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Si è svolto oggi, a Palazzo del Governatore, il convegno dedicato alla presentazione del “Modello Parma per la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG)”, il sistema sviluppato dal Comune di Parma per integrare in modo strutturale la prospettiva delle giovani generazioni nei processi decisionali pubblici, valutando gli effetti delle politiche comunali sui cittadini e sulle cittadine tra i 14 e i 35 anni.
Il convegno ha rappresentato un’occasione per condividere con altre amministrazioni, istituzioni e reti nazionali una buona pratica nata a Parma e oggi potenzialmente replicabile in altri contesti. Adottare la Valutazione di Impatto Generazionale significa chiedersi, prima di approvare una misura, quali effetti potrà produrre sulle giovani generazioni. Il “Modello Parma” si fonda su un cambio di prospettiva in cui le politiche giovanili non sono una voce a sé, ma una dimensione trasversale che riguarda l’abitare, la cultura, lo sport, il welfare, la mobilità, l’ambiente, la formazione, il lavoro e gli spazi di partecipazione. Per questo il Comune di Parma ha avviato un percorso che rende la VIG uno strumento strutturale dell’Ente. Ogni atto viene letto anche nella sua possibile ricaduta generazionale, con l’obiettivo di orientare meglio le decisioni e correggere le misure quando necessario.
Un elemento innovativo del modello è il coinvolgimento stabile delle ragazze e dei ragazzi nei processi decisionali. Non si tratta di una consultazione occasionale, ma di un percorso organizzato e continuativo, che riconosce alle giovani generazioni un ruolo attivo nella definizione, nell’attuazione e nella valutazione delle politiche che le riguardano. Il Consiglio Locale dei Giovani diventa, in questo quadro, uno spazio centrale di confronto e corresponsabilità, capace di portare dentro l’Amministrazione punti di vista, bisogni, competenze e proposte.
Il sindaco Michele Guerra ha commentato: “Il convegno di oggi intende ribadire il peso nazionale e internazionale che il Modello Parma sta avendo sulle politiche giovanili. In questi mesi abbiamo avuto tantissime interlocuzioni con centri di ricerca nazionali e con organismi governativi che hanno voluto vedere in Parma il laboratorio di innovazione e di sviluppo di un modo nuovo di pensare ai giovani, nell'imminenza dell'anno di Capitale europea dei giovani. È un’occasione unica, non solo per la nostra città ma per il nostro paese, per sviluppare un modello che permetta di pensare diversamente ai giovani, di portarli al centro dell’azione politico-amministrativa. Questo ci consente di affermare che effettivamente i giovani sono uno degli obiettivi fondamentali su cui costruire il futuro della città”.
L’assessora alla Comunità giovanile Beatrice Aimi ha dichiarato: “Con il Modello Parma per la Valutazione di Impatto Generazionale vogliamo affermare un principio molto semplice ma profondamente innovativo: le politiche pubbliche devono essere valutate anche per gli effetti che producono sulle nuove generazioni. Parma è stato il primo Comune in Europa ad aver adottato formalmente la VIG e oggi presenta un modello operativo che consente di rendere leggibile, misurabile e trasparente l’impegno dell’Amministrazione verso i cittadini e le cittadine tra i 14 e i 35 anni.
È un passaggio importante – continua Aimi – perché permette di andare oltre le dichiarazioni di principio: ogni scelta amministrativa, anche quando non nasce esplicitamente come politica giovanile, può avere ricadute significative sulle nuove generazioni. La VIG serve proprio a questo: rendere visibile questo impatto, orientare meglio le decisioni pubbliche e fare delle nuove generazioni non un ambito separato, ma una responsabilità trasversale dell’intera città”.
Il Modello Parma
Durante l'incontro sono state presentate le prime applicazioni concrete del modello. Esempi diversi tra loro, dalle misure sull'abitare sociale agli interventi per l'accesso alla cultura, fino alle iniziative di protagonismo giovanile negli eventi cittadini, ma accomunati dalla logica di rileggere le politiche pubbliche alla luce dell'impatto che possono avere sulle nuove generazioni.
Un passaggio centrale di questo metodo è la classificazione sistematica delle delibere. Ogni atto amministrativo viene analizzato e ricondotto a una delle seguenti categorie: impatto generazionale diretto, impatto potenziale, impatto neutro o impatto negativo. Alla valutazione segue una quantificazione economica: il 100% del valore di una misura viene conteggiato se classificata come generazionale, il 25% se considerata potenzialmente tale.
Applicando questo metodo al bilancio 2025, emerge che oltre 8 milioni di euro di investimenti comunali producono un impatto sulle nuove generazioni. Tra queste misure figurano, ad esempio, le iniziative per la conciliazione tra lavoro e cura, gli interventi contro l'abbandono scolastico, i contributi per giovani e le giovani con disabilità, i nidi d'infanzia, i nuovi impianti sportivi.
È un primo bilancio di un percorso in costruzione, ma che già restituisce una misura concreta dell'impegno dell'Amministrazione nel rendere Parma una città più attenta alle generazioni che la abiteranno. Il Modello Parma per la VIG rappresenta uno dei lasciti più significativi del percorso verso Parma European Youth Capital 2027. Non solo un progetto per i giovani, ma un’infrastruttura pubblica che aiuta l’Amministrazione a decidere meglio, a rendere conto delle proprie scelte e a costruire politiche più giuste e più lungimiranti per il futuro della città.
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Ultimo aggiornamento: 19-06-2026, 14:50
