CULTURA / 12.04.18

Cosa dicono oggi gli antropologi?

Al via al Centro Giovani Montanara la rassegna "Cosa dicono oggi gli antropologi? La città. Sguardi sul contemporaneo" con il celebre antropologo Franco La Cecla.

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Ha preso il via la rassegna “Cosa dicono oggi gli antropologi? La città. Sguardi sul contemporaneo” con l'appuntamento che ha visto protagonista, al Centro Giovani Montanara, l'antropologo culturale di fama mondiale Franco La Cecla, che, introdotto dall'assessore alla Cultura Michele Guerra, ha affrontato il tema "La Specificità dell’antropologia per capire il contemporaneo": un momento per approfondire come, più di altre discipline, l’antropologia sia utile, e necessaria, per capire la vita delle città.

La rassegna è promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Parma, dall’Università di Parma, dalla Fondazione “Museo Ettore Guatelli” e dalla Fondazione Monteparma in collaborazione con il CAPAS - Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo dell’Università e il Teatro delle Briciole.

L’intento della rassegna, ideata e coordinata da Martina Giuffrè, professoressa di Antropologia Culturale all’Università di Parma, e da Mario Turci, direttore del Museo “Ettore Guatelli”, è di riportare al grande pubblico i risultati raggiunti dall’antropologia culturale nell’ambito delle analisi e riflessioni sul contemporaneo.

Il progetto si svilupperà da aprile fino a giugno con diversi tipi di incontri: dialoghi con esperti, presentazioni di libri, appuntamenti sull’antropologia per l’educazione e performance.

I dodici incontri saranno dislocati in tutti i quartieri di Parma, creando una rassegna itinerante che punta all’incontro con tutti i cittadini.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero sino ad esaurimento posti.

 Di seguito il curriculum sintetico di Franco La Cecla e il programma della rassegna.

Franco La Cecla

(Naba Milano, Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo)

Antropologo culturale e architetto italiano. Già docente di Antropologia culturale presso la facoltà di Architettura di Venezia e alle università di Verona e Palermo, oltreché in università straniere quali la École des hautes études en sciences sociales di Parigi e la UC Berkeley, attualmente insegna Antropologia culturale all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e al Politecnico di Barcellona. Consulente del Renzo Piano Building Workshop e di Barcelona Regional, muovendosi da una minuziosa osservazione del quotidiano e delle evidenze materiali che lo compongono (Mente locale. Per un’antropologia dell’abitare, 1993; con L. Vitone, Non è cosa. Non siamo mai soli, 1998; Saperci fare. Corpi e autenticità, 1999; con M. Minnella, La lapa e l’antropologia del quotidiano, 2005) ha approfondito il tema dell’impatto sociale dell’architettura, indagando i modelli di organizzazione dello spazio e le dinamiche interattive che essi generano e sottoponendo la pratica dell'architettura contemporanea a una critica radicale, compiutamente esposta nel controverso saggio Contro l’architettura (2008) in cui ha accusato le archistar della modernità di aver decostruito il tessuto urbano e concentrato gli edifici residenziali in grandi aree marginali, di fatto erodendo progressivamente forme primarie di aggregazione sociale quali le relazioni di vicinato. Scandagliatore della limitarità e delle zone labili dell'agire umano, L. ha sottoposto al vaglio critico dei paradigmi antropologici fenomeni apparentemente dissonanti quali il viaggio e l’industria turistica (Jet-lag. Antropologia e altri disturbi da viaggio, 2002), le incompetenze del genere maschile nella gestione e nella rappresentazione della mascolinità (Modi bruschi. Antropologia del maschio, 2000) così come in quelle delle relazioni amorose e della sessualità (Lasciami. Ignoranza dei congedi, 2003; Il punto G dell'uomo: desiderio al maschile, 2011), le “evanescenti parzialità” costituite dai nuovi media come modi vicari della presenza (Surrogati di presenza. Media e vita quotidiana, 2006) e le forme di accordo non scritte su cui quotidianamente si fa e si disfa la reciprocità sociale (con P. Zanini, Una morale per la vita di tutti i giorni, 2012). Tra le sue pubblicazioni più recenti vanno citate: Ivan Illich e la sua eredità: tra fine della modernità e ombra del futuro (2013); Andare per la Sicilia dei greci (2015); Contro l'urbanistica (2015); entrambi nel 2016, Babel food. Contro il cibo kultura e Elogio dell'Occidente; nel 2017, Restare nel posto sbagliato e Invertire la rotta! Ecologia e decrescita contro le politiche autoritarie, conversazione con S. Latouche su una concezione di progresso che non tiene conto dei limiti naturali e temporali della realtà.

Programma

Dialoghi

Giovedì 12 aprile, ore 17.00 - Centro Giovani Montanara

La Specificità dell’antropologia per capire il contemporaneo

In questo primo incontro si parlerà di come, più di altre discipline, l’antropologia sia utile, e necessaria, per capire la vita delle città. Ad illustrare l’argomento sarà Franco La Cecla, antropologo culturale di fama mondiale.

Giovedì 3 maggio, ore 17.00 - Nuova Sede Fondazione Monteparma

Culture della violenza. Come comprendere il male sociale?

Al centro di questo incontro la tematica della violenza. Ad offrire una chiave di lettura su questo argomento sarà Fabio Dei, professore di antropologia culturale all’Università di Pisa: la violenza non è mai una semplice esplosione di furore ma un comportamento sociale guidato da codici culturali specifici.

Domenica 20 maggio, ore 16.00 - Museo “Ettore Guatelli”

Nelle scarpe degli altri. Oggetti e alterità

Fulcro di questo incontro saranno gli oggetti come condensatori di storie, in grado di raccontare ciò che hanno visto e vissuto. A guidare questo percorso saranno Martina Giuffrè, professoressa di antropologia culturale all’Università di Parma, e Mario Turci, direttore del Museo “Ettore Guatelli” ed esperto di scenografia.

Giovedì 31 maggio, ore 17.00 - Centro Giovani Casa nel Parco

Migrazioni e prove di cittadinanza

Il tema delle migrazioni e della cittadinanza è più che mai al centro di molti dibattiti. In questo incontro Bruno Riccio, professore di antropologia culturale all’Università di Bologna, offrirà un interessante punto di vista sulla questione. Riccio racconterà le “prove”, intese sia nel senso di tentativi che in quello di esempi, di cittadinanza avvenute negli ultimi 25 anni, frutto delle esperienze di associazionismo dei migranti e dei loro figli.

Giovedì 7 giugno, ore 17.00 - Nuova sede della Fondazione Monteparma

Fare famiglia oggi

In questo incontro Simonetta Grilli, professoressa di antropologia sociale all’Università di Siena, spiegherà come il concetto di famiglia e di relazioni abbia subito una “metamorfosi” dovuta anche alle grandi mutazioni strutturali e culturali del mondo attuale. Particolare attenzione verrà posta sulla trasformazione delle forme di riproduzione e genitorialità.

Giovedì 21 giugno 2018, ore 17.00 - Nuova sede della Fondazione Monteparma

La memoria e la città

Questo incontro si concentrerà sulle città, su come queste nel loro dinamismo cancellino continuamente memorie e luoghi. Pietro Clemente, massimo esperto di antropologia culturale e presidente onorario di SIMBDEA, mostrerà come e perché l’antropologia sia uno strumento utile per contrastare la “smemoratezza del moderno”.

Presentazioni di libri

Giovedì 19 aprile, ore 20.30 - Centro Giovani Federale

Sull’orlo del pregiudizio. Razzismo e islamofobia in una prospettiva antropologica

Il testo presenta i risultati della ricerca portata avanti da Francesco Bachis, professore di antropologia all’Università di Cagliari e all’Università di Sassari. Nel suo libro Bachis analizza diverse pratiche discorsive che hanno come effetto quello di produrre razzismo e islamofobia approfondendone le condizioni storico politiche e la performatività.

Giovedì 24 maggio, ore 17.00 - Nuova sede della Fondazione Monteparma

Ritmi di festa. Corpo, danza, socialità

Paolo Apolito, professore di antropologia culturale all’Università Roma 3, racconterà il suo ultimo esperimento: la traduzione in forma di teatro di un saggio scientifico. Apolito, infatti, ha trasformato il suo libro del 2014 Ritmi di festa. Corpo, danza, socialità in un monologo teatrale intitolato Antropologo a domicilio – Ritmi di Festa , che ha presentato in oltre 130 città d’Italia.

Lunedì 28 giugno, ore 16.30 - Università di Parma

Piccolo lessico della diversità” di Marco Aime e Davide Papotti

Il volume presentato si concentra sul concetto di alterità, intesa nella declinazione geografica di altrove. In questo incontro Davide Papotti, professore di Geografia culturale all’Università di Parma, presenterà la sua riflessione sul mito dell’ “altrove”. Alla presentazione sarà presente anche Patrizia Boschiero, Responsabile edizioni della Fondazione Benetton Studi Ricerche.

Antropologia per l'educazione

Giovedì 17 maggio, ore 17.00 - Università di Parma

Culture bambine a scuola. Prospettive antropologiche sull’educazione

In questo incontro ci si interrogherà su come si raffigurino l’infanzia e le diverse “culture bambine” che convivono in classe e su come queste immagini influiscano sulle dinamiche di accoglienza e inclusione educativa. A guidare questa riflessione sarà Mara Benadusi, professoressa all’Università di Catania ed esperta di antropologia applicata.

Giovedì 14 giugno, ore 17.00 - Centro Giovani Casa nel Parco

Città e formazione. Esperienze tra urbanistica e didattica

Paolo Calidoni, professore di Didattica all’Università di Parma, e Silvia Serreli, professoressa di Tecnica urbanistica all’Università di Sassari, parleranno dell’importanza “learning by observing and pitching in”. Di come questa pratica sarebbe una valida alternativa all’iper-scolarizzazione e tecnologizzazione, ormai dilaganti nell’educazione in età evolutiva.

Performance

Venerdì 22 giugno, ore 18.00 - Teatro al Parco

Corpi/3: del bene e del male

La Compagnia Resistente Popolare Internazionale (CO.R.P.I.) porterà in scena una performance frutto di un laboratorio interculturale di teatro e danza. L’esibizione analizzerà le relazioni umane, la sofferenza dell’incontro, la costruzione dei confini e dei razzismi ma anche la bellezza della vita. 

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