CULTURA / 08.02.20

Parma my love

Il volume curato da Alberto Nodolini che immerge nel flusso Parma.

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"Un libro da meditazione" ha detto la Direttrice Anna Maria Meo  aprendo, al Ridotto del Teatro Regio, la presentazione di "Parma my love" (ed. Grafiche Step) il volume che racconta la città di Parma con l'occhio di Alberto Nodolini. E tutta una città ha accolto questo libro-progetto stringendosi, insieme al Sindaco Federico Pizzarotti e all'Assessore alla Cultura Michele Guerra, intorno  a quello che è considerato "l'erede di Bodoni", il grafico che ha contribuito ad imporre lo stile italiano nel mondo tenendo salda la direzione di Vogue Italia per quasi un trentennio. 

Commosso, tra gli applausi, Nodolini, con candore ha detto che il libro non è suo, è di Parma "Tutti hanno contribuito, tutti ho chiamato. Volevo qualcosa che rimasse e per farlo ho scelto l'unico modo: che fosse frutto di tante mani". Il titanico progetto di ritrarre l'essenza, l'identità di una città così speciale, e darle luce nel suo momento di Capitale Italiana della Cultura ha impegnato lui, il figlio Michelangelo, i fotografi, le istituzioni, e i narratori di Parma per quasi un biennio. "Un libro importante, corposo, ricco e significativo che arriva al momento giusto e di cui la prima copia è stata destinata al Presidente Mattarella. Un regalo che gli abbiamo fatto nei giorni dell'inaugurazione" ha detto il Sindaco Pizzarotti.

In "Parma my love" non c'è solo la tendenza a liberare immagini per farne un inedito ritratto corale. Nodolini è riuscito a creare un universo semantico che le fa vivere in maniera autonoma e fantastica. Come Bodoni che estraeva il nero dal bianco della pagina. "Per citare Zavattini" ha detto Michele Guerra "il lavoro di Nodolini è riuscito ad abitare  l'inquadratura. Questo volume è  un grande palinsesto storico culturale e poetico, ci fa sentire dentro questo flusso, dentro le parole delle intelligenze della città, dentro una storia lunga secoli, ma nella quale siamo tutti noi. Questo libro ci fa interrogare sulla nostra funzione dentro questo flusso, dentro un paesaggio che dalla montagna alla Bassa sembra contenere tutto. Vorrei che tutti i parmigiani ne avessero una copia e facessero questo esercizio". Ha concluso l'Assessore Guerra.