Un affresco raffigurante un Tempio con figure e racemi all’intorno, parte di un pensiero più in grande accompagnato da vari frammenti dipinti

è emerso in un vano del sottotetto del palazzo del Giardino di Parma, attiguo a due ambienti affrescati da Jacopo Bertoja e Girolamo Mirola alla fine del settimo decennio del Cinquecento.

La sensazionale scoperta che consente di arricchire il catalogo dei due artisti è stata resa possibile dall’indagine fotometrica

svolta nei giorni scorsi da Stefano Botti (ditta Abacus s.a.s e Studio Arco s.r.l.) dietro incarico dell’Amministrazione comunale di Parma

e con il sostegno del Rotary club Parma Est (annata 2017-2018). L’operazione, nell’intento di valorizzare gli affreschi, offrendone a tutti la visibilità,

ha in realtà consentito risultati insperati nel far emergere un nuovo ciclo di affreschi riferibile ai due maestri.

La felice acquisizione non desta tuttavia sorpresa in chi, come Maria Cristina Chiusa, ispettore onorario MIBACT e membro del Rotary club Parma Est,

ipotizzandone da sempre la presenza, sulla base degli studi e delle testimonianze documentarie ne ha incoraggiato con tenacia costante nel tempo lo scoprimento.

La studiosa, sostenuta dalla sensibilità e dalla fattiva determinazione di Chiara Burgio, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza,

dai referenti dell’ufficio cultura del Comune di Parma, Dario Naddeo e Marco Pegazzano e da Giovanni Cossu, generale del Comando provinciale dei Carabinieri di Parma,

ha potuto contare su di una vera e propria squadra di lavoro.

A questa segnalazione seguirà a breve un contributo approfondito sulla scoperta che inaugura una serie di importanti iniziative dedicate ai due artisti e previste per il 2019.

Un ringraziamento è rivolto all’assessore alla cultura, Michele Guerra e alla Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Parma e Piacenza, Giovanna Paolozzi Strozzi, per avere reso possibile l’operazione.

Attraverso il link qui sotto è possibile entrare nel tour virtuale.