CULTURA / 12.02.19

Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività, speciale San Valentino

Giovedì 14 febbraio a Palazzo del Governatore, alle 16.30, concerto del Quartetto d’archi dell’Orchestra Regionale “Arturo Toscanini” e per tutto il giorno promozione speciale per gli innamorati.

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Giovedì 14 febbraio, in occasione della festa di San Valentino, le coppie che si presenteranno in biglietteria di Palazzo del Governatore e dimostreranno amore e affetto con un bacio, potranno visitare la mostra “Dall’Espressionismo alla Nuova Oggettività. Avanguardie in Germania” pagando un solo biglietto d’ingresso (€10,00).

L’amore sarà il filo conduttore per avvicinare il pubblico al mondo dell’arte e approfondire il linguaggio di un periodo creativo tra i più fertili, sviluppatosi in Germania all’inizio del secolo scorso.

Le sorprese non finiscono qui. Alle ore 16.30 a Palazzo del Governatore si terrà un concerto del Quartetto d’archi dell’Orchestra Regionale “Arturo Toscanini”, composto da Camilla Mazzanti e Daniele Ruzza (violini), Ilaria Negrotti (viola), Pietro Nappi (violoncello), che eseguirà “Langsamer Satz” di Anton Webern, “Elegia” e “Polka” di Dmitrij Šostakovič e “Quartetto in si bemolle KV 159” di Wolfgang Amadeus Mozart (concerto + mostra, €8,00).

Lo spettacolo, è il primo appuntamento della rassegna "Il Suono e Il Segno" organizzata dalla Casa della Musica del Comune di Parma in collaborazione con la Fondazione Arturo Toscanini.

L’avvento dell’Espressionismo, all’inizio del Novecento, segna un momento di rottura con le regole accademiche e la riproduzione quasi fotografica della natura: la creazione artistica tende ad una libertà totale, all’immediatezza perseguendo la sintesi tra le arti.

Nel 1905 il giovane Anton Webern, uno dei padri fondatori della Seconda Scuola di Vienna e della musica del Novecento, scrive “Langsamer Satz” (“Movimento lento”), in cui l’uso moderno della forma tradizionale lascia tuttavia intravedere la fine di un’epoca, contestata e non più attuale.

Dmitrij Šostakovič nel 1931, mentre lavora alla sua opera espressionista per antonomasia “Lady Macbeth del distretto di Mcensk”, fa rivivere il canto di Katerina in questa “Elegia” audacemente accostata alla “Polka” tratta dal balletto “L’età dell’oro”.

Tensioni e contraddizioni in cui l’ascoltatore sarà immerso, si stempereranno con il Quartetto “milanese” KV 159 composto da Mozart nel 1773 in un ritorno al Classicismo e alla “prima” Scuola di Vienna da cui tutto è partito.

Il decennio precedente allo scoppio della Prima Guerra mondiale segnò la crisi di tutte le convinzioni musicali del tardo Romanticismo. Le sonorità fastose, l'intensità emozionale e la musica intesa come linguaggio non potevano andare oltre. Il futuro della musica era nelle altre direzioni che altri compositori, ma talvolta gli stessi tardo-romantici, avevano già da tempo indicato ed esplorato. L'influenza di Claude Debussy fu molto forte, e con Igor Stravinsky, giunto a Parigi nel 1910 dalla natia Russia, non fu mai abbandonato uno stretto rapporto con le forme musicali classiche. L’influenza di W. A. Mozart così come di Wagner, Strauss, Mahler e dei grandi maestri rimase sempre presente: nel frattempo in Germania, con Arnold Schönberg si intraprese un percorso molto diverso, che portò alla invenzione della musica Atonale .

Dal 1911 al 1936, Vasilij Kandinskij e Arnold Schönberg produssero uno dei rapporti epistolari più interessanti del ventesimo secolo. Ispirato anche dalle ricerche di Schönberg, Kandinskij arrivò a elaborare un’arte in cui la volontà di esprimere la “dissonanza” si concretizza in toni accesi, masse di colori giustapposte, forme astratte che si sviluppano e s’inseguono come in una composizione musicale.

“Più il mondo diventa orribile (come quello di oggi), più la nostra arte diventa astratta, mentre un mondo felice produce un’arte realistica”, scrisse Kandinskij, nel suo diario, nel 1914.

L’esposizione, organizzata da Solares Fondazione delle Arti, in collaborazione con il Von Der Heydt Museum di Wuppertal, con il contributo del Comune di Parma, il sostegno di Iren e di CePIM – Interporto di Parma, resterà aperta al pubblico fino al 24 febbraio.

Per informazioni: biglietteria mostra 0521/218035

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