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Da diverso tempo le raccolte documentarie non rappresentano più archivi dedicati, per la gran parte, a studiosi e addetti ai lavori, ma hanno assunto il ruolo di significativa e dialogante “infrastruttura” su cui costruire ragionamenti ed occasioni culturali.

Il Comune di Parma annuncia, con questo spirito, la collocazione della raccolta del patrimonio della Fondazione Bertolucci in sede parmigiana. Le lettere, i copioni, le immagini e i cimeli del regista Bernardo Bertolucci, del fratello Giuseppe, regista e sceneggiatore, e del padre Attilio, poeta e critico cinematografico arrivano nella città di famiglia per essere custoditi, in via provvisoria, nelle sale dell’ex Palazzo della Provincia a pochi passi dai versi firmati da Attilio che tagliano trasversalmente Piazzale della Pace con il Sentiero delle Lettere.

   Ad annunciarlo sono il Sindaco di Parma Michele Guerra, il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Lorenzo Lavagetto, la Presidente della Fondazione Bertolucci Valentina Ricciardelli, giornalista, cugina di Bernardo e la delegata al coordinamento delle Politiche Culturali Beniamina Carretta.

Per farlo hanno scelto il secondo anniversario della scomparsa della regista Clare Peploe, vedova di Bernardo, che ha lasciato a Valentina Ricciardelli il compito di concretizzare una realtà che non fosse solo celebrativa di genio, cultura e talento che appartiene alla città di Parma, ma che potesse ricalcare lo spirito e l’idea di Bernardo, di “qualcosa sempre in divenire “.  

“Oggi è un momento storico. Prima di adesso non esisteva un segno così forte dei Bertolucci nella città di Parma, del loro cinema, del loro immaginario, della loro poesia, della loro arte.” ha detto il Sindaco Michele Guerra “Oggi si chiude un abbraccio stretto della città a Clare che ha voluto stringere un filo e che vuole fare sistema per sviluppare un percorso di studi, di approfondimenti e di incontri non limitato ai confini della città, ma con uno sguardo internazionale, come era Bernardo che, al pari di Verdi, rappresenta un patrimonio dell’umanità. La città di Parma si impegnerà con tutte le sue forze, insieme agli altri soggetti coinvolti, per essere all’altezza di questa fama”.

Sarà la città di famiglia a custodire e catalogare la raccolta di oggetti di una famiglia che appartiene alla storia culturale di Parma, un patrimonio che, una volta digitalizzato, sarà universalmente disponibile e potrà favorire la realizzazione di progetti espositivi, cinematografici e letterari, con proiezioni, pubblicazioni e incontri culturali.

"Parma ha personaggi che ne fanno una città famosa nel mondo. Oggi i Bertolucci sono tornati a casa. Bernardo è una star internazionale, che ha viaggiato in terre lontane, ma ha sempre identificato qui la sua casa e ha cercato ovunque quei colori e quei volti che a Parma aveva conosciuto. Diceva che il Po era contemporaneamente il Mississipi e il Nilo, il suo immaginario ideale cercato e trovato in tanti altri Paesi. Ora, un universo culturale familiare, è parte di questa città" ha detto la Presidente della Fondazione Bernardo Bertolucci Valentina Ricciardelli. 

Lorenzo Lavagetto Vice Sindaco e Assessore alla Cultura ha commentato: “oltre all’emozione di trovarci in queste stanze, in un ambiente suggestivo, attorniati dai cimeli importanti nella vita di Bertolucci, siamo orgogliosi di aver portato a compimento un progetto che è risultato complesso. Il disegno di un archivio Bertolucci si era affacciato già dal 2018, lo inauguriamo allo scadere del primo anno di mandato. Avremo la possibilità di scoprire delle preziosità, di entrare nell’universo intimo dei Bertolucci, di portare a Parma personalità di respiro internazionale e di continuare a rappresentare, nel tempo, personalità fondamentali per la cultura del Novecento”.

Grazie a questa collaborazione la Fondazione Bernardo Bertolucci perseguirà la sua mission principale, che è quella di organizzare momenti di formazione e di approfondimento con il coinvolgimento di personalità internazionali del mondo del cinema e della cultura, dedicati in particolar modo alle nuove generazioni, per sostenere i talenti esordienti, tema caro sia a Bernardo – da sempre interessato ai giovani autori – sia a Giuseppe, per anni Presidente della Cineteca di Bologna.

Un’ampia rete di collaborazioni competenti si stringe, intorno a questo nuovo archivio pubblico e al suo “braccio operativo” costituito dal Centro Studi della Fondazione Bernardo Bertolucci di cui sono parte attiva la Cineteca di Bologna e Solares Fondazione delle Arti, con l’intento di favorire l’organizzazione di incontri con professionisti del cinema e la realizzazione di proiezioni e rassegne cinematografiche grazie, anche, al prezioso supporto istituzionale di Comune e Provincia di Parma, Università degli Studi di Parma, Regione Emilia-Romagna, e Ministero per i Beni artistici e Culturali.


L’Archivio Bertolucci sarà anche uno strumento concreto di cultura territoriale (coinvolgendo evidentemente anche la Provincia di Parma con Casarola come altro punto di ispirazione)  un punto di riferimento da cui sviluppare iniziative rivolte alle scuole e agli studenti per entrare in contatto con un cinema differente da quello commerciale, coerente con la sensibilizzazione sociale e culturale, elaborata principalmente nella cinematografia di Bernardo, ma anche in quella di Giuseppe e nella poesia di Attilio. Le iniziative e gli eventi legati all’Archivio Bertolucci saranno promosse e supportate online dal sito BernardoBertolucci.org e tramite i social.

I programmi culturali e gli eventi verranno realizzati con il sostegno del Comune di Parma, con il coinvolgimento di sponsor e fondazioni private e, grazie al supporto della Regione Emilia-Romagna, si sta procedendo alla digitalizzazione dei materiali.

La Cineteca di Bologna che ha già restaurato “The Dreamers” avvierà, già dal prossimo autunno, la digitalizzazione dell’archivio di Bernardo Bertolucci.

Tra qualche giorno proprio The Dreamers verrà proiettato dallo schermo di Piazza Maggiore per la storica rassegna estiva della Cineteca Il Cinema Ritrovato, preceduto dalla presentazione di Luca Guadagnino e del produttore Jeremy Thomas.

Proprio cogliendo l’occasione del ventennale di questo film, la Fondazione Bernardo Bertolucci, istituirà dal prossimo anno il premio internazionale omonimo dedicato a registi esordienti che sarà curato da Paolo Moretti, già direttore della Quinzaine, sezione parallela del Festival di Cannes, nata nel 1969 per valorizzare le forme libere del cinema.

La Fondazione Bernardo Bertolucci, inoltre, sta lavorando ad un importante documentario diretto da Luca Guadagnino e prodotto da Jeremy Thomas e Francesco Melzi d’Eril.


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Ultimo aggiornamento: 23-06-2023, 15:01