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Dalle periferie fino ai centri storici, piccoli e grandi interventi, da 1 fino a 150 milioni, che puntano a trasformare edifici e quartieri in nuove funzioni per adattarsi ai bisogni dei cittadini.

Turismo, servizi assistenziali, scuole e studentati, incubatori di impresa e progetti di adattamento climatico sono il nuovo volto delle città dell’Emilia-Romagna raccontate negli 11 progetti, tra pubblici e privati, presentati oggi nella tappa di Parma di “Città in scena”, il Festival diffuso della rigenerazione urbana promosso da Ance, Associazione Mecenate 90 e CIDAC con il patrocinio di In/Arch.

Gli interventi presentati oggi presso l’Auditorium Carlo Mattioli del Palazzo del Governatore di Parma, sono conclusi di recente o in corso d’opera e diffusi su tutto il territorio regionale: la riqualificazione di Corso Roma di Carpi, il Casaralta District di Bologna, l’Ex-Arrigoni e l’Ex Roverella di Cesena, il Parco Creatività di Modena, Palazzo Parma, la Cittadella del benessere e il recupero delle Officine ex-Manzini di Parma, l’Ex Manifattura Tabacchi di Piacenza, la Città prossima di Sassuolo e la rigenerazione del quadrante nord-est di piazza del Popol Giost e della ferrovia storica Milano-Bologna di Reggio-Emilia.

Ad arricchire la giornata, grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il racconto della rinascita della città francese di Metz, trasformata dopo la crisi degli anni Cinquanta con la costruzione di nuove strutture strategiche come il Technopôle e il Centre Pompidou, illustrata da Philippe Brunella, Assessore alla Cultura e al Patrimonio ed ex Soprintendente al Patrimonio del Comune di Metz.

Nel corso dell’evento, organizzato con la collaborazione del Comune di Parma, Ance Parma e Ance Emilia-Romagna, istituzioni, imprese, università e professionisti si sono confrontati sul’impatto di questi interventi per le città.

Ad aprire i lavori sono stati l’assessora alla rigenerazione urbana del Comune di Parma, Chiara Vernizzi, e il presidente di Ance Parma, Carlo Bucci. La sessione del pomeriggio è stata invece introdotta dal presidente Ance Emilia-Romagna, Maurizio Croci, e arricchita dall’intervento dell’Assessora all'Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, Infrastrutture della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo.

Sono intervenuti a discutere i progetti Gabriele Buia, Presidente Unione Parmense degli Industriali, Massimiliano Casavecchia, Vicepresidente In/Arch sezione Emilia-Romagna, Dario Costi, Professore Progettazione Architettonica e urbana Dipartimento Ingegneria e Architettura dell’Università di Parma, Stefano Betti, Vicepresidente Ance e Presidente Ance Emilia Area Centro e Giuseppe De Luca, Professore di Urbanistica, Dipartimento di Architettura, Università di Firenze.

Le conclusioni dei lavori della tappa sono state affidate alla Presidente Ance, Federica Brancaccio, e al segretario generale di Mecenate 90, Ledo Prato.

"Ospitare a Parma Città in Scena ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di approfondimento su un tema strategico per il futuro delle nostre città e confermato quanto la rigenerazione urbana sia oggi un processo complesso e trasversale che richiede visione, cooperazione tra istituzioni, competenze tecniche e un dialogo costante con le comunità. Come Comune di Parma rinnoviamo il nostro impegno a promuovere politiche urbane capaci di coniugare tutela del patrimonio, sviluppo e inclusione, nella convinzione che la rigenerazione sia uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita e costruire città più resilienti e attrattive.", ha commentato l’assessora alla rigenerazione urbana del Comune di Parma, Chiara Vernizzi.

“Anche grazie all’esperienza del Pnrr oggi mondo produttivo e pubblica amministrazione parlano la stessa lingua, e questo è un grande passo avanti. Sulla rigenerazione urbana però serve fare di più, è necessario uno sforzo di semplificazione della governance e delle regole, altrimenti sarà molto difficile riuscire a dare risposte adeguate a un Paese con un territorio fragile a rischio come il nostro”, ha affermato la presidente Ance, Federica Brancaccio.

“Le città oggi devono essere dinamiche e devono potersi trasformare per rispondere alle nuove esigenze dei cittadini. Questa ormai è una consapevolezza condivisa da tutti, pubblico e privato. È necessario trovare una strumentazione ordinaria per programmare e gestire la rigenerazione urbana e lavorare con una visione comune sulle città. Ci auguriamo di poter finalmente arrivare, dopo 77 tentativi falliti, a una legge unitaria sulla rigenerazione urbana, che dia certezze e premi il coraggio di pubblica amministrazione e imprese”, ha dichiarato il vicepresidente Ance e presidente Ance Emilia Centro, Stefano Betti.

"La rigenerazione urbana è oggi la vera sfida dell’Emilia-Romagna per dare risposta al bisogno crescente di abitazioni, servizi e spazi per le comunità. In questo quadro gli Accordi Operativi rappresentano uno strumento fondamentale perché introducono un modello di urbanistica dialogata basato sulla collaborazione pubblico-privato. Per funzionare davvero, però, servono regole chiare, tempi certi e strumenti operativi concreti. Anche il tema dell’edilizia residenziale sociale va affrontato in questa logica: quote rigide e uniformi definite a monte rischiano di bloccare gli interventi, perché ogni progetto di rigenerazione ha un proprio equilibrio economico. Qualità urbana e sostenibilità economica devono procedere insieme, altrimenti la rigenerazione resta solo un obiettivo sulla carta", ha affermato il presidente di Ance Emilia Romagna, Maurizio Croci.

“Oggi abbiamo davanti a noi crisi sociali amplificate dal contesto internazionale, a cui dobbiamo rispondere rapidamente e con decisione. Tra le più urgenti risposte da dare c’è quella alla crisi abitativa: le risorse ci sono, ma sarà decisiva la capacità di trasformarle in interventi concreti e strutturali. Dobbiamo tenere bene a mente che lo sviluppo di una città passa dalla collaborazione tra pubblico e privato e non può realizzarsi attraverso singoli interventi, ma serve un piano complessivo di rigenerazione urbana, sostenuto da una legge nazionale. Occorre una normativa innovativa che rispecchi e interpreti il mondo che cambia: solo così potremo incidere sulla crescita ambientale e sociale delle nostre città”, ha dichiarato il presidente dell’Unione parmense degli industriali, Gabriele Buia.

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Ultimo aggiornamento: 11-05-2026, 17:27