Rappresentano una forma di residenzialità che promuove la convivenza tra poche persone in un comune alloggio di civile abitazione, dove sono garantiti interventi socio-educativo-assistenziali. Si rivolge a persone adulte con disabilità che necessitano di un’accoglienza educativa e assistenziale risultando prive, temporaneamente o definitivamente, del necessario supporto familiare.

All’interno degli alloggi vengono svolte tutte le attività tipiche di un nucleo famigliare (apparecchiare, rassettare, stendere il bucato, guardare la televisione, curare la propria persona, riordinare la camera) sotto la guida, la supervisione e talvolta anche l’aiuto concreto di personale socio-educativo professionale.

Questa forma di residenzialità richiede, pertanto, sufficienti capacità/potenzialità per poter partecipare all’operosità tipica di un gruppo con buone autonomie e discreti livelli di autosufficienza, in quanto ogni componente è chiamato a prender parte a diverse attività domestiche e sociali.

Le attività sono finalizzate al potenziamento, recupero e/o mantenimento delle capacità psico-motorie, cognitive, socio-relazionali ed espressive delle persone inserite, per raggiungere massimi livelli di autonomia possibile e un globale miglioramento della qualità della vita.

Le proposte di inserimento, nel contesto di più ampi progetti di vita, costruite e condivise con l’assistente sociale responsabile del caso, sono valutate dall’Unità di Valutazione Multidimensionale nella sua veste di organismo deputato alla validazione di progetti di vita e di cure.