CULTURA / 10.04.15

Città Italiana della Cultura, Parma in corsa per il 2017

C’è anche Parma nel lotto delle città che ambiscono ad acquisire il titolo di “Città Italiana della Cultura per l’anno 2017.

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Il dossier è stato recapitato nei giorni scorsi al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, insieme alla domanda a firma del sindaco Federico Pizzarotti.

La Giuria esaminerà le candidature pervenute ed individuerà entro il 30 aprile i progetti finalisti (massimo 10). Le città selezionate dovranno quindi produrre una stesura definitiva del dossier entro il 30 giugno 2015 ed entro fine luglio si conoscerà il nome della città vincitrice, che verrà nominata con decreto del Presidente del Consiglio.

Per concorrere al prestigioso riconoscimento, il Comune ha fatto appello a tutti i soggetti che possono concorrere all’elaborazione e all’attuazione di un progetto culturale che si concretizzerebbe nel 2017 e abbraccerebbe tutte le discipline legate a promozione culturale e sviluppo turistico.

“Abbiamo deciso di candidare  Parma  - afferma l’assessore Laura Maria Ferraris - perché crediamo che partendo dai 2200 anni di storia si possa arrivare ad una presa di coscienza del nostro presente e trovare il coraggio per una visione del futuro, che sappia interpretare ed anticipare le sfide di un tempo in continua trasformazione”.

In effetti Parma vive un po’un paradosso: è praticamente un museo a cielo aperto di altissimo livello, ma non riesce ad avere l’attrattività di altre città padane più piccole quali Mantova e Ferrara.

Da qui la scelta del Comune di utilizzare anche questa occasione per far conoscere e valorizzare eccellenze  storiche, artistiche ed anche eno-gastronomiche  apprezzate in tutto il mondo.

Eppure serve quello scatto che consenta a Parma di entrare con tutte le sue potenzialità negli itinerari del turismo culturale e l’eventuale designazione come “città italiana della cultura” potrebbe essere una buona chiave di volta in questa direzione.

Architravi del progetto sono la cultura della sostenibilità (benessere, qualità della vita, inclusione, rigenerazione urbana), dell’accoglienza turistica, del suo essere un grande museo, ma vivo e capace di interpretare il presente: “Il viaggio è iniziato – conclude il sindaco nella sua lettera di accompagnamento – ed il percorso vale quanto la meta”.

Come dire che in ogni caso non sarà tempo perso. Parma con il suo territorio si candida a diventare Capitale Italiana della Cultura “per le ambizioni che si ispirano ad un concetto alto di qualità della vita”, ma anche “per l’abitudine a reagire alle condizioni contingenti, ad invertire la rotta, a non rassegnarsi ai rovesci e alle difficoltà della sorte, per il senso di comunità generosa radicata in valori genuini”.

Parma è il Duomo con la cupola del Correggio, il Battistero ottagonale disegnato dall’Antelami, il Teatro Farnese, la Camera di San Paolo, la Galleria Nazionale, la Biblioteca Palatina, il Teatro Regio, il Giardino Ducale e molto altro: eppure non sempre e non tutti ne siamo consapevoli, non conosciamo il tesoro che abbiamo tra le mani e soprattutto non siamo forse capaci di “regalare” al mondo queste nostre bellezze.

E Parma è anche la presenza di grandi personaggi che, attraverso la creatività hanno connotato il nostro territorio. Partiamo da qui per venire all’oggi: la valorizzazione dei talenti e della produzione artistico – culturale sono al centro del progetto di candidatura.

E’ anche questa la sfida per il 2017, una sfida fatta di coesione sociale, di culture in ascolto, di voci collettive, di creatività giovanile.