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Il Comune di Parma è impegnato in un percorso di tutela e valorizzazione di tutte le aree verdi della città. Il patrimonio della città è ricco da questo punto di vista, potendo vantare circa 45 mila alberi e 5 milioni di metri quadri di aree verdi. Nel 2024 sono stati messi a dimora oltre 2.600 tra alberi e arbusti; nel 2025 sono stati 650; nel 2026 450.
Il Comune investe in questo ambito ogni anno circa 5 milioni di euro, con un aumento degli investimenti del 20% rispetto al passato, che porterà ad un graduale e sensibile miglioramento nella gestione e cura del verde pubblico.
Il verde urbano è protagonista di una sfida cruciale: quella di migliorare la qualità della vita attraverso la valorizzazione di parchi, viali e piazze, in particolare nelle aree periferiche, favorendo così la socializzazione e le attività all’aperto.
Non solo, il Piano Urbanistico Generale, approvato nel 2026 da questa Amministrazione, introduce il concetto di Natura Espansiva come principio ordinatore della pianificazione del verde urbano, superando la logica della mera sostituzione puntuale a favore di una strategia che integra desealing, deimpermeabilizzazione dei suoli e riforestazione diffusa.
Interventi in questa direzione sono già in corso su più aree della città, con l'obiettivo di aumentare la superficie permeabile e la dotazione arborea complessiva, non di limitarsi a colmare i vuoti lasciati dagli abbattimenti. Tra i principali:
"Bosco della Memoria", iniziativa co-finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ha visto la piantumazione di oltre 700 alberi e arbusti nell’area compresa tra il ponte Dattaro, il torrente Parma a margine di viale Du Tillot ed il centro abitato.
Riforestazione nella località di Baganzolino, lungo l’autostrada A1, sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, che ha visto la creazione di un bosco permanente di 1250 esemplari.
Per rendere le aree verdi sempre più a misura di persona, l’amministrazione sta anche realizzando numerosi interventi per il potenziamento e la valorizzazione dei giochi bimbi. Tra il 2024 e il 2025 sono stati installati circa 120 nuovi giochi, che hanno interessato numerose aree verdi della città, tra cui via Amendola nel quartiere San Leonardo, il parco don Oliva a Carignano nel quartiere Vigatto, via Gronchi nel quartiere Lubiana e il Parco Ferdinando Laghi in via Jacobs.
Il lavoro continua nel 2026, che, grazie ad un investimento di 180 mila euro, sta portando al rinnovamento di attrezzature ludiche e sportive in diverse aree verdi in tutta la città.
Accanto al rinnovo delle attrezzature esistenti, si è concluso un progetto che ha portato alla realizzazione di otto nuovi parchi gioco inclusivi nei quartieri della città. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al contributo di Fondazione Cariparma e ha previsto l’installazione di oltre quaranta giochi di cui molti inclusivi e nuovi arredi urbani. Gli interventi hanno interessato aree prossime a scuole, centri sportivi e strutture socio-assistenziali nei parchi Cristina Trivulzio, Ubaldo Grassi, delle Lavandaie, Alexander Langer, 8 Ottobre, Charlie Alpha, Giorgio Alessi di Canosio e Falcone e Borsellino.
Perché, allora, dobbiamo procedere con alcuni abbattimenti?
Gli abbattimenti che andremo ad effettuare riguardano piante morte o gravemente malate, il cui abbattimento risulta necessario e non più rimandabile, per la tutela della cittadinanza stessa.
La rimozione viene disposta a seguito di un protocollo diagnostico strutturato: analisi visiva VTA, indagine strumentale VSA e, per gli esemplari con criticità rilevate, prova di trazione controllata — il massimo livello di approfondimento oggi disponibile in questo ambito.
Un investimento annuo di 150.000 euro, destinato proprio a queste analisi diagnostiche, permette all'Amministrazione di intercettare per tempo i segnali di cedimento strutturale, prima che diventino un pericolo per la pubblica incolumità: una strategia di prevenzione sistematica che tutela il patrimonio arboreo esistente e riduce il ricorso all'abbattimento ai soli casi in cui non vi sia alternativa.
Gli alberi abbattuti rientrano in classe di rischio D (rischio estremo, schianto non mitigabile) o CD (valori meccanici critici, prossimi alla soglia di non conservabilità), e quindi eliminati data anche l'elevata frequentazione dell'area.
Dove le condizioni lo consentono, si opta per il salvataggio tramite potatura drastica di alleggerimento e monitoraggio ravvicinato.
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Ultimo aggiornamento: 17-09-2026, 16:16
