni" commenta Marco Bosi, Assessore al Bilancio con delega all’Avvocatura.
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Ultimo aggiornamento: 10-06-2026, 09:59
