Esercizio Attività di Impresa Funebre

Di cosa si tratta?

Per attività funebre si intende un servizio che comprende e assicura esclusivamente in forma congiunta le seguenti prestazioni:
1) disbrigo, su mandato dei familiari, delle pratiche amministrative inerenti il decesso;
2) fornitura di casse mortuarie e di altri articoli funebri in occasione di un funerale;
3) trasporto di salma e di cadavere.

Considerando che la direttiva regionale emanata nel 2006, di esplicitazione della precedente L.R. 19/2004 e della successiva Delibera di Giunta 156/2005, prevede che la nuova autorizzazione per l’esercizio dell’attività funebre debba comprendere, contenere ed assorbire, ma non sostituire, le autorizzazioni in precedenza previste, fermi restando i requisiti e gli adempimenti già previsti dalla normativa per disciplinare tali autorizzazioni, l’apertura di tale tipologia di esercizio e tutte le modifiche allo svolgersi dell’attività necessitano, oltre alla Dia di apertura di nuovo esercizio di impresa funebre, prevista nell’apposito regolamento, la Dia prevista per l’apertura  di Agenzia di Affari, ai sensi dell’art. 115 del  TULPS, e la Comunicazione prevista per l’apertura di esercizi di vicinato,  ai sensi dell’art. 5 e 7  del DL.gs 114/98.
Per Agenzia d'Affari si intende l'impresa che effettua con il carattere della professionalità e a scopo di lucro, una attività di intermediazione per l'assunzione di affari altrui e la conseguente trattazione prestandone l'opera a chiunque ne faccia richiesta (art. 205 Regolamento di esecuzione del T.U.L.P.S.) con esclusione di quelle attività di intermediazione che siano già soggette ad una specifica disciplina di settore come ad esempio agenzie disbrigo pratiche automobilistiche, di viaggio, immobiliari.
Con il D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112 sono state trasferite al Comune le competenze concernenti le agenzie d'affari.
Ai sensi dell'art. 115 del T.U.L.P.S. è ammessa la rappresentanza.
Ai sensi dell'art. 120 del T.U.L.P.S. gli esercenti delle agenzie sono obbligati a tenere un registro giornale degli affari e tenere permanentemente affissa  nei locali, in modo visibile, la tabella delle operazioni alle quali attendono, con la tariffa delle relative mercedi. Tali esercenti non possono fare operazioni diverse da quelle indicate nella tariffa nè compiere operazioni o accettare commissioni da persone non munite di carta d'identità o altro documento fornito di fotografia proveniente dall'amministrazione dello Stato.
Il registro deve indicare di seguito e senza spazi in bianco il nome e cognome e domicilio del mittente, la data e la natura della commissione, l'onorario pattuito e l'esito dell'operazione, deve essere vidimato dal Comune e conservato dall'esercente per un quinquennio a partire dalla data di chiusura e a disposizione degli organi di controllo.
Per esercizio di vicinato si intende l'esercizio commerciale la cui superficie di vendita può raggiungere al massimo 250 mq. per il commercio di generi alimentari, non alimentari o tabella speciale annessa a Farmacie, Rivendite generi di Monopolio, Distributori di carburanti.
Per superficie di vendita di un esercizio commerciale si intende l'area destinata alla vendita compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili, con esclusione dei magazzini, depositi, locali di lavorazione, uffici e servizi.

Struttura responsabile

Struttura: S.O. PROCEDIMENTI ATTIVITA' PRODUTTIVE E COMMERCIALI
Referente: BARBIERI COSTANZA

Responsabile del procedimento

Referente: CHIESA ANDREA

Data inizio validità : 31/10/2017
Ultimo aggiornamento : 31/10/2019
Riferimenti normativi
  1. Regio Decreto del 27 luglio 1934, n.1265 "Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie"
  2. Decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1990, n.285 "Approvazione del regolamento di polizia mortuaria"
  3. Circolare del Ministero della Sanità del 24 giugno 1993, n.24 "Regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. n.285/90: circolare esplicativa"
  4. Circolare del Ministero della Sanità del 31 luglio 1998, n.10 "Regolamento di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. n.285/90: circolare esplicativa"
  5. Regio Decreto del 18 giugno 1931, n.773 Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
  6. Decreto del Presidente della Repubblica del 28 maggio 2001, n.311 Regolamento per la semplificazione dei procedimenti relativi ad autorizzazioni per lo svolgimento di attività disciplinate dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza nonché al riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza (numeri 77, 78 e 108, allegato 1 della legge n.59/1997 e numeri 18, 19, 20 e 35, allegato 1 della legge 50/1999)
  7. Legge Regionale della Regione Emilia Romagna del 29 luglio 2004, n.19 Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria
  8. Determinazione del Responsabile del Servizio Sanità Pubblica della Regione Emilia Romagna del 6 ottobre 2004, n.13871 Disciplina delle modalità tecniche delle procedure per il trasporto delle salme, dei cadaveri e dei resti mortali
  9. Delibera della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna del 7 febbraio 2005, n.156 Individuazione delle modalità generali e dei requisiti per l'autorizzazione all'esercizio dell'attività funebre da partedi imprese pubbliche e private ai sensi dell'art. 13, comma 3, L.R. 19/2004
  10. Delibera della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna del 13 febbraio 2006, n.163 Approvazione direttiva ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a) della L.R. 29/7/2004, n.19 Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria
  11. Delibera della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna del 20 febbraio 2006, n.180 Disposizioni concernenti l'organizzazione e gli standard formativi essenziali per la formazione del personale delle imprese che esercitano l'attività funebre, in attuazione delle L.L.R.R. 12/03 e 19/04
  12. Deliberazione del Consiglio Comunale del Comune di Parma del 10 aprile 2007, n.69 Norme regolamentari per l'esercizio dell'attività di impresa funebre
  13. Regio Decreto del 6 maggio 1940, n.635 Approvazione del regolamento per l'esecuzione del testo unico 18 giugno 1931, n.773, delle leggi di pubblica sicurezza
  14. Decreto Legislativo del 31 marzo 1998, n.114 Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59
Numero Unico 0521 40521
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