URBANISTICA / 11.12.20

Nuovo Rue

Regolamento Urbanistico Edilizio più snello, a seguito delle modifiche introdotte, recependo il principi del Psc 2030, per uno sviluppo territoriale sostenibile.

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Riqualificazione, rigenerazione urbana, sostenibilità sociale, economica e ambientale, riduzione del consumo di suolo: sono questi i principi alla base delle modifiche del nuovo Rue – Regolamento Urbanistico ed Edilizio -, che recepisce le istanze espresse dal Psc – Piano Strutturale Comunale 2030. Il nuovo Regolamento Urbanistico ed Edilizio verrà sottoposto al Consiglio Comunale nelle prossime sedute, per la fase di adozione, e punta sulla semplificazione della normativa che governa l’urbanistica sul territorio del Comune di Parma.

Lo spiega l’Assessore Assessore alle Politiche di pianificazione e sviluppo del territorio e delle opere pubbliche, Michele Alinovi.

Con questa variante al Regolamento Urbanistico Edilizio – precisa l’Assessore - si attua la rivoluzione del PSC 2030, che punta ad un modello di sviluppo territoriale sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale”. E prosegue: “Con il consumo di suolo a saldo zero realizziamo una città che promuove la riqualificazione edilizia, la rigenerazione urbana, la valorizzazione del territorio agricolo, la sostenibilità ambientale e una politica dei servizi diffusa, rilanciando inoltre il settore dell’edilizia sostenibile e dell’agricoltura innovativa, senza rinunciare alla competitività del territorio e delle sue eccellenze produttive”

Semplificazione normativa, chiarezza, sintesi e praticità. Sono le tre parole chiave che hanno guidato la revisione del Rue, cercando, così, di offrire uno strumento agile, che possa ridurre burocrazia e fraintendimenti normativi, per favorire innovazione e sviluppo.

Consumo di suolo agricolo ridotto grazie all’eliminazione di 4.350.000 metri quadrati di aree edificabili, previste proprio su suolo agricolo. Per la prima volta nella storia della pianificazione urbanistica cittadina la campagna non diventa territorio di conquista, ma valore ambientale, economico e paesaggistico, di fronte al quale la città arretra per una chiara volontà politica.

Riqualificazione urbana fondata non solo grandi piani ma su interventi diffusi di rigenerazione, per il rilancio dell’urbanistica innovativa e sostenibile. La crisi economica e la difficoltà oggettiva ad operare grandi riqualificazioni urbane hanno determinato spesso la paralisi di intere parti di città. La revisione normativa proposta faciliterà sia l’attuazione di interventi consistenti di riqualificazione urbana, che interventi di micro-rigenerazione urbana, cogliendo così, ad esempio, le opportunità fornite dalla recente riduzione degli oneri di urbanizzazione, operata dal Comune di Parma per chi fa riqualificazione urbana, il superbonus 110% e il bonus facciate.

Una rete diffusa di servizi al cittadino. Vi sarà la possibilità di attivare nuovi servizi di prossimità, in particolare per gli anziani, i bambini e per lo sport e il benessere, nei quartieri residenziali.

 

Valorizzazione del territorio agricolo. E’ prevista una maggiore tutela del suolo agricolo con positive ricadute in termini di qualità ambientali e paesaggistiche, incentivando gli usi agricoli e la demolizione di fabbricati dismessi, con rinaturalizzazione dei terreno. Per evitare, inoltre, abbandono e degrado paesaggistico, si prevede la possibilità di riuso del patrimonio edilizio esistente per fornire servizi alla città in ambito agricolo periurbano. Migliora l’ecosistema territoriale, con l’estensione dei corridoi ecologici e una norma specifica per la realizzazione del “Km Verde” che potenzia le previsioni di forestazione urbana previste. Migliora la sicurezza del territorio e dei cittadini con misure di adattamento ai cambiamenti climatici attraverso l’introduzione del “Regolamento di Gestione del Rischio Idraulico”.